Viale Di Vittorio, urbanistica stradale e le soluzioni possibili

Quando si interviene sul sistema viario diventa probabile mettere in campo cosa prevede il PGT. Che in questa analisi non andremo a vedere. Anche perché un’eventuale modifica  dell’esistente comporta un passaggio in Giunta e Consiglio che la devono recepire. Il PGT insomma non è un Vallo di Adriano, ma una collinetta da superare. Se la scelta si rivela valida e condivisa dai Cittadini si può fare; ci vuole un poo più tempo.

Quindi, ciò che prevede il PGT, in un ripensamento della via Di Vittorio non può essere di ostacolo; è una delle variabili di cui tenere conto. Quanto al viale alberato, oggi ha una struttura a doppio senso di marcia, dotata di marciapiedi e di doppio senso di “piste ciclabili” (le virgolette le andremo a spiegare). Oltre agli ingressi viari dalla rotonda San Biagio, ha una traversa a metà con via XXV Aprile (senso unico da via Marzabotto), doppio senso nel lato Sud di via Flli Cervi.

Viale Di Vittorio prosegue fino a via Indipendenza, ma in modo più ristretto. Nella prima parte sul lato destro  vi è spazio per parcheggio auto a spina di pesce. Dopo l’incorcio con via XXV Aprile questo spazio non c’è più: vi è la circolazione doppio senso sia per le auto che per le ciclabili. Questo è lo stato di fatto oggi, prima del ripensamento che ci propone l’amministrazione.

La restrizione della via non modifica il filare degli alberi, che lungo tutta la strada proseguono diritto a completare l’alberatura. Su questa situazione,  circa la percorribilità, interviene il percorso autobus ATM: le dimensioni sono tali da richiedere un ampliamento della parte viaria auto. Questo ampliamento comporta una mezza rivoluzione, se si lascia la situazione come l’attuale.

Da qui la giustificazione per abbattere tutta l’alberatura ripensandola a pezzi alternati fra alberi di alto fusto (pochi) e altre soluzioni diverse, non frondose. Come si potrebbe fare per ottenere la messa a norma della circolazione in modo da lasciare invariata la struttura alberata?

La prima, più semplice sarebbe un diverso percorso per i bus ATM che eviti il passaggio in via Di Vittorio. Verrebbe meno l’esigenza di dover allargare la sede stradale. Una soluzione non costosa e semplice se non sorgessero questioni di peso da parte dei Cittadini che preferiscono il percorso attuale.

Altra ipotesi di lavoro la trasformazione in senso unico della via. Si aprirebbero ampi spazi al passeggio, trasformando la lunga e diritta via alberata in luogo di frequentazione e distensione per tutta la settimana, incrementata nei fine settimana, prossima a Spina Azzurra e quanto sta intorno. Le spese di riqualificazione trovano una motivazione forte e arricchiscono tutta Buccinasco.

Altra considerazione inoltre merita il ripensamento della pista ciclabile realizzando un pecorso centrale unico nei due sensi, con il vantaggio di dare al percorso piena continuità, senza interruzioni  dovute a ingressi laterali ai diversi civici. Non a caso oggi le ciclabili laterali sono poco utilizzate dai ciclisti, non solo per le condizioni mediocri  di manutenzione. Si avrebbe un recupero consistente degli spazi, ancora salvaguardando l’alberatura.

In definitiva: salvaguardare il viale alberato Di Vittorio si può. Liberiamoci da schemi semplici e da scelte che guardano all’esistente. Alziamo la testa e guardiamo agli anni futuri. Pensiamo a costruire una città meno “automotive”, verso cui il mondo sta cominciando a muoversi.  Se dobbiamo investire le nostre tasse, facciamolo bene, con i Cittadini. Quelli d’oggi e coloro che tali saranno nel prossimo futuro.

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