Via Di Vittorio: pasticcioni allo sbaraglio. Tutti ne paghiamo le conseguenze

Mentre ieri sera si sgranava il rosario  dei funzionari a spiegare le ragioni “tecniche”… già prefigurando quanto sarebbe venuto poi, ci venne in mente in quella sala Robbiolo, la mostra di un piano urbanistico, un concorso presentato ai Cittadini con una decina di progetti esposti. Decine e decine di Cittadini a vedere, a chiedere spiegazioni, a capire.

Ci fu il vincitore, proclamato da una commissione d’esame. Poi non se ne fece nulla. Era il 2008. Non interessa qui l’esito, il giudizio sul risultato. Importante in questa ipotesi di una Buccinasco futura, è il metodo adottato: un concorso, diversi partecipanti, discussione allargata che ha coinvolto tutti i Cittadini. Senz’altro più approfondita fra i professionisti, gli esperti del settore, gli uomini di cultura, insieme a tutta la città

Il metodo! Il modo adottato dall’architetto Alessandro Bianchi. Non conosciuto (purtroppo), che però ci ha lasciato un esempio, lui e gli amministratori d’allora, sul rispetto sostanziale di un agire democratico e rispettoso dei Cittadini. Un procedere che gli sarà venuto non tanto dall’ideologia (ammesso che ne avesse una) ma dalla coscienza di servizio della sua funzione, dall’esperienza che nella sua professione lo fa agire perché la discussione preventiva sia ampia, approfondita, partecipata.

Ci ha lasciato un esempio di come chi amministra deve comportarsi verso i Cittadini, nell’interesse della Comunità (e nella qualità dei risultati). L’urbanistica, anche quando si tratta di una “sola” via, è elemento costitutivo della città, rappresenta la sua cifra (come si dice adesso). E’ elemento di convivenza, di frequentazioni, di rapporti con le aree vicine. Un risultato che la valorizza, che integra e fa crescere tutto quanto sta intorno.

Guardiamo adesso come ci è stato decritto l’iter che ha portato alle scelte descritte, per come è stato deciso (il 20 Novembre ci sarà l’assegnazione dell’incarico esecutivo). Prima di informare i Cittadini… ecco i criteri per come li ha elencati il nostro tecnico comunale:

  1. Mantenere invariato il numero dei parcheggi;
  2. Salvaguardare la ciclabilità;
  3. Razionalizzare soste e incroci;
  4. Contenere la velocità di transito inserendo due dossi

Con questi presupposti è naturale che l’alberatura del viale viene dopo… si deve adattare. A questi presupposti il “professionista incaricato” ha dovuto attenersi sviluppando il progetto che ci è stato presentato. Per esempio a nessuno è venuto in mente che, dovendo rifare l’intera alberatura della via, poteva essere l’occasione per ripensarla: magari con un senso unico (parziale o totale) trasformandola in luogo che prolunga San Biagio facendone una Passeggiata Di Vittorio: con verde, ombre, qualche banchetto di ristoro, panchine, ecc.

A Buccinasco operano studi di architettura e progettazione edilizia e urbanistica. Si poteva chiedere loro di dare un contributo d’idee, magari in uno o due incontri col tema: “Ripensiamo Di Vittorio”. L’avrebbero fatto tutti volentieri; sarebbe costato poco o nulla e chissà quante ipotesi potevano sorgere. Come sarebbe stata più pensata e organica via Di Vittorio come momento urbanistico da valorizzare, integrato con quanto sta intorno.

Il risultato è triste, un’altra occasione persa. Non è neppure il caso di incolpare qualcuno. Dagli amministratori ai tecnici, Giunta, Consiglio, professionisti e Cittadini: siamo noi i responsabili dello stato in cui si muove Buccinasco. Con le nostre scelte, le iniziative o l’indifferenza, . Auguriamoci che almeno questo pedestre pasticcio serva di lezione. A chi ha l’onere di gestire innanzitutto, ma anche a ciascuno di noi.

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  1. #1 scritto da Andrea D. il 24 ottobre 2017 20:33

    Se non faccio confusione, quella del 2008 fu una solenne presa in giro: un concorso per decidere cosa realizzare su un’area privata! Come se io con un gruppo di amici decidessi come deve ristrutturare casa Saccavini, ovviamente senza il suo coinvolgimento. Chiaro che sono elevatissime le probabilità che Saccavini non sia d’accordo e che non se ne faccia nulla e così è stato nel 2008: non se ne fece niente, solo soldi (e tempo) sprecati.

    Qui la questione è diversa: qui l’area è comunale per cui è il Comune a decidere. In questo caso sì che si potrebbe indire una gara e premiare il progetto più interessante. Invece no, si fa tutto d’imperio.

    PS Secondo le notizie, frammentarie purtroppo, il progetto dei sedicenti ecologisti (mattonari) prevede l’abbattimento di 139 piante ad alto fusto (malate dicono, ma è vero? Tutte?) sostituite solo in minima parte da nuovi alberelli (con un saldo negativo di quasi 100 piante, è vero?!?)

    RE Q
  2. #2 scritto da socrate lusacca il 24 ottobre 2017 22:26

    Forse stiamo parlando di due cose diverse, Andrea.
    Il concorso riguardava un progetto di tutta Buccinasco con particolare riferimento alla creazione di un centro aggregativo.
    Il progetto vincente individuava un asse viario pedonale immerso nel verde, che univa l’area San Biagio con il Municipio, ecc.

    Un progetto che rimase alla fase di progetto, che spostava all’esterno le attività non residenziali ecc,
    Il punto focale era sistemato non lontano dall’area retrostante il mercatino del sabato in via Emilia con un “grattacielo” di oltre venti piani:
    un’idea senz’altro di rottura rispetto a Buccinasco; un tentativo di “dare personalità” alla città, caratterizzandola.

    Cito a memoria e qualche dettaglio posso confonderlo.
    Non ho al riguardo scelte o conoscenze specifiche su interessi privati di dettaglio, del resto sempre possibili.

    Non è comunque questa operazione che si intende valutare, bensì la modalità con cui è stata proposta e affrontata.
    Antitetica, del tutto opposta rispetto al decisionismo da economia pianificata dell’asse viario Di Vittorio.

    Forse si sta riferendo all’operazione di scambio terreno prossimo al cimitero contro aree in Robarello….?

    Le notizie sul progetto sono tuttora riconducibili al comunicato apparso sul sito comunale,
    come prevedibile la notizia apparsa è un programma già approvato e in fase ormai esecutiva…

    buona giornata

    RE Q
  3. #3 scritto da Andrea D. il 24 ottobre 2017 23:35

    Hai ragione Luigi, l’ho confusa con un’iniziativa simile svoltasi nel 2012 mi pare,
    mandato Maiorano,
    con un progetto per la riqualificazione del centro di Buccinasco

    (solo che si tratta di aree private, per cui senza il consenso dei relativi proprietari non si fa nulla).

    RE Q
  4. #4 scritto da socrate lusacca il 24 ottobre 2017 23:42

    Che il sindaco debba ripetersi sul suo blog personale, facendo l’urbanista per motivare le decisioni già prese,
    dopo i comunicato sul blog del comune,
    dopo un’assemblea partecipata composta da cittadini non informati a sufficienza

    è conseguenza del modo di procedere adottato
    (non esclusivo di questo caso, ma metodo di lavoro fotocopia del mandato Maiorano)

    Questo potremmo concludere (per il futuro):
    Quando si mette mano a pezzi importanti del nostro sistema urbano,
    si deve procedere in modo diverso:

    UNO presentare la situazione esistente e i problemi in forma pubblica, con una descrizione dettagliata delle problematiche

    DUE discutere in Commissione o Consiglio per individuare le priorità e le aspettative che raccolgono maggiori consensi

    TRE coinvolgere studi urbanistici chiedendo progetti conseguenti ma anche ipotesi altre correttive

    QUATTRO una discussione ampia con la partecipazione dei Cittadini sulla scelta da assumere

    CINQUE La giunta valuta e compie la scelta definitiva ponendola in discussione al Consiglio, che la ratifica

    si può sempre migliorare…. e ci auguriamo che ciò avvenga

    RE Q
  5. #5 scritto da socrate lusacca il 24 ottobre 2017 23:50

    E già…
    Solo che questo progetto è nato ed è rimasto entro gli uffici del comune,
    decisionismo anche qui: Maiorano come Pruiti

    Intervenire su materie urbanistiche di rilievo è cosa da programmare dalla fase iniziale, al suo sviluppo, fino alla conclusione.

    Ma stiamo parlando di un’abitudine centralistica e assolutistica
    divenuta concetto radicato,
    i politici faticano a liberarsene, come si può vedere

    RE Q
 
 

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