Abolita la divisione dei poteri in Italia, il sistema romano fa quadrato

Che l’Italia sia un paese democratico è sempre più dubbio. Nelle varie classifiche internazionali siamo nella parte bassa dei paesi, spesso superati anche da stati africani o terzomondisti. Il debito pubblico, la crescita economica, la disoccupazione, l’efficienza, la corruzione, l’istruzione, la trasparenza,  l’evasione delle tasse e via elencando.

Queste classifiche tendono a mettere in evidenza quanto ci sarebbe da fare come Paese, come insieme di pubblico e privato. Imprese, P.A. Cittadini ecc. Se si va a scavare, è quasi inevitabile che il fulcro e il motore rotto che blocca il Paese veda al centro il sistema politico, che semplifichiamo in “romano”. Aiuta a rendere l’idea, perché da stato centralista, la delega divenuta potere delle segreterie dei partiti è il cancro da cui ci si deve liberare, pena la sopravvivenza.

Il fondamento del sistema democratico si àncora sulla divisione dei poteri; chi fa le leggi (parlamento) non governa; chi governa è estraneo (deve essere) a chi le leggi le fa; chi gestisce il sistema finanziario deve essere autonomo dalla politica. Veniamo da una farsa che dimostra il contrario. Segretario di partito, Presidente del Consiglio, Presidente della Repubblica, intervengono pubblicamente dividendosi sulla questione.

Potrebbero legittimamente operare scambiandosi opinioni e indirizzi, anche discutendo, facendolo come richiede il loro ruolo. Compiono l’esatto contrario, perché? Sembra evidente che tutti sono reciprocamente condizionabili, hanno scheletri dell’armadio. Che il Governatore di bankitalia vada dal presidente della commissione sul sistema bancario, consegnandogli  4mila pagine in una chiavetta usb, ricevuto a porte chiuse con esponenti dei partiti principali … è peggio che indecoroso.

Dimostra quanto tutti siano reciprocamente condizionabili. Quanti favori ha fatto bankitalia venendo incontro a richieste del sistema romano, ora su questa ora su quella banca? Perché lo ha fatto, se non allo scopo di consolidare l’incarico del Governatore? Tutto finirà in carte che volano e poi si tornerà come prima, resterà tutto fermo: il sistema proseguirà. 40 o 80 miliardi  di nostre tasse (o debito pubblico caricato sulle nostre spalle) non saranno gli ultimi.

Stiamo assistendo a giudici che fanno politica, a politici che intervengono sulla gestione della magistratura. È tutto un sistema, potremmo dire organico: il sistema romano. Adesso siamo prossimi a un referendum regionale che richiede l’applicazione della Costituzione conferendo alle strutture territoriali l’autonomia amministrativa.

Un referendum consultivo, che muove sentimenti, che sveglia le coscienze, che solleva la testa ai Cittadini. Rendere operante l’autonomia amministrativa richiederà comunque tempi e fatica. Per la complessità dei temi da affrontare, per le resistenze delle segreterie dei partiti che hanno tutto il potere e non intendono cederne. Normale da parte loro.

Basta pensare cosa sta facendo il PD: si è inventato dalla sera alla mattina una trattativa del Governo con la regione Emilia e, guarda caso, qualche giorno prima del referendum trova un accordo sui cui contenuti. Si propone di evirare, incasellandola,  la spinta autonomista che verrà dal referendum.  Non diamo credito a questa sceneggiata.

In ogni modo sta cercando di propagandare il non voto (dopo che alcuni sindaci locali del PD, Sala compreso) sono usciti con una dichiarazione favorevole al voto. Tutta la macchina del PD è impegnata a rendere la consultazione meno partecipata, perché sulla vittoria non ci sono dubbi. Stanno agendo da nemici della democrazia delegata, non la vogliono, sono contro la Costituzione.

A Buccinasco si stanno impegnando come fossero in campagna elettorale, perché i Cittadini non vadano a votare.  Una ragione in più per andarci, non tanto contro il PD; non è una questione di partito. Non perdiamo l’occasione di prenderci un poco di autonomia. Diamo maggior forza ai delegati regionali che andranno a trattare a Roma. Indeboliamo il sistema centralistico romano.

DOMENICA 22 OTTOBRE
AUTONOMIA E RISORSE PER LA LOMBARDIA
VOTIAMO!
ANDIAMO A VOTARE NEL NOSTRO INTERESSE

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  1. #1 scritto da Andrea D. il 19 ottobre 2017 23:01

    Eh no, Luigi, l’Emilia Romagna, finora, NON HA OTTENUTO UN BEL NIENTE! Hanno firmato un accordo per discutere, nulla più! Nel merito, su cosa concedere, quali autonomie e quali risorse, non è ancora stato deciso NULLA!

    Sembra impossibile non vedere nel giochino
    (il Governatore è stato eletto nel 2014, ma si sveglia solo ora, sull’onda del referendum, per chiedere al governo autonomia, dopo che il suo partito, con la riforma costituzionale bocciata dagli italiani l’autonomia l’avrebbe fortemente ridotta?)
    una manovra propagandistica per cercare di svuotare e denigrare il referendum del Lombardo-Veneto,
    attaccato da più parti sui social e sui media tradizionali.

    Il tutto nella vana speranza di sommare alla propria posizione, contraria all’autonomia e alla gestione decentrata delle risorse, l’astensione fisiologica che in consultazioni come queste è di norma molto alta
    (se si pensa che alle elezioni politiche o amministrative l’astensione può arrivare al 50% e anche oltre).

    Poi c’è chi la butta in vacca:
    più risorse? Non è vero, sono soldi che prima spendeva lo Stato, quindi non cambia niente.

    E invece cambia e molto anche!

    Perché se non cambia il totale può cambiare l’efficienza della spesa e la differenza può essere enorme.

    Pensate alla Sanità con la Lombardia tra le regioni più virtuose e con una sanità d’eccellenza
    e altre Regioni con una sanità infinitamente peggiore di quella lombarda ma con spese sovrapponibili!

    CAMBIA, cambia tantissimo ed è probabilmente questo che fa più paura!

    RE Q
  2. #2 scritto da Andrea D. il 19 ottobre 2017 23:08

    PS Ho letto, su un sito “sinistro”
    una serie di motivi per votare contro il referendum (anzi per non votare affatto),
    con una descrizione del Lombardo-Veneto come del regno del malaffare,
    della corruzione, delle spese pazze e inefficienti
    (e poi non è vero che c’è un residuo fiscale, sono tutte montature).

    A leggere una tale sfilza di sciocchezze vien da dire: ma il Lombardo-Veneto,
    questa terra sciagurata di corrotti e incapaci, perché non lo buttate fuori dall’Italia che senza sarebbe un paradiso di efficienza e rettitudine?

    I poveri lombardo-veneti si terranno la loro autonomia e tutta quella corruzione, quello spreco e l’incapacità che li ha contraddistinti
    e se ne faranno ALLEGRAMENTE una ragione.

    RE Q
  3. #3 scritto da socrate lusacca il 20 ottobre 2017 08:29

    Quindi una firma che è una dichiarazione di intenti…?
    Peggio ancora…. far finta di aver risolto l’autonomia in Emilia…
    senza neppure aver lasciato da gestire a Bologna un cent!

    Quanto all’efficienza della spesa… questo è il vantaggio per i Cittadini
    (anche per quelli che oggi stanno peggio, se i soldi per gestire invece che da Roma arrivassero da Milano… o altre regioni più efficienti)

    Chi può essere contrario?
    Solo coloro che nel guazzabuglio di ministeri e vari apparati costosissimi, oggi gestiscono nel modo che vediamo
    le nostre tasse…
    Comincerebbe a ridursi la cuccagna… e a Roma-Paese-dei-Balocchi questo non vogliono.

    buona giornata

    RE Q
  4. #4 scritto da socrate lusacca il 20 ottobre 2017 08:37

    I dati aggregati delle regioni fanno giustizia e dicono il contrario di queste tesi strampalate, Andrea.
    Tanto è vero che, ad esempio per la sanità, il parametro standard di spesa per unità di servizio, viene sempre dalla Lombardia.

    Che poi anche da noi ci sia da migliorare, altroché se c’è!
    Noi non siamo il paradiso, c’è parecchio da fare, ma si parte da una condizione decisamente migliore.
    Se tutto il costo dei servizi lombardi divenisse lo standard per l’Italia avremmo un bilancio positivo,
    potremmo ridurre le tasse alle imprese,
    investire in innovazione e ricerca,
    aumentare la nostra capacità competitiva.

    La Lombardia, con la Baviera, è l’area europea che cresce di più…
    nonostante le palle al piede rappresentate dal “sistema romano”

    buona giornata

    RE Q
 
 

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