Elemosine (o regali elettorali?): lo chiamano Bando Crisi Economica

Martedì si è tenuta la Commissione Servizi alla Persona, nella quale è stato presentato un piano di contributi personali a chi è in difficoltà cui erogare somme (nostre tasse)  fino a un massimo di 2.000 anno. La somma totale destinata a questo impiego è di 110mila euro.  Già in altre occasioni abbiamo definito questa una elemosina indecorosa. Dovremo precisare al riguardo.

Intanto i dati descritti: nella presentazione vi è stata una sorta di rendicontazione. Il “Bando Crisi Economica” (VEDI la bozza) è iniziativa del 2013 (mandato Maiorano); le cifre sono aumentate man mano fino all’attuale. Nel 2016 si sono avute 199 domande di cui 162 accolte, con una media 500 euro l’anno cadauno. Il massimo individuale previsto arriva a 2.000 euro in funzione della graduatoria.

In Commissione (compreso alcuni Cittadini, una ventina i presenti) è emerso il problema di una tendenziale erogazione a vuoto (sospetti che vi sia chi ci marcia sopra). Tanto che quest’anno sono stati inseriti 5 punti a chi “fruisce di percorsi di politiche attive del lavoro”. Affermazione generica che, come le altre caratteristiche, si risolve con una certificazione. Facile da ottenere (mentre è molto più difficile controllare che al certificato corrisponda una concreta applicazione e ancor più arduo che si possano misurare i risultati).

I valori ISEE massimali sono con tutta evidenza troppo alti (30mila). Si tratta di condizioni critiche reali, che pure esistono. Sembra evidente che  poter distribuire questi soldi  in modo consistente sia una volontà politica, più che un aiuto a chi è in difficoltà serie, che merita di essere aiutato. Che può sempre esserlo di fronte a personali istanze presso il Municipio, documentando la situazione personale o familiare.

E’ evidente che questa iniziativa ha contenuti e finalità anche diverse dal “sociale”.. L’erogazione avviene a pioggia, basta che i documenti quadrino. Ci si è perfino dimenticati di inserire fra i requisiti l’aver subito nell’anno una perdita di lavoro o di reddito, sopravvenuta. Per cui con le condizioni descritte uno dei presenti descrive una condizione familiare dal reddito di 80mila euro, ISEE inferiore a  25mila e punteggio sufficiente a entrare in graduatoria.

Il Consigliere Alberto Schiavone ha presentato una proposta (da noi suggerita) perché questo requisito (sopravvenuta criticità nell’anno)  fosse inserito. Vi è stata una dichiarazione (Rosa Palone) che questa proposta (e altre) saranno dalla Giunta, che deve deliberare, esaminate con attenzione. Ha anche dichiarato che il sistema attuale deve essere rispensato perché dalla crisi si sta uscendo, che l’anno prossimo sarà diverso.

A noi viene alla mente una riflessione “cattiva” ma che riteniamo elemento portante di questa iniziativa. Erogazioni liberali senza corrispettivo impegno non dovrebbero essere programmate dall’amministrazione. Il rischio che queto sia un meccanismo per uno scambio di favori contro consenso (voti) è troppo prossimo e potenzialmente possibile.

Chi guiderà i richiedenti nel presentare le domande? quale sarà il politico locale che, avvicinato da un Cittadino, non si fa in quattro per aiutarlo nel compilare, nel raccomandarlo ai tecnici che decidono, ecc.? Materia estremamente delicata. Pensate solo, cari lettori, che dalle 162 erogazioni effettuate nel 2016, siano derivati due voti da ciascuna. Saremmo a 324 voti. Quasi la stessa cifra della differenza delle elezioni dello scorso Giugno; il sindaco poteva essere Nicolò Licata.

Meglio che chiudano definitivamente questi approcci. Sono pericolosi e poco hanno a che vedere con aiuti concreti da erogare nei comprovati casi di necessità. Le criticità che possono presentarsi ai nostri concittadini. Erogazioni a pioggia sono materia pericolosa…., comunque regolamentate, prive di  contro obbligazione, di un incarico sociale, un lavoretto per la Comunità, ecc.   La modifica la facciano adesso: basta che la Giunta non approvi la proposta e tutto finisce lì.

  1. #1 scritto da giulia il 19 ottobre 2017 11:47

    la sua non è una riflessione cattiva

    è perfettamente legittima,

    fosse la prima volta che questi soldi distribuiti a pioggia

    vengono dati agli amici degli amici e così via…..

    RE Q
  2. #2 scritto da Saccavini il 19 ottobre 2017 12:29

    Lo sappiamo entrambi giulia…

    il suffragio elettorale comporta populismo, demagogia e promesse accattivanti, a mani basse.
    L’impegno principale , che viene prima della sana gestione, è la cattura del consenso in qualsiasi modo ottenuta.

    Perfino dove è nata la Democrazia, ad Atene, nel 400 avanti Cristo, Aristofane vinse un concorso teatrale con una commedia “i Cavalieri”
    nella quale due contendenti alla carica so confrontano promettendo a Popolo leccornie varie…
    e vince il salsicciaio. Ecco un riassuntino…
    “Il salsicciaio (appoggiato dal coro dei cavalieri) affronta il rivale in una ridda di minacce, insulti, vanterie e aggressioni fisiche. … Il duello poi continua … davanti al padrone, Popolo, in una serie di scontri verbali, ma anche di lettura di responsi oracolari e persino di preparazione di prelibatezze culinarie, in cui i due contendenti si rivelano sempre più beceri ed abietti. Il salsicciaio, con discorsi di bassa demagogia, riesce infine a risultare vincitore.”

    per questo la Democrazia partecipata oggi possibile deve essere di denuncia di questi metodi vecchissimi,
    di proposta, di impegno civico…
    Di questo modo d’agire non se ne può più

    buona giornata

    RE Q
  3. #3 scritto da socrate lusacca il 22 ottobre 2017 22:04

    Succede a Buccinasco: casuale incontro con l’ex sindaco il quale, ritenendo di far uso del familiare tu, mi apostrofa accusando questo articolo di aver accusato la sua “compagnia” di aver fatto uso delle elemosine come meccanismo di scambio con il consenso.
    Naturalmente non è così. Il nostro scritto adombra un’ipotesi, non peregrina, che questo intento possa esserci. Questo gli replichiamo.
    Irato replica: non si deve comunque scrivere.
    Lo spirito dittatoriale di questo semplice scambio di battute, non riesce a trattenerlo:
    ritiene che deve essere la sua parte a stabilire quanto dire o pensare.
    A stabilire ciò che è lecito e ciò che non lo è.

    Ma l’epilogo è ancora più curioso (sempre con il tu familiare di cui in caserma si fa uso con gli inferiori. “tu volevi entrare a far parte del mio entourage. Io mi sono rifiutato, per questo ce l’hai con me”
    Sarà una favola che amerà raccontare coi suoi. Per questo precisiamo.

    Questo signore si permise di far uso del suo ruolo e funzione per esprimere un violento attacco alla scuola Novaterra colpevole di non subire le irrealistiche imposizioni del noto costruttore (quello fallito di Buccinasco più).
    Assunse in quell’occasione apertamente gli interessi meno che nobili del costruttore in questione.
    In un momento critico, con Novaterra sotto attacco.
    Vicenda che bastò (e avanza tuttora), perché le già residue relazioni ritenessi di doverle troncare.
    In modo esplicito, dai toni secchi di cui feci uso e meritasse questo comportamento.

    Nel suo agire politico, naturalmente non è la persona l’oggetto delle analisi (frequentemente critiche).
    Quanto al propalare ipotesi di soggezione e mendiche richieste di “favori”:
    beh, costui dimostra i suoi limiti e dovrebbe vergognarsi.

    RE Q

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