Autonomia regionale. Votiamo una dichiarazione d’intenti, ma è importante

Il sito istituzionale del nostro comune ne esce con un comunicato che descrive le condizioni in cui si svolgerà. Un comunicato ben fatto, istruttivo, che riporta il quesito (tutt’altro che criptico rispetto ad altri). in particolare si sofferma sulle modalità di votazione elettronica, riportando i termini di legge.

Utile il comunicato, a ormai 15 giorni dal voto (VEDI). Sarebbe utile conoscere qualche ulteriore aspetto sui seggi, le caratteristiche del voto, il numero delle postazioni previste. Un aspetto non secondario di questa elezione riteniamo sia infatti il voto elettronico. Che la Lombardia se ne sia dotata (pagandosela!) è cosa utile perché attiva un meccanismo che avvicina i Cittadini alle istituzioni.

Già da qualche tempo sul piano tecnico è possibile un rapporto frequente, se non assiduo, che permetta la consultazione dei cittadini. Il monitoraggio reale di cosa pensano i Cittadini (i detentori del potere veri), sulle intenzioni o decisioni degli amministratori eletti (che agiscono per delega ricevuta dai Cittadini). Che si cominci a renderlo operante è un passo avanti verso una democrazia più partecipata e diretta.

L’esempio di M5S evidentemente sta facendo scuola. Nonostante intoppi e criticità (amplificati dal sistema partitico che non ha altra risposta politica che mettere tutto in burla), il sistema Rousseau funziona. Intanto fa emergere la distanza fra i Cittadini interessati ai temi trattati, in particolare può sollecitare la maggioranza che è distratta o semplicemente indifferente.

La possibilità di esprimersi viene data a tutti; chi si esprime decide. Chi ritiene di non esprimersi non conta; quindi niente quorum. La votazione è sempre valida. Molto lentamente, troppo, la democrazia partecipata sta facendo passi avanti nei pensieri e convinzioni diffusi, ed ecco che qualcosa comincia a concretizzarsi. Della democrazia delegata non e possiamo più, per troppo tempo ci hanno preso per i fondelli.

Riguardo  al tema concreto, non vediamo dubbi: basta citare il testo del quesito che riportiamo per estratto. Il testo completo lo si può leggere nel comunicato on line del comune. Il tema di fondo è acquisire maggiore autonomia nella gestione delle risorse che genera la Lombardia:

….richiedere allo Stato l’attribuzione di ulteriori forme e condizioni particolari di autonomia, con le relative risorse,….. con riferimento a ogni materia legislativa per cui tale procedimento sia ammesso

Il significato è chiaro. La Lombardia genera 100 miliardi di risorse per lo Stato, nelle varie forme in cui si articola il prelievo. Di queste, 54 miliardi, ogni anno, servono a gestire lo stato: compreso esercito, istruzione e quant’altro, compresa la distribuzione di risorse da erogare in regioni che sono prive di fondi.

Come funziona male questo sistema romano non è neppure il caso di descrivere; se questi soldi fossero erogati dalle regioni che generano il surplus, l’efficienza nella destinazione delle risorse sarebbe certamente maggiore. Sarà difficilissimo ottenere una disponibilità da Roma, con cui si dovrà trattare, ma è anche qui un primo passo; oltretutto rafforzato dalle vicende spagnole di questo periodo.

Il PD ha in merito una posizione ambivalente: tendenzialmente nazionalista, centralista, monopolista che viene dai residui di pensiero novecentesco da socialismo reale, non vede bene l’autonomia amministrativa prevista dalla Costituzione. Se potesse, eviterebbe. Non conviene dire di no e si sta muovendo in ordine sparso, svalutando l’iniziativa.

Fin da Agosto è uscita una dichiarazione lombarda per il SI che vede fra i primi firmatari sindaci PD o di area (VEDI). Auspica l’autonomia in materie importanti, limitandola all’Ambiente e alla Ricerca e Innovazione Tecnologica. Comunque importanti e oggettivamente utili in chiave regionale anziché romana. Ma a Roma il PD la pensa diversamente, e diffonde tempi banali per svalutare il referendum.

Lo vediamo anche sui social per quanto riguarda la nostra Buccinasco. Non è che vi siano argomenti robusti, qui da noi, ma i PD spingono per l’inutilità della consultazione, confermando la vocazione autoritaria nella gestione della cosa pubblica. La partecipazione dei Cittadini in area PD genera pruriti… Teniamone conto e , proprio per questo, aiutiamo la democrazia partecipata a crescere, andando a votare.

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