Pubblica Amministrazione incartapecorita. Proviamo a cambiarla? Buccinasco se ne frega, e assume

Un articoletto in fondo pagina a Corriere Economia, il 3 Ottobre, ci informa di un’iniziativa congiunta del Corriere e dell’Università Bocconi ma anche del Comune di Milano: una competizione aperta agli studenti di tuti gli atenei. La trasformazione digitale della P.A. I progetti migliori verranno presentati il primo Dicembre  al   Pavaglione Unicredit (faccio uso del termine italiano tuttora in uso a Bologna e non solo, non comprendo l’inglesismo pavilion) di Piazza Gae Aulenti.

Sorprendente la presenza di un ente pubblico P.A. come il comune di Milano, in una iniziativa del genere.  Assenti ministeri; ma le università pubbliche dove sono?È risaputo da chiunque si occupi di organizzazione che nel mondo pubblico in Italia con oltre 3 milioni di addetti, l’eccesso di personale ha una misura che va da un quarto a un terzo del totale (dal 25% al 33%), se non oltre.

L’azione di freno, comprensibile ma conservatrice, fatta dal personale e dai sindacati; lo è molto meno quella sostenuta dal sistema dei partiti per i quali la P.A. è un enorme gregge mandato a pascolare stipendi modesti. Fonte di consenso, voti, preferenze. Il costo di questo soprannumero si può misurare in 50 miliardi l’anno, oltre al permanere di una inefficienza proverbiale. Ecco cosa ci dice il Corriere:

Un affastellarsi di norme ridondanti e confuse che frenano l’innovazione e rendono la semplificazione una chimera. Bulimia regolatoria e coazione a ripetere da cui i dipendenti della P.A. italiana provano a difendersi con l’unica arma a loro disposizione: LA BUROCRAZIA DIFENSIVA, che è poi il restare immobili, cercando di prendersi il minimo di responsabilità possibili. …. Problemi noti nei corridoi degli uffici pubblici ….

Questa situazione è notoria anche a Buccinasco. Ricordiamo, e potremmo fare citazioni imbarazzanti, affermazioni del sindaco d’oggi, che nella veste di vicesindaco ha espresso affermazioni quasi offensive sulla qualità e la capacità dei dipendenti del Municipio, attribuendo loro la responsabilità del quasi nulla fatto dalla gestione Maiorano (ma allora doveva giustificare il nulla realizzato).

Subito dimenticate queste affermazioni, adesso che è lui il conduttore. Nell’ultimo Consiglio ha dichiarato che il personale in forza è inferiore rispetto a quanto stabilito dalle norme (si chiama Pianta organica; le tante ridondanti e inutili funzioni messe a giustificare l’ammuina della P.A.). Adesso il sindaco intende pienamente recuperare e assumere quanto gli è possibile.

Naturalmente non sarà lui a pagare questi dipendenti, lo faremo noi con le nostre tasse. Dell’efficienza non glien’importa un fico… L’organico di legge è 100? E io 100 assumo, … senza giustificazione alcuna sulla qualità, sulle funzioni, sull’aggiornamento organizzativo, sui big data. Quella “trasformazione radicale delle procedure esecutive della P.A. con la trasformazione digitale” adesso non lo interessa. Può spendere e spandere e lo fa. Se ne vanta, anche! Affermandolo soddisfatto dalla sua sediola di sindaco.

  1. #1 scritto da Andrea D. il 8 ottobre 2017 10:35

    Il personale è inferiore rispetto alle norme?!?
    Eh sì, perché è così che funziona la burocrazia, l’apparato pubblico, le norme!
    Produttività, innovazione, efficacia, efficienza non sono cose che riguardano chi amministra, almeno non a Buccinasco a quanto pare.
    Quel che conta sono le norme: la legge dice che non puoi avere più di 150 dipendenti (butto lì un numero) e visto che a Buccinasco ce ne sono meno si assume!

    Guardatevi intorno, voi che lavorate nel privato: negli ultimi 20 anni nel vostro ufficio si fanno le cose ancora allo stesso modo con lo stesso numero di persone?
    O hanno automatizzato, snellito, velocizzato e oggi si fanno le stesse cose, anzi di più, ma con meno persone?

    Sappiate che un Paese ha una crescita economica di lungo periodo solo se passa a impieghi con più alta produttività, solo se la sua produttività del lavoro cresce.
    Altrimenti è destinato al declino, a competere, al ribasso, sul costo del lavoro, sui salari, sul welfare!

    Si badi bene, la norma non dice che non puoi avere meno di 150 dipendenti, dice che non puoi averne di più!
    Se tu fossi bravo e capace potresti riuscire a fare il lavoro con meno, magari molti meno (risparmiando soldi e riducendo le tasse ai tuoi cittadini), ma, evidentemente, non è questo il caso.

    Se lo Stato gestisse l’economia, con la stessa logica, oggi per mietere il grano impiegheremmo ancora decine e decine di contadini per giorni e giorni, invece di uno solo su un trattore per una giornata.
    Quel concetto astruso che si chiama produttività, che genera ricchezza e benessere!

    RE Q
  2. #2 scritto da Andrea D. il 8 ottobre 2017 10:52

    Per inciso, possiamo stupirci di quel che accade? Non direi proprio.

    Non vedo nulla nel curriculum e nel percorso politico del sindaco, che a mio avviso ha abbondantemente superato il principio di Peter, che indichi una diversa possibilità.

    La logica di fondo è semplice: si assume e si aumenta il proprio potere, il proprio prestigio (e quello dell’organizzazione), si crea lavoro!?!

    Eh sì, perché a sinistra, e non solo, sono ancora tanti quelli che credono alle teorie keynesiane,
    al fatto che se metto un milione di persone a scavare una buca il giorno e un altro milione a tappare la stessa buca la notte, ho sconfitto la disoccupazione, ho creato lavoro che a sua volta genera consumi i quali, grazie al moltiplicatore (??? c’è ancora qualcuno che crede a una formula matematicamente priva di fondamento??? pare di sì),
    produce ricchezza e crescita economica.

    Questo passa il convento. Così hanno voluto, col loro non voto, i cittadini di Buccinasco.

    RE Q
  3. #3 scritto da socrate lusacca il 8 ottobre 2017 10:56

    Perfetto, Andrea..
    proprio così… ma il sindaco “rispetta” la pianta organica
    (che non è un cactus, anche se come pianta è senz’altro grassa)

    RE Q
  4. #4 scritto da Uno che sa (falso) il 8 ottobre 2017 12:48

    giusto fare outing BucciRinasco,
    siete contro i lavoratori,
    ormai lo sappiamo.

    RE Q
  5. #5 scritto da socrate lusacca il 8 ottobre 2017 14:58

    Uno che sa….

    Se l’affermazione è ironica va bene.
    Probabilmente lo è,
    questo modo di pensare, nel nostro sistema pubblico (ma anche nel privato, non poco) è troppo diffuso, perché si lasci questa affermazione così com’è.

    Il problema dell’occupazione pubblica è globale, di tutti i paesi, dell’Occidente in particolare, più grave e impellente.
    La transizione fra l’era pre informatica e l’automazione delle funzioni amministrative è stata affrontata; gli occupati diretti si sono ridotti pesantemente in GB, Francia, Germania, ecc.
    Da noi, soprattutto perché forzati dall’euro, i partiti da almeno dieci anni non stanno facendo assunzioni, i dipendenti invecchiano nel fare le cose del passato.
    Le regole si affastellano, aumentando sempre di più. La gestione informatica ha paradossalmente dato vita a nuove norme, regolamenti, disposizioni, e via scrivendo.
    In questo modo l’apparato P.A. diventa una fortissima resistenza al cambiamento.
    Come è possibile ricollocare utilmente centinia di migliaia di dipendenti pubblici?
    Si può fare e si può fare bene, anche individuando altri compi e funzioni, oppure privatizando, come in GB ad esempio.
    Per il sistema partitico d’oggi l’ipotesi è terrorizzante: perché la inghia di trasmissione che porta al voto della P.A. è troppo forte. L’esperienza di Renzi con l’area istruzione (che è stata determinante del fargli perdere il referendum), fa scuola.

    Non succederà quindi, tutti tranquilli continuiamo nella discesa…

    RE Q
  6. #6 scritto da Andrea D. il 8 ottobre 2017 18:35

    La realtà, come spesso accade, è contro-intuitiva.

    Se non si aumenta la produttività del lavoro e non si creano occupazioni ad alto valore aggiunto, l’Italia è destinata a un lento e inesorabile declino, non ci sono santi che tengano.

    Purtroppo è molto difficile per l’uomo comune alzare lo sguardo e guardare a cosa succederà dopo-domani, per cui si prediligono soluzioni (sbagliate) che diano un risultato immediato, anche se illusorio.
    Insomma decisamente meglio l’uovo oggi che la gallina domani.

    La situazione drammatica, sul piano previdenziale, per le giovani generazioni è figlia dei dissennati privilegi (cioè prestazioni non coperte) concessi a pioggia negli anni di vacche grasse, quando tanti versavano i contributi e pochi percepivano le pensioni (e l’INPS era una vacca da mungere per ottenere facile consenso elettorale).

    Sembrava così logico e immediato dire che i padri dovevano andare in pensione (a 50 anni, spesso anche meno, con pensioni che nessuna correlazione avevano con i contributi versati, ergo con immensi regali, che qualcuno, però, prima o poi dovrà pagare … e il poi alla fine è arrivato) per lasciare il posto ai giovani.

    In un colpo solo si facevano contente due generazioni (e si otteneva facile consenso). Ma i nodi, alla fine, vengono al pettine perché non si può rimandare all’infinito (e i guai, quelli veri, sono ancora lontani nel tempo, anche se con le famose buste arancioni qualcuno ha cominciato a capire che l’ha preso … in quel posto).

    In definitiva, no, caro Uno che sa,
    non siamo contrari ai lavoratori, anzi!

    Siamo contrari a una pubblica amministrazione, uno Stato, che pesa per oltre il 50% del PIL (spese che devono essere coperte da tasse, cioè denari sottratti all’economia privata che di norma ha una produttività maggiore; oppure a debito, che altro non è se non tasse future) e che ha una produttività bassa, che zavorra l’economia e riduce le prospettive di crescita.

    RE Q
  7. #7 scritto da socrate lusacca il 8 ottobre 2017 21:56

    In definitiva le situazioni sono alternative:
    > il lavoro che ha un costo, controbilanciato da un valore aggiunto realizzato. Questa condizione genera crescita, benessere, lavoro ulteriore
    > il lavoro che ha un costo superiore al valore aggiunto prodotto. Genera perdite, debiti, difficoltà a enti aziende che possono chiudere. In definitiva mette in condizioni precarie chi lavora.

    Viva il lavoro produttivo e efficiente, che merita premi e riconoscimenti…

    buona serata

    RE Q
  8. #8 scritto da socrate lusacca il 8 ottobre 2017 22:11

    Quanto al commento del fasullo sifaperdire:

    con l’affermazione non è un mafioso, il vergognoso anonimo,
    intende spargere letame sull’associazione orti ecologici cui si riferisce l’operato del sindaco
    (caldamente ci auguriamo che il sindaco non abbia a che vedere con il costui anonimo)

    per chiarezza:
    Pruiti in questo caso è:
    UNO Il responsabile della condizione di irregolarità in cui, senza sua colpa, si trova oggi L’Associazione Orti Ecologici.
    è lui, con il compare Maiorano, che non ha adempiuto alla regolarizzazione, per ben quattro anni!

    DUE non ha risposto alle interrogazioni presentate (di Licata e Romanello) i quali naturalmente non sostengono una condizione di irregolarità, ma semplicemente si appellano per una proroga!

    Se qualcuno avesse dubbi, non avesse ancora ben compreso,
    ebbene adesso è chiaro.

    RE Q
 
 

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