AI CORROTTI IL 416 BIS? Confindustria deve avere coraggio, ma anche l’Assessore antimafia a Buccinasco

In Parlamento, per una volta, è riuscita a passare (27  settembre)una legge che, riguardo al connubio mafia/partitocrazia/imprese, ha messo a fuoco un meccanismo che mette a fattor comune la mafia dai colletti bianchi con il sistema che rende praticabile il riciclo del danaro sporco oltre agli affari diretti che coinvolgono la P.A. Una sorpresa che è anche un azzardo, sarà da seguire nella sua evoluzione.

Le spinte perché la “corruzione” (nelle sue tipologie: imprese e area politica) non sia considerata penalmente entro il 416bis saranno enormi, insistite e di varia natura. I ministro della giustizia Orlando sarà subissato di pressioni, consigli, messaggi, saggi e trattati perché faccia un passo indietro. Come sempre alla approvazione della legge, devono seguire le disposizioni attuative…. Senza le quali la legge c’è ma è come se non ci fosse. Sarà così anche in questo caso?

Intanto anche entro la magistratura c’è chi prende le difese delle categorie “partner “ dell’anti-stato: il procuratore della repubblica di Milano Francesco Greco, che da anni ha promosso e auspicato l’allargamento del 416bis ai reati di corruzione, che in un convegno con vari giudici se ne esce con una riflessione del tipo: più che la corruzione in Italia è più importante il tema: evasione IVA.

Eppure la legge introduce novità serie: in particolare nei confronti di “pubblici ufficiali accusati di  associazione  a delinquere” per i quali è previsto il sequestro preventivo del patrimonio quando il giudice abbia verificato la sproporzione fra reddito dichiarato e patrimonio.

Una norma in Italia molto delicata, che suscita anche perplessità, legittime,  al mondo delle imprese perché sono troppi i casi di procedimenti penali nei quali il sospetto di azioni politicamente “pilotate”  sembra verosimile. Ne possono seguire danni preoccupanti.  Da qui le reazioni di Confindustria ma anche di Forza Italia. Con M5S che pure ha votato contro questa legge (VEDI).

Tutto quello che si vuole; siamo in un paese nel quale la certezza del diritto è approssimativa (a dir poco). Eppure questa norma, da molti anni è stata auspicata e sollecitata da autorità delle forze dell’ordine, da magistrati diversi con competenza nel settore antimafia in particolare. Ma anche da Bankitalia, se non ricordiamo male.

Le reazioni di partiti e del mondo delle imprese fanno da cartina di tornasole: il sistema degli appalti pubblici, unito alle imprese osmotiche rispetto all’anti-stato appare come sistemico, appunto. Introdurre meccanismi deterrenti, finora intoccati, comporta un ripensamento totale d questa tipologia di  affari.

Meccanismi fin troppo oliati; ripartizioni di interessi estranei alla competizione fra imprese, con ripartizione collaudata del danaro pubblico (a danno in maggiori costi delle opere e nella loro durata), vedono a rischio la bambagia entro cui per molti anni si è operato. Un cambiamento troppo brusco che può rischiare di rallentare all’inizio lavori e appalti. Faranno uso anche di questo pur di depotenziare la legge con qualche riformina…

Una situazione simile al referendum della Costituzione, che aveva qualcosa di buono, molto più rilevante del rischio elettorale di un governo Renzi. Non è passato e adesso il parlamento è destinato a rimanere  il guazzabuglio che è; non se ne verrà fuori, purtroppo. Con questa legge sulla corruzione succederà la fotocopia?

A proposito, qui a Buccinasco, trascorsi dieci giorni, la disattenzione dell’Assessore antimafia su una legge che inevitabilmente influenza la P.A. in Municipio e il sistema delle imprese fornitrici? Un comunicato iniziale, che esprima soddisfazione, Seguito magari inserendo un richiamo alla nuova legge, indicando le conseguenze che prevede, per singole fattispecie… non sarebbe male, anche in via provvisoria e preventiva. Passarla sotto silenzio, avendo nominato  l’Assessore antimafia….

Tag:

  1. #1 scritto da Andrea D. il 7 ottobre 2017 00:11

    Onestamente non condivido l’entusiasmo.

    Uno Stato inefficiente, inefficace e incapace di far rispettare le leggi (e forse di rispettarle esso stesso)
    trasforma il mondo in mafia (tutti mafiosi … nessuno mafioso?),
    indebolendo le garanzie costituzionali.

    Vedremo come verrà applicato quello che sembra l’ennesimo pateracchio,
    ma non sono per nulla contento.

    RE Q
  2. #2 scritto da socrate lusacca il 7 ottobre 2017 09:05

    Hai ragione Andrea,
    il versante normativo che parifica malavita organizzata e corruzione ha rischi di deriva giustizialista,
    soprattutto mette in mano al “sistema” una possibile ricattabilità delle imprese… vista l’incertezza del diritto e
    la permeabilità della magistratura verso il sistema partitico
    rendendola servile ai politici di turno

    la parificazione mafia-corruzione, perché arrivi a essere normata in questo modo
    è però segnale troppo serio di corruttibilità diffusa… nella politica, senz’altro (Roma mafia capitale, non è un’eccezione, purtroppo)

    Circa l’applicazione concreta i dubbi sono più che legittimi….
    troveranno modo di sterilizzarla, riservandosi di poterla utilizzare quale strumento di potere…

    vedremo intanto all’opera l’Assessore antimafia di Buccinasco, che ci darà l’esempio

    buona giornata

    RE Q
 
 

sottoscrivi il feed dei commenti

SetPageWidth