Mensa e la gestione pubblica in chiave statalista: la libertà e il rispetto dei Cittadini viene dopo

La questione della mensa a Buccinasco è una delle diverse cose mai compiute: generano questioni  che anno dopo anno portano problemi. Genitori e famiglie che si lamentano. Una cosa che ci sembra  maturata in particolare con la gestione Maiorano,  diventando sistemica.

Eppure la gestione Maiorano ha introdotto una gestione economica più efficiente, trasferendo in capo al gestore delle mense il rapporto economico fra famiglie e gestore. Si è così ottenuta una sensibile riduzione amministrativa (non informatizzata) ma soprattutto tutto l’apparato contabile negli incassi. Basti pensare al problema che ha avuto Errante  a Corsico che si è trovato con crediti più o meno piccoli che superavano il milione di euro (una benevolenza da neosocialismo umanitario acchiappa voti).

La criticità di fronte alla quale ci si trova è un’altra. Partendo dall’assunto che le famiglie sono in forma maggioritaria aduse a un’alimentazione sbagliata o comunque inadatta, il sistema scolastico e la struttura del Municipio, guidata da assessori salutisti, si è impancata nel compito di dirigere e imporre la dieta alimentare ai bimbi, agli scolari.

Questo inizio d’anno scolastico si è trovato ancora ad affrontare la ripulsa diffusa della mensa da parte dei bimbi e ragazzi, anche con l’aggiunta  di norme tassative che escludono ogni forma alimentare portata da casa. Mangiare alla mensa ciò che passa la mensa diventa un obbligo, da rispettare in modo totale. Quasi un’estensione delle materie scolastiche creando un parallelo fra l’impegno richiesto dallo studio e l’obbligo di trangugiare una sorta di sbobba militare.

Per carità, le buone intenzioni di docenti e assessori più o meno vegani attenti all’alimentazione “sana” sono fuori discussione. Non vengono difusi dati sulla struttura corporea delle classi, forse neppure vi sono, oppure no. Se vi fossero, farle conoscere alle famiglie, ai singoli genitori dai figli con tendenza all’obesità o  viceversa, sottopeso, ma anche in modo complessivo, indicandone le dinamiche ogni anno, dando obiettivi individuali o di gruppo, potrebbe aiutare.

No. Non si informano i genitori. I detentori del sapere e del potere amano poter svolgere una funzione di guida alimentare partendo dai bimbi a scuola. Scegliendo diete e contenuti in una commissione che avrà anche qualche genitore. Da qui discende tutto: compreso l’obbligo proverbiale di mangiare la minestra o saltare la finestra. Convinti della bontà delle scelte salutistiche (che non sono in discussione, sia chiaro).

Il vicesindaco,  non alla prima esperienza, dovendo ancora affrontare la questione se ne esce con un comunicato, perfettamente in linea con quanto abbiamo descritto  (VEDI).  In questa visione è facile vedere l’assunto dirigistico statalista, che parte dalla presunzione di essere depositari della verità, che i Cittadini devono accettare, magari ringraziando.

Proprio non si capisce che se ai ragazzi si eroga una mensa in questo modo, sarà inevitabile che i pasti siano buttati, che preferiscano non mangiare o portarsi qualcosa da casa, magari di nascosto. Che genitori o nonni arrivando a ritirare i bimbi portino con sé alimenti sostitutivi, a bambini che nelle otto ore trascorse non hanno mangiato o quasi?

L’alimentazione in casa non si modifica obbligando i bimbi a un’alimentazione estranea rispetto a quanto assumono a casa: agire così il risultato mediocre, se non il fallimento, è assicurato. Un progetto formativo deve cominciare molto prima, rivolto alle famiglie che hanno bimbi piccoli o a scuola, magari anche con incontri scolastici a loro dedicati, impostando cambiamenti graduali, compatibili con la situazione di partenza.

Agendo così ci si accorge che i Cittadini genitori sono persone e non massa aprioristicamente inerte e condannata a non capire. Non è così: il progetto alimentare è una cosa seria, un processo che richiede tempo, cresce gradualmente, deve essere seguito man mano. Crescita che va monitorata e accompagnata… saranno i genitori che in questo modo, faranno da preparatori alla mensa e a un’alimentazione sana che non sarà limitata alla scuola ma farà parte del vivere.  Bisogna cambiare sistema, ripensarlo.

  1. #1 scritto da socrate lusacca il 4 ottobre 2017 15:54

    Educativo, esemplare l’articolo odierno de ilgiorno, apparso sul tema:
    la fotocopia del comunicato del comune, che abbiamo già pubblicato.

    Non crediamo proprio che queste criticità si risolvano con la comunicazione.
    così forse il vicesindaco ritiene di salvarsi la reputazione,
    di dar segno che è attento e si sta muovendo..

    Confermare le procedure e organizzazioni esistenti, anzi esaltandole,
    titolando che il menù è cambiato…

    ha un solo significato pratico:
    tutto resta come prima

    RE Q
  2. #2 scritto da Miserabile di Montecristo il 5 ottobre 2017 16:10

    Tipico caso di monopolio pubblico:
    io decido, ovviamente in base a fantomatici pareri di esperti o sedicenti tali, e tu,
    cliente/utente, ti adatti!
    Non ti piace, fatti tuoi!

    Come diceva il famoso comico di Zelig:
    “c’ho ragione e i fatti mi cosano”.

    Da quanto mi è parso di capire dalle varie voci che circolano,
    il problema non sarebbe solo di menù, ma di qualità dei piatti preparati che sarebbe carente.

    La domanda, allora, è: ma qualcuno verifica la corrispondenza tra quanto “scritto” (???)
    e quanto effettivamente consegnato?

    RE Q
  3. #3 scritto da socrate lusacca il 5 ottobre 2017 22:36

    Ben trovato Miserabile di Montecristo….

    la sostanza di fondo è la prima che cita:
    La gestione statalista porta a un esercizio del potere che di tendenza è assolutista…
    come dice lei: la mia funzione di per sé mi consegna un potere solido e certo: posseggo i titoli, oppure l’incarico mio perviene dallo Stato
    Quindi ho ragione a prescindere.

    In queste condizioni succede con frequenza che il comportamento sia quello che vediamp:
    più semplice e veloce;
    non potrò comunque essere richiamato perché il potere assegnatomi non ha vincoli di risultato,
    ma solo di emanazione di una disposizione

    Procedere che con la Democrazia nulla a a che vedere…

    Noi facciamo rilevare e continueremo a farlo… chissà se alla fine si ottenga qualcosa
    (anche una lenta, graduale trasfusione di principi di sano comportamento partecipativo nei confronti dei cittadini)

    buona serata

    RE Q
 
 

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