Il giornalista che offende e non replica, ci da lezione di giornalismo?

Un cronista di cui non citeremo il nome, ci ha fatto la lezione sulla ‘ndrangheta a Buccinasco. Ne abbiamo parlato, abbiamo qui pubblicato i suoi “argomenti” da lui posti in modo poco leggibile su fb (VEDI, ma anche gli articoli correlati del periodo).  Cronista che ha dedicato una pagina del Corriere al neo sindaco, dal titolo  

Buccinasco è ancora la Platì del Nord. In giunta un’Assessore antimafia

A parte il pessimo servizio per la sua città fatto dal sindaco, questi ha anche indicato la coalizione Nicolò Licata come destinataria dei voti della ‘ndrangheta. Al cronista abbiamo contestato un comportamento non professionale, servizievole, nel suo riportare le affermazioni del sindaco senza la minima precisazione, senza il dovuto chiarimento ai lettori, riguardo alle gravi insinuazioni del sindaco.

Il medesimo cronista si è dichiarato disponibile a approfondire la tematica dell’attività attuale della ‘ndrangheta. Abbiamo risposto all’invito, contestualizzato, replicando e precisando, suggerendo ipotesi di lavoro per i nostri amministratori a Buccinasco. nel silenzio  del cronista. Ci ha gratificato delle sue offese (VEDI) e non sente il dovere civile di spiegarsi, di giustificarle. Che bel professionista; l’italiano sui media non è più quello del maestro Manzi; neppure l’educazione.

Il servizio fatto al sindaco però sembra dargli dei ritorni. Ecco che adesso i nostri amministratori mettono insieme uno di quegli eventi di parole contro le mafie (VEDI). Combinano una giornata di commemorazione di un giornalista: Giancarlo Siani, ucciso dalla camorra 32 anni fa. Ucciso perché ha denunciato le collusioni della camorra con la politica locale, nella gestione del post terremoto dell’Irpinia (VEDI, Wikipedia. Da leggere). Guarda caso.

La location per commemorare Siani dov’è? Nel luogo (sequestrato alla ‘ndrangheta) che il ministero ha affidato al comune da gestire. Da questi assegnato gratis alla Coop  sociale Villa Amantea, che ci ha messo sei minori non accompagnati siriani i quali, terminati i soldi che la Coop riceve dal Ministero, saranno liberi di andare dove vogliono in Italia.

Chi organizza l’evento? L’Assessore alla Cultura Antimafia, quello della cui esistenza i Cittadini sono venuti a sapere dall’intervista del Corriere. Il quale ha chiamato a collaborare la Coop sociale Villa Amantea, e il Gruppo Cronisti Lombardi. Che manda, chi? ma il cronista in questione (che non nomineremo), naturalmente. Insieme a un altro cronista di Repubblica.

Come possiamo definire questa iniziativa? Un papocchio per far digerire e rendere “nobile” l’uso dei sei “minori” non accompagnati  (i quali con l’antimafia c’entrano come i famosi cavoli) che, terminati i soldi del Ministero ci troveremo sul nostro territorio.  Ma al comune che ha fatto il favore di lasciare i locali gratis, Villa Amantea coop sociale,  non nega una collaborazione…. sull’antimafia.

Ma guarda un po’ che tipo di iniziative  e con quali soggetti va a organizzare l’evento il neo Assessore alla Cultura Antimafia. Con  professionisti dei media:  quello che conosciamo non certo da assimilare al giovane giornalista napoletano, morto perché tirava diritto al suo mestiere senza fare favori a nessuno;  anzi facendo il giornalista d’inchiesta sul serio, anziché interviste di favore al politico di turno.

L’altro “cronista”: Sandro De Riccardis,  da noi non conosciuto, ha però da poco scritto un libro “La mafia siamo noi” che ha al centro dell’analisi proprio le cose che da tempo diciamo noi (VEDI). Ne riportiamo alcune perché i lettori si facciano l’idea. È proprio ciò che questa amministrazione non ha mai fatto prima, su cui nulla ha detto e programmato di fare (fino ad ora). Segnaliamo qualche passo, consigliandone la lettura e le riflessioni conseguenti perché l’antimafia delle parole diventi quella dei fatti.

«I mafiosi forse prima di noi si sono accorti che la cosiddetta legalità o antimafia stava diventando solo un’icona da porre in vetrina, un modo per acquisire visibilità per fare carriere politiche o di altro tipo ma che dietro non aveva più il collegamento con i fatti che accadono nei territori o un impegno concreto.

E com’è invece l’antimafia che non piace alla mafia? «Quella che piace alla mafia è proprio quella della sola immagine, del contrasto a parola che concretamente non fa nulla per contrastare i clan o addirittura dialoga con i clan e ha dei rapporti con i clan.

È un fenomeno silenzioso, che non fa impressione e non colpisce socialmente come l’esplosione di una macchina o una scarica di kalashnikov sulla saracinesca, o come un omicidio o una faida che dura per mesi. Nessuno si accorge che sta succedendo una violenta conquista dell’economia da parte dei clan».

Naturalmente ne parleremo ancora. Nel merito c’è di che insistere, se non vogliamo Buccinasco proprietà dell’anti-stato  grazie a colletti bianchi, prestanome o reggimoccolo, fors’anche dei politici locali (se questi perseverano nel non vedere, e parlar d’altro).

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  1. #1 scritto da Socrate Lusacca il 21 settembre 2017 16:32

    Guarda un po’ che combinazione fortunata:
    proprio oggi il papa riceve la Commissione parlamentare antimafia, con Rosy Bindi e tutti gli altri (non mancherà nessuno, c’è da scommettere) e riguardo agli interventi di contrasto relativi alla finanza (ai colletti bianchi), quella che si manifesta a Buccinasco, ecco cosa ci dice:

    Papa Francesco ha indicato due livelli di intervento: il primo “è quello politico, attraverso una maggiore giustizia sociale, …….. Il secondo livello di impegno “è quello economico, attraverso la correzione o la cancellazione di quei meccanismi che generano dovunque disuguaglianza e povertà”.
    E ha aggiunto: “Oggi non possiamo più parlare di lotta alle mafie senza sollevare l’enorme problema di una finanza ormai sovrana sulle regole democratiche, grazie alla quale le realtà criminali investono e moltiplicano i già ingenti profitti ricavati dai loro traffici: droga, armi, tratta delle persone, smaltimento di rifiuti tossici, condizionamenti degli appalti per le grandi opere, gioco d’azzardo, racket.
    Inoltre diventa decisivo opporsi in ogni modo al grave problema della corruzione che, nel disprezzo dell’interesse generale, rappresenta il terreno fertile nel quale le mafie attecchiscono e si sviluppano”
    .

    C’è di che meditare, per tutti,
    soprattutto per i nostri
    “beaucoup de bavardage de circonstance, en ne faisant rien”
    (parole, parole parole di circostanza senza nulla di concreto)

    RE Q

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