Istruzione permanente a Buccinasco: iniziative e loro ottimizzazione possibile

Uno degli attuali ministri, che non gode di buon gradimento sulla stampa e sui social: Valeria Fedeli, lei,  il tema dell’istruzione permanente lo ha affrontato e lo sostiene.  Non gode di grande stima il ministro, cui si addebita una formazione inadeguata (scuola magistrale) ma soprattutto un curriculum sindacale entro la CGIL,  alla segreteria nazionale della P.A. per ben 35 anni (1982).

Che un sindacalista di mestiere specializzato nell’istruzione, ove ha trascorso una vita, faccia il ministro della struttura statale dal maggior numero di dipendenti pubblici, è una delle curiosità che dimostrano il minestrone nel quale i poteri dello Stato convivono nella medesima scodella. Formano un impasto che rende tutto grigio (quando va bene). Non è questo il tema però. Partiamo da una sensibilità che il ministro ha espresso recentemente, su cui non si fa nulla; a nostro parere perché viene agitata per richiedere nuove assunzioni pubbliche. Del resto qual’è il sindacalista-politico che non reciti, giornalmente, il rosario della carenza di personale, chiedendo assunzioni ? dobbiamo ancora trovarlo.

La nostra riflessione però viene da una decisione di questi giorni della nostra Giunta, che reitera un investimento annuo di 7.100 euro erogato alla CGIL, più precisamente al suo ramo  AUSER, che si rivolge agli anziani. Non siamo riusciti a trovare un bilancio: come CGIL né come AUSER. Quali sono i sussidi o erogazioni pubbliche che riceve non sappiamo. Vogliamo scommettere che i docenti sono tutti insegnanti iscritti a CGIL?

Nel contesto dell’iniziativa “Università da zero a 100 anni” sono diversi anni che i Cittadini di Buccinasco supportano la sezione AUSER della CGIL. Prendiamo in esame quella che abbiamo appena finanziata (VEDI): 26 sedute di due ore cadauna dal costo di 276 euro a seduta. Locali, energia, materiale, pubblicità, tutto pagato da noi, oltre ai 7.100 euro. I contenuti sono indicati nell’allegato.

Questo format dell’”Università” per anziani, è operante con il medesimo schema da almeno trent’anni. Davvero bisogna andare avanti ancora adesso in questo modo? senza una riflessione su quanto è cambiato l’insieme degli strumenti, degl’interessi, della composizione, delle nuove esigenze per gli adulti che hanno terminato il percorso scolastico standard.

A  motivazione della spesa stabilita dalla Giunta viene indicato, che negli ultimi anni si è registrato un incremento delle iscrizioni  e un maggiore coinvolgimento degli utenti. Quanti siano e quale sia la dinamica di quest’aumento non viene fatto conoscere. Così come decisa, per quanto a conoscenza dei Cittadini, anche se non vi fossero frequentanti ai corsi, la spesa è certa e dovuta. Nessun criterio di merito che faccia dipendere la spesa dagli esiti. Fossero 20 i frequentanti medi saremmo a 350 euro di spesa cadauno.

Il tema non è questo, anche se sul contenuto ci sarebbe da dire (come minimo disorganico). Il tema però si inserisce nel contesto più ampio dell’istruzione permanente (di cui ha parlato il ministro). Sul tema il nostro comune eroga una serie di rivoletti  simili a questo. Tante robette più o meno diversificate  che mancano di organicità. Manca una disciplinarietà trasversale con il suo ambito(potenzialmente tutti  sarebbe bene che  fossimo utenti).

Da tempo ormai, la formazione, lo studio e l’aggiornamento continuo ha possibilità e strumenti diversificati: non più solo la lezioncina estemporanea ma i sistemi dei media, la biblioteca nelle sue strutture di rete informatica gli smartphone. La promozione nell’uso degli strumenti in tutte le sue diverse applicazioni. Oltretutto le tematiche dovrebbero avere una loro ripartizione per almeno macro categorie, non chiuse, anzi possibilmente trasversali ma dando ordine e sistema a una funzione che non riguarda gli anziani attuali.

Da questa delibera si può derivale l’esigenza di un ampio e approfondito riesame del tema formazione permanente. Ce ne sarebbe davvero bisogno e porterebbe a una crescita utile per tutti: proprio per questo le risorse destinate al riguardo, sempre una coperta corta, devono darsi obiettivi che attraggano, che facciano crescere l’esigenza, la domanda. In questa direzione non si percepisce nulla: rimangono i nostri 7.100 euro che vanno alla CGIL.

Tag: ,

I Commenti sono chiusi.


SetPageWidth