‘ndrangheta dei colletti bianchi e P.A. :il contrasto si può fare!

Naturale che la soluzione in tasca non c’è bella e confezionata. Nonostante il problema della malavita organizzata basata sull’uso spregiudicato della finanza (fuori legge, naturalmente) possa farsi risalire agli anni ottanta.  Affari e finanza anche internazionale, posta in essere senza un diretto impegno personale, valendosi di professionisti, parenti o amici più o meno prossimi, imprese acquistate o pilotate; di imprenditori  condizionati, sottoposti. Su tutti e sempre o quasi, il supporto di pezzi dello stato e della politica. Locale e non.

Investigatori e giudici si sono trovati spesso davanti a regole poco logiche, a buchi normativi per cui anche davanti a vicende esplicite, sono stati costretti a fermarsi, a ritirarsi in buon ordine, a non condannare. Le normative avanzate nella gestione d’impresa in Italia sono arrivate con grande ritardo e spesso depotenziate: facciamo l’esempio della 231, la legge che introduce la responsabilità penale delle società, emanata nel 2001, non poco illanguidita.

Eppure un comunicato del PD di Buccinasco, recentissimo, sostiene che le uniche cose che si possono fare sono relative a scuola e eventi.  Non è così, se si considerano le svariate possibilità di intervento nelle mani di chi amministra, in grado di agevolare percorsi positivi, come di rendere più tortuosi e difficili quelli che, visto il caso specifico, possono riguardare gli affari della ‘ndrangheta.

Vediamo ad esempio, di mettere a fuoco quali possono essere le possibilità pratiche di un agire da  amministratori che davvero vogliono intervenire in una situazione come quella che si presenta nella nostra Buccinasco (VEDI). Gli interventi di legge, le investigazioni,  non sono compito di un’amministrazione comunale; questi spettano alle strutture preposte. Ciò che però si può mettere in atto è un’azione dissuasiva e amplificatrice dei controlli possibili. Senza la pretesa di essere conclusivi proviamo a metter giù alcune idee.

La prima, di importanza, riguarda la presenza a Buccinasco di un presidio stabile della Guardia di Finanza: ricordiamo che l’ipotesi era stata già esaminata, sindaco Cereda. Accantonata per una questione di costi, all’epoca considerati esorbitanti. La vicinanza della GDF è un fattore solo garanzia di legalità. Può dar fastidio solo a chi intende uscire dal seminato.

È poi possibile l’introduzione di un sistema di norme virtuose che diano agevolazioni e vantaggi concreti alle aziende private che, per operazioni di natura patrimoniale o immobiliare in Buccinasco, scelgano di aderire al trattamento e normativa antimafia previsto per i contratti con la pubblica amministrazione. Lo ha fatto a Corsico l’Assessore Guastamacchia, già cinque anni fa. Può benissimo essere introdotto a Buccinasco, anche adottando meccanismi che rendano ancor più efficace la normativa.

Si può poi prevedere che, una volta introdotta la normativa di cui sopra, alle imprese che non intendano aderirvi, vista la situazione in cui si viene a trovare Buccinasco, l’amministrazione inoltri per default (in ogni caso) la segnalazione a Bankitalia (operazioni a rischio eventuale di non trasparenza). Le Restano libere di non aderire ma sanno ciò che questo comporta. È infatti evidente che, in presenza della normativa, non aderire è scelta che comporta l’attenzione dell’amministrazione (che possiede tutti gli elementi catastali e costitutivi dell’operazione).

Si può ancora prevedere un meccanismo di sostegno per le imprese di Buccinasco che si trovassero in condizioni congiunturali non favorevoli  sul piano finanziario. Una sorta di sportello di assistenza alle imprese, che studia le possibili forme di sostegno, in ciò coordinandosi con enti e strutture esterne già operanti, con fondi disponibili per prestiti e garanzie.

Ancora. È possibile attivare un percorso formativo costante sul tema di corruzione e riciclaggio, creando un rapporto sistematico con la GDF di supporto ma anche di formazione  specifica che diffonda competenza, attenzione e cultura entro il personale del municipio. Magari anche istituendo meccanimi in qualche modo fonte di riconoscimento e distinzione per coloro che si distinguono per risultati.

Facile e veloce? Certo che no. Ma star fermi e non provare a far qualcosa, il nulla, rischia di dare all’amministrazione un che di indifferenza sul tema. Non vogliamo parlare di vicinanza o collusione, ma di assenza colpevole sì. Se le iniziative pubbliche si limitano alle recite, di quelle che quasi quotidianamente stiamo assistendo, mentre sugli affari dei colletti bianchi non si fa nulla….

Insomma, non è vero che Buccinasco è la Platì del Nord, il comune entro cui la ‘ndrangheta domina e fa gli affari suoi a danno dei Cittadini. Gli affari suoi li fa, e finora proficui, ma anche perché chi ci ha amministrato ieri e chi lo fa oggi in materia è stato, diciamo così, disattento. Venuta è l’ora che ci si dia una mossa, che ci si svegli davvero, dando del Municipio l’immagine di una struttura davvero garanzia di presidio per la legalità: contribuendo concretamente al contrasto verso la mafia dei colletti bianchi.

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  1. #1 scritto da Socrate Lusacca il 17 settembre 2017 23:07

    Non pretendiamo di essere noi, con le nostre riflessioni, a determinare i comportamenti di chi dovrebbe essere alla guida del problema:

    La questione della malavita organizzata, dell’anti-stato attuale nella sua evoluzione verso la finanza e i colletti bianchi soprattutto al Nord

    Nei giorni scorsi si è tenuto un convegno/lezione in una scuola superiore a Milano, che aveva per oggetto
    l’agire dell’anti-stato nel Nord,
    quello come oggi si manifesta,
    di come oggi si può contrastarlo,
    su dove e come intervenire,
    individualmente da Cittadini e come istituzioni.

    Un intervento pregnante, ricco di contenuti specifici circa l’agire dell’anti-stato e il suo manifestarsi.
    Con indicazioni dirette relative alle pubbliche amministrazioni locali, alle associazioni, ai Cittadini.

    A parlare mica Città Ideale… ma Grasso, presidente del Senato, Rosy Bindi, presidente della Commissione parlamentare antimafia…. Fra gli altri.

    Notizia non ripresa sui media,
    dopo un passaggio in tg regionale non ne ha parlato nessuno,
    meno che mai i nostrani vessilliferi dell’antimafia a Buccinasco.
    Vadano a ricercare il contenuto e ci riflettano…

    RE Q
 
 

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