Accoglienza, coop “sociali”, costi e ….. risultati (un caso istruttivo anche per Buccinasco)

La vicenda di Rimini è nota; non è il caso di spiegare ancora. Ciò che interessa di questo fatto di cronaca, sul piano sociale è l’accoglienza, come intesa finora dal sistema SPRAR: soldi che il ministero assegna a coop e ONLUS perché diano un tetto e un piatto a stranieri disperati che vengono da noi. Abbiamo già più volte motivato un giudizio negativo per l’assenza di un progetto di integrazione: così non faremo italiani ma solo disperati  estranei al nostro paese e alla nostra cultura.

Conosciamo la SPRAR perché il comune di Trezzano ha preso 300mila euro che eroga a una coop sociale Villa Amantea la quale ha chiesto e ottenuto accoglienza a Buccinasco per sei “minori non accompagnati”, a costo zero, a beneficio della coop sociale Villa Amantea. Si, fanno corsi di italiano, forse riescono a trovare loro un’occupzione temporanea basic. Poi, finito lo SPRAR, sono liberi di vivere nel nostro paese.

Vengono alla mente quando nel descrivere l’arresto dell’unico adulto si racconta quanto segue (VEDI):

secondo la cooperativa che gestisce il servizio di accoglienza di Pesaro finora non aveva dato problemi di comportamento….Butungu il 25 novembre del 2015 era entrato nella prima accoglienza nella comunità di Acquaviva di Cagli (PU). Dopo aver ricevuto lo stato di rifugiato entrò nello Sprar Invictus di Pesaro da settembre 2016 fino al 22 aprile 2017, abitando nella struttura collettiva Freedom di Pesaro che accoglie 15 rifugiati. Ha seguito corsi di cameriere dal 19 dicembre 2016 all’11 gennaio 2017 nel ristorante fanese “La Perla”. Ha svolto anche un tirocinio lavorativo prima di lasciare lo Sprar……“Non ha mai creato problemi né avuto comportamenti inadeguati, seguendo le regole del servizio”, ha detto Cristina Ugolini.

Lavori precarissimi che il soggetto ha lasciato per attività più remunerative legate a furti e spaccio, insieme ad altri “amici”, che sono poi i minorenni (dai prcedenti per furto e spaccio pure loro). Questo risultato ci è costato un piccolo patrimonio. Nessuna garanzia di risultato, ovviamente. Eppure si tratta di una coop sociale Labirinto, legata alla Lega (gruppo coop). Nel 2016 ha fatturato 26 milioni, ha diverse sedi nelle Marche; un patrimonio a bilancio di 3,5 milioni. Non uno scherzo.

Forse un caso? È possibile, ma questi casi, date le premesse sono prevedibili. La sintetica descrizione corrisponde a una gestione che non ha responsabilità su obiettivi e risultati. Non saranno indifferenti, è da sperare. Diciamo che, per quanto se ne può dire, vista la situazione, l’eventuale integrazione non genera meccanismi di merito in positivo o negativo. Il fatturato non cambia. Trasferiamo questa situazione a Buccinasco e facciamo gli scongiuri.

Che la situazione richieda cambiamenti lo dice finalmente il ministro Minniti (VEDI):

Minniti annuncia che “a metà settembre presenterò un Piano nazionale per l’Integrazione….. Il punto è lavorare perché coloro che arrivano imparino la nostra lingua e siano capaci di misurarsi con culture differenti”….. “Il punto cruciale ora è di interrompere il traffico di esseri umani. Se riusciamo a stroncarli sarà un dovere per l’Italia creare corridoi umanitari, e successivamente creare flussi legali. Il fenomeno non dobbiamo subirlo ma governarlo, ….. perché non possiamo consentire ai trafficanti di gestire il futuro delle nostre democrazie”

Appunto: accogliere non è un sistema, non può esserlo. Se si deve mettere mano al domani del nostro paese, ai nostri figli e nipoti, costruendo il paese nel quale dovranno vivere, che dovremo loro lasciare, diventa primaria l’organizzazione di un sistema che mantenga l’enorme patrimonio di cultura e civiltà che i nostri padri hanno costruito nei millenni. Costruire i futuri italiani è oggi la nostra responsabilità, se vogliamo che i nostri figli e nipoti non si trovino in un paese divenuto estraneo.

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  1. #1 scritto da Socrate Lusacca il 5 settembre 2017 09:50

    La coop sociale Labirinto dichiara (ilfattoquotidiano):

    “In riferimento ai gravi fatti di Rimini, la Cooperativa esprime la sua solidarietà e profonda vicinanza verso le vittime delle aggressioni – dice la cooperativa – Con rispetto verso le forze dell’ordine e gli inquirenti deputati a far luce su quanto accaduto, la Labirinto condanna fermamente comportamenti illeciti e lesivi della libertà e dignità altrui”. Per poi concludere che “soprattutto nelle situazioni che coinvolgono le persone, la cooperativa Labirinto ritiene che sia corretto esprimersi con cautela, valutando con attenzione le possibili conseguenze di quanto si dichiara, schierandosi a favore del bene comune e non contro qualcuno o qualcosa”.

    È bene separare le responsabilità: Labirinto ha molto probabilmente rispettato tutte le norme previste dal SPRAR.
    È tutto l’impianto che non funziona, che è sbagliato: l’accoglienza dei cosiddetti migranti viene vista come un’occasione d’impiego di risorse pubbliche,
    Non è previsto, il tutto avviene senza badare a obiettivi concreti, a controlli puntuali, a responsabilità meritocratiche sui risultati.

    RE Q

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