Basta delega ai partiti: un sistema on line per la consultazione sistematica dei Cittadini, oggi si può

La democrazia delegata sviluppatasi centocinquant’anni fa, è sostanzialmente rimasta invariata. I cambiamenti  sono dei primi decenni: il suffragio universale:  abolisce il voto per censo. Se non pagavi tasse non votavi. Principio logico e funzionale.

Visto che la delega riguarda chi amministra i denari delle tasse versate dai Cittadini. Se non partecipi economicamente alla vita dello stato, per quale ragione puoi eleggere chi amministra soldi non tuoi? L’unica ragione che ha portato al voto i nulla tenenti privi di reddito è la matrice sociale dei movimenti di allora. I rappresentanti dei derelitti è la sinistra (allora chiamata socialismo).

Fatto sta che, anche allargando il diritto di voto alle donne (allora per la gran parte senza reddito e senza tasse), si è irrobustita la rappresentanza dei derelitti, divenuta delega permanente man mano che si sono irrobustiti: l’appropriazione della gestione dei partiti, che ha schiacciato l’apparato dello stato; il condizionamento sempre più pesante del sistema dei media che veicola il consenso.

Che la delega ai partiti fosse esagerata, che necessitasse di correttivi, già negli anni settanta fu in Italia un filosofo e sociologo di vaglia: Norberto Bobbio. Socialista poco amato da Craxi per le sue riflessioni che portavano a una riduzione del potere dei partiti mentre lui, Craxi, identificava se stesso come Stato. Stato non era però, e infatti venne messo sulla graticola dalle altre segreterie. Accusato di ciò che tutti facevano.

In tempi recenti  un analista di valore: Gianroberto Casaleggio, che per qualità di blogger si è trovato a costruire la fortuna personale di Beppe Grillo (ne ha gestito il sito, contribuendo non poco a farlo esplodere),  si trovò a riflettere sul superamento della delega ai partiti da parte della rete. Aspetti dei quali già si parlava oltreoceano: a lui parve di trovarsi una combinazione vincente per metterla in pratica. Una sintesi del suo pensiero (2013):

Si sta affermando, con fenomeni un po’ in tutto il mondo, la democrazia diretta, che si contrappone alla democrazia rappresentativa. I Cittadini attraverso la democrazia diretta partecipano direttamente alle iniziative politiche (decidono, ndr) invece di votare dei rappresentanti che decidono al loro posto.

Ci è riuscito; investendo molto in ingegneria di sistema per realizzare una piattaforma che consentisse a tutti di partecipare alle decisioni. Ci ha lasciato una sua riflessione su sistema proposto, probabilmente destinata a rimanere per molto tempo come prima ipotesi di una democrazia che sulla rete realizza la partecipazione attiva potenzialmente di tutti, consentendo a tutti di partecipare alle decisioni.

L’estraneità al sistema del M5S non è tanto da individuare nel programma (dalle non poche aree migliorabili; qualcuna addirittura superficiale). Ciò che rende incompatibile un qualsiasi accordo con il sistema dei partiti è proprio il Sistema Rousseau (non a caso con il nome del filosofo illuminista). Mai i partiti attuali rinunceranno o ridurranno pesantemente la delega, restituendo il potere ai Cittadini. Al mirabile progetto di Gianroberto deve attribuirsi il limite di proporre un passo più lungo della gamba.

Ottenere la trasformazione di un intero grande paese, portandolo al superamento della democrazia delegata è opera quanto mai complessa, irta di ostacoli e di limiti propri di un progetto che non ha precedenti: pur con tutta la simpatia e incoraggiamento, sarà davvero difficile che questo primo grosso “esperimento” giunga presto a buon fine.

Ve ne sono altri di esperimenti del genere, che si stanno diffondendo un po’ dappertutto, all’estero. Relativi a entità e Comunità più circoscritte (sul piano del territorio o delle materie trattate; funzionano già bene le reti globali scientifiche articolate per materie). Si stanno estendendo ogni giorno i global data di grandi città che, partite dalla partecipazione passiva (mettere a conoscenza tutti ciò che fa parte delle gestione municipale) a quella attiva (chiedere ai Cittadini il parere consultivo, i suggerimenti, le correzioni).

Questo percorso municipale sta gradualmente realizandosi (all’estero.. da noi non se ne ha notizia, neppure nei pochi comuni a gestione M5S, causa l’arretratezza operativa del paese). Un percorso che però può realizzarsi in cittadine come la nostra Buccinasco, senza grandi spese, con un progetto che in poco tempo porti a cambiamenti concreti, integrati in modo crescente.

Un percorso che si sta avvicinando e su cui non sarà molto il tempo necessario perché possa diventare realtà, progressivamente diffusa. Lo sviluppo su aree pià ampie, regionali magari, farà parte delle cose che vengono quasi da sole. Stiamo vivendo un periodo di grandi cambiamenti per il nostro paese e non solo. Non se ne parle, non ci si attrezza.

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