Buccinasco e il referendum per l’autonomia: siamo alle solite

Cosa sia il referendum per l’autonomia  (non è neppure il caso di usare le maiuscole) lo sapranno in pochi; non c’è informazione. Cominciamo a descriverlo: il termine autonomia sta in un principio, potere fondante definito dalla Costituzione (articolo 119): l’autonomia impositiva, chiamata anche federalismo fiscale.  In pratica le Regioni (come i Comuni) non devono ricevere soldi dallo stato centrale, autonomia significa fare tasse locali: invece così non è (wikipedia):

Tuttavia l’autonomia finanziaria, il cosiddetto federalismo fiscale, pure prevista dall’art. 119 della Costituzione riformata, non è ancora operativa, per cui le regioni dipendono ancora dai trasferimenti dello stato centrale. Le regioni dispongono comunque dell’IRAP (imposta regionale sulle attività produttive), di un’addizionale regionale all’IRPEF, di una compartecipazione all’IVA e di altri tributi minori.

La prima domanda che viene a tutti i Cittadini italiani: per quale ragione, le regioni  finora non hanno  messo in mora lo Stato centrale per la mancata attuazione della Costituzione? Magari con manifestazioni e scioperi? Non abbiamo notizia dalla Lombardia, neppure dal Veneto…  Quale ragione frena gli autonomisti o addirittura i movimenti separatisti che pure in certe regioni (come la nostra) hanno un peso importante?

Mistero. Ma…. Ecco che, spendendo nostri soldi, prima il Veneto, quindi la Lombardia che  aderisce dopo, indicono nel medesimo giorno  un referendum “consultivo”. Ci vuole un referendum consultivo per pretendere ciò che la Costituzione già attribuisce alle Regioni?  Questione astrusa, non lineare, che sembra avere lo scopo di fare ammuina… (Vocìo, chiasso, fracasso, confusione: fare a. significa anche agitarsi a vuoto. Treccani).

I quesiti originari cui rispondere sono della regione Veneto. Poi ridotti dalla corte costituzionale a uno solo: attribuzione di ulteriori forme e condizioni particolari di autonomia alla regione. I lettori interessati possono informarsi con maggiore chiarezza qui (VEDI). In sostanza se il referendum vedrà la partecipazione che superi il 50% degli aventi diritto, il Consiglio Regionale potrà votare i contenuti sui quali trattare con lo stato centrale. Campa cavallo… (intanto  continueremo a pagare le tasse a Roma)

Al 22 Ottobre manca un paio di mesi; non è cosa fondamentale a nostro parere. Ciò che si dovrebbe portare avanti è ben altro: pretendere, in tutti i modi possibili,  l’attuazione della Costituzione. La novità viene adesso: ecco che, dopo Maroni, si accodano al referendum partiti e amministrazioni progressiste (cosiddette). Cui prontamente, accodandosi alla coda, aderisce il nostro sindaco: sempre motu proprio, informando a cose fatte (Omaggio alla partecipazione che dice di perseguire?)

Interessante questo accodamento a Maroni. Che merita la lettura (VEDI). Un’adesione controvoglia (sarebbe stato meglio non fare il referendum), lo scopo sembra quello di non perdere il treno, appropriandosi dei voti per poi fare da freno. Hanno costituito un Comitato per il Referendum “aperto a tutti” che dirigeranno loro.  L’aspirazione al monopolio, alla recita da mosca cocchiera, che fa parte del loro DNA. Per remare contro, c’è da scommetterci.

Crediamo che l’unità nazionale sia un valore indiscutibile, al pari della solidarietà tra territori, e riteniamo però auspicabile che le Regioni in equilibrio di bilancio si vedano riconosciute competenze aggiuntive – tra quelle elencate all’art. 117 della Carta costituzionale – accompagnate da adeguate risorse, così da valorizzare le vocazioni e le specificità di ciascun territorio.

Auspicano competenze aggiuntive… ACCOMPAGNATE DA ADEGUATE RISORSE (!). Detto in italiano pratico: non chiedono autonomia (cioè la possibilità di emettere tasse regionali, riducendo quelle centrali) ma che sia lo stato a cacciare i soldi. In pratica difendono lo statalismo centrale e monopolista, mentre fanno finta di volere l’autonomia delle regioni indicando il SI. Il nostro sindaco, entusiasta,  a reggere il moccolo (si sarà reso conto del gioco in cui si è messo?).

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