Caterina Romanello: l’intervento in Consiglio di BucciRinasco

Non per sua volontà l’ingegner Caterina Romanello si è rivelata il protagonista della seduta, mettendo la sordina all’intervento del sindaco, estraneo all’odg, con l’intento di usare il Consiglio come tribuna mediatica. Vogliamo qui dare spazio al suo intervento sui contenuti approvati, privi di riscontro numeri, di confronto con le previsioni e il periodo precedente.

Al riguardo ha ritenuto di intervenire Arboit (vicesindaco) che ha dovuto considerare legittime le osservazioni poste dall’ing. Romanello, con il limite curioso che non vale come criterio generale ma solo in alcuni casi (che deciderà lui?). Teorico della Democrazia come concessione benevola, buttata lì, invece che un diritto fondamentale dell’Uomo.

Nonostante la denuncia motivata del Consigliere, Presidente del Consiglio e Segretario Generale hanno ritenuto di porre in votazione il punto due, pur essendo evidente che mancavano gli elementi per poter esprimere un giudizio sulla ricognizione.

La maggioranza ha visto anche l’intervento da maestrino, consigliere PD analfabeta della Democrazia, che ha ricordato la possibilità di informarsi chiedendo l’accesso agli atti (suscitando sorpresa e ilarità),  i tempi e i termini per una risposta ben più lunghi rendono l’ipotesi impossibile. Anche illogica rispetto a questioni che l’amministrazione genera e deve esporre in modo compiuto e oggettivo. Ma leggiamo l’intervento Romanello (titolo della redazione):

VOTARE NON È UN ATTO DI FEDE
I RISCONTRI, I NUMERI, SONO INDISPENSABILI

Quanto all’allegato A – VEDI – ( nell’oggetto: relazione sullo stato di programmazione dei programmi, ma che nella proposta di delibera viene definito DUP, Documento Unico di Programmazione) avrei questa osservazione: Ricognizione non sembra un termine usuale per il Consiglio: il dizionario Treccani, fra le diverse indicazioni, così si esprime: …atto….. con cui si attesta di riconoscere l’esistenza di un fatto e perciò anche di accettarlo o approvarlo.

Se questo è il senso, e mi sembra proprio così, dobbiamo attestare di conoscere la materia, di accettarla, di approvarla per tutte le relazioni che riguardano i distinti settori il Consiglio,. Siamo a metà esercizio 2017 e porre in discussione e l’approvazione semestrale della gestione è certo cosa tempestiva da apprezzare, anche se come sembra riciesta dalla legge.

Come Consiglio dobbiamo essere messi nella condizione di conoscere, riconoscere i contenuti delle diversi argomenti illustrati, accettarli (avendone quindi la conoscenza, l’andamento rispetto alla previsione, lo scostamento in più o in meno, la motivazione). Avendo questi elementi possiamo essere in grado di approvare la “ricognizione”: ma, mi domando: abbiamo  la conoscenza, di quanto detto?

Avrei qualche dubbio che in questo consesso vi sia un Consigliere che sia in possesso degli elementi per esprimere un’approvazione motivata. Io mi trovo francamente in imbarazzo; provo a  fare qualche esempio, citando qualche riga.

  1. 1. È stata consolidata la gestione della Scuola Civica di Musica “Alda Merini” con un incremento dell’utenza iscritta e offrendo una più ampia offerta di corsi e percorsi musicali.

Non si contesta l’affermazione (non ne abbiamo i dati, gli elementi): ad esempio: quanti gli utenti iscritti rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente?  Quale la previsione del primo semestre? Quale lo scostamento rispetto alle previsioni?, quali le entrate ? (con gli stessi raffronti)

Sarà a tutti evidente che non mi muove un pregiudizio critico, semplicemente non ho, perché sono mancanti, gli elementi per una ricognizione e la conseguente valutazione e approvazione.

Possiamo citare altri di esempi (oppure ve li risparmio, perché l’intero impianto è simile):

Per compiere una ricognizione che abbia un minimo di serietà, questi dati devono essere messi a disposizione del Consiglio; il tempo per l’analisi e i chiarimenti deve essere congruo,

Insomma per ciascuno dei fatti citati nella presentazione della ricognizione, devono conoscersi le dinamiche passate, le previsioni e la situazione in essere. Ciò non è. Nella qualità di Consigliere, egregio Presidente del Consiglio, Il voto ritengo debba essere l’atto finale che fa seguito alla conoscenza degli elementi su cui esprimersi.

Non ritengo di essere in grado di esprimere un qualsiasi giudizio che si concluda con un voto.

Mi confortano in questa valutazione comportamenti sistematici di amministrazioni locali a noi vicine (ma chissà quante altre ve ne saranno in Italia), anche a conduzione PD o comuqnue progressista, che per ciascun settore illustrano e dettagliano l’attività, i numeri dei loro rispettivi impegni, o costi, il raffronto con l’anno precedente, ecc. Pubblicate PRIMA sul bollettino istituzionale, in diverse puntate successive; quindi discusse in Consiglio.

Concludo: invito a considerare questa mia osservazione come  proposta operativa perché venga fatta propria dal Consiglio, nell’interesse dei Cittadini, della trasparenza cui questa amministrazione ama ripetere che si richiama.

Quanto a questo punto, ritengo che il Consiglio non sia oggi in grado di esprimersi. Ove fosse egualmente posto in votazione vorrete considerare il mio voto negativo.

I lettori possono notare l’impostazione collaborativa e la proposta di metodo. Che il Consiglio sia statochiamato a votare un provvedimento in queste condizioni è responsabilità di chi il consiglio conduce, di chi ha l’obbligo di tutelare la legittimità dei comportamenti e degli atti.

Certamente l’ing. Romanello provvederà a richiedere, i numeri ai singoli settori. Ricevutili, li renderemo pubblici. Siano bene accorti i responsabili, perché se fornissero dati che poi non trovano corrispondenza effettiva, il rischio di un falso in atti, diventa concreto. Naturalmente Arboit potrà ordinare il rifiuto su qualcuno o più diquesti dati. Dovrà motivarlo per iscritto.

VIVA LA TRASPARENZA
VIVA LA PARTECIPAZIONE
VIVA LA DEMOCRAZIA

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