Acqua pubblica eguale acqua di tutti ? (così il referendum) Falso

Il referendum su Acqua Pubblica gratis per tutti (come l’aria) è passato. Ha vinto l’equivoco su cui è stata impostata la campagna elettorale, semplice e diretta. Più efficace di una riflessione meditata sul tema. Fare le cose bene, come devono essere fatte nell’interesse di tutti, spesso non è semplice da spiegare, da far conoscere ai Cittadini che poi vanno a votare.

I referendari con i loro slogan basic, vincono a mani basse, in questo modo facendo male alla Democrazia, come sistema. Perché la Democrazia per essere convintamente sostenuta dai Cittadini, deve nel tempo dimostrarsi sistema migliore di altri. Se un referendum come quello dell’acqua pubblica ha questi risultati, poi la realtà dei fatti, l’economia scienza triste con cui bisogna fare sempre i conti, si incarica di dimostrare l’errore.

Oggi l’acqua pubblica come è gestita in Italia? Diciamo che il 90% circa fa capo a società e enti… formalmente privati, di fatto tutti a controllo pubblico (di regioni, città o comuni).  Quindi: gli incarichi nella gestione sono di nomina politica; esperienza e apacità gestionali non sono la qualità richiesta principale: sono subordinate al partito che nomina.

Tutte queste realtà agiscono in condizioni di monopolio territoriale (non hanno concorrenza)  e gestiscono sia l’acqua, sia gli acquedotti. Il costo del sistema distributivo (non dell’acqua!) è subordinato alle volontà dei partiti (che non vogliono sentire parlare di aumenti), per ragioni elettorali. L’insieme di queste condizioni porta a sprechi che ci pongono ai primi posti in Europa.

Siamo sotto inchiesta UE. Paghiamo sanzioni pesanti all’UE sia per lo spreco assurdo dell’acqua, sia per la mancanza di rete fognaria. Paghiamo già adesso! Stiamo pagando. Ciononostante si va avanti a buttar via acqua, abbiamo un carico economico per andare a norma che è valutato oltre 60 miliardi. Però… siamo il paese europeo che ha il costo acqua più basso, anche un terzo, un quarto di paesi come Francia e Germania.

Ne abbiamo già parlato più volte qui, anche presi in giro dall’attuale sindaco che ha fortemente sostenuto il referendum: secondo lui ha vinto la democrazia. A lui e agli altri come lui, riteniamo sia doveroso ricordare quali sono le conseguenze di un gestione democratica che porta a conseguenze negative come quelle che stiamo attraversando:

I Cittadini che hanno votato l’idea dell’acqua gratis per tutti e poi si troveranno con i razionamenti crescenti, della Democrazia se ne fregano e cercano alternative più semplici che risolvano il problema. La responsabilità di queste ricadute è tutta, totalmente da ascrivere ai partiti che propongono politiche demagogiche che si rivelano profondamente sbagliate.

La colpa è anche dei Cittadini che ci sono cascati, certo. Ma la loro decisione è il risultato di disinformazione interessata diffusa dai partiti e dai media a loro sottomessi. Hanno vinto il referendum? Adesso si tassino i politici mettano a posto il sistema: sciolgano le aziende pubbliche; cedano gli acquedotti a operatori privati che agiscono in condizioni meritocratiche, di concorrenza. Si tassino loro, una buona volta.

Vadano a casa con la proprietà di un solo vestito, un monolocale in affitto, e tutto il resto sequestrato. Chi sbaglia, paghi! E paghi salato: non è sadismo ma principio da applicare. Iniziare a praticarlo seriamente, perché gli altri che vengono dopo stiano più attenti,:  che serva a loro di lezione. Così non va? Il sistema democratico le regole non le fa funzionare? Sarà destinato ad essere abbattuto: per responsabilità dei partiti.

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