Debito pubblico Italia: ne parla Corriere Economia e sono dolori

Corriere Economia è una sorta di settimanale che esce il Lunedì come allegato, ma ha vita propria e sta assumendo peso entro le pubblicazioni del settore, per la qualità nella divulgazione e approfondimento di temi economici (trascurati dai media Italia o relegati in angolini per i soli interessati). L’ignoranza in materia è diffusa, con effetti pesanti sul dibattito politico, sciatto e superficiale. Trattato come tema per i gonzi quasi sempre. Situazione non più tollerabile.

Lamentavamo poco fa la trascuratezza sul tema anche nella rete oltre che nei media economici.  Noi per contro sono cinque anni che lo riportiamo  esposto, con il contatore che gira…  Puntualmente ci smentisce questo piccolo saggio di un docente della Bocconi: Stefano Caselli. Chi ha composto il titolo al giornale, o ha eseguito l’indicazione di non dare enfasi al  meriterebbe il cappello di carta dell’asino:

DEBITO PUBBLICO
CHI HA FATTO CRESCERE IL MOSTRO? ECCO I GOVERNI SPENDACCIONI

Giustifica il titolo un diagramma che riporta il debito pubblico in percento sul PIL e in euro  dal 1975 (56% del PIL) a adesso (133%). Negli anni sono indicati i governi  anno per anno; senza le indispensabili valutazioni.  Il saggio del docente Caselli però tratta d’altro, ben più concreto e di spessore, riguardo ai rischi e rimedi per il nostro paese:

“.. una nuova tempesta  indotta da fattori esterni (crisi economica o finanziaria internazionale) piuttosto che interni (Crisi politica con impossibilità di trovare un governo stabile nelle elezioni prossime) … la crescita dei tassi di interesse sarebbe violenta e la spesa (il costo del debito in interessi, ndr) insostenibile. Aspettiamo e speriamo che non accada tutto ciò?”…

In altri termini il rischio M5S, ma non solo. Il proporzionale in Italia ha una storia lunghissima di governi di pochi mesi, sotto scacco da partitini e correntine (che pretendono potere, posti, o che altro delle nostre tasse). Proporzionale che è il risultato del referendum con la vittoria del NO. Proporzionale cui nessun partito rinuncerà: quasi impossibile che in uno straordinario sforzo d’altruismo rinuncino al potere  che da il  proporzionale, sacrificato sull’altare degli interessi del paese. Che fare si domanda Caselli?

“..La riduzione del debito può essere affrontata promuovendo sviluppo (e tagliando costi inutili voce per voce) o agendo attraverso una ristrutturazione (del debito, ndr) con decisioni di carattere straordinario…. Occorre comprare tempo  per dare ai mercati un segnale inequivocabile sul fatto che l’Italia abbia tutte le caratteristiche  per essere ancora uno degli azionisti di riferimento dell’Europa”. Questo segnale può arrivare solo da una discontinuità forte … sul debito. Non imposta da qualcuno (l’Europa? ndr) ma scelta dal Paese.”

Detto in termini più facili Caselli sta ipotizzando una patrimoniale di almeno 150 miliardi. Caselli sostiene l’ipotesi chiedendo minori aliquote fiscali e altri strumenti per rendere gestibile il debito. Ma il governo che possa sostenere questa mannaia  deve:

“…si impegni di fronte ai Cittadini e alla Comunità internazionale, con la costituzione di una task force, sicuramente scomoda, ma dedicata in modo esplicito alla ristrutturazione del debito (allungare la scadenza del rimborso e ridurre gli interessi, ndr) . Sarebbe un segnale importante  e credibile  di un’Italia diversa che ci meritiamo.”

Tutto l’articolo è davvero interessante, va letto ed è da rileggere. Ne esce una situazione insostenibile prossima a decisioni drastiche mentre continua il tran tran di partiti e uomini politici che ballano sul ponte del Titanic. Magistrale ci sembra il modo con cui attenua la sfiducia per questo sistema: noi italiani ci meritiamo un’Italia politica diversa dall’attuale. Intanto il paese, guidato da personaggi incapaci o impossibilitati a prendere queste decisioni, barra a dritta a tutta forza, sta andando a sbattere…

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  1. #1 scritto da Andrea D. il 15 luglio 2017 13:19

    Caro Luigi, non perdiamo di vista il quadro generale, osservando il dito e non la luna.

    Il problema dell’Italia non è la legge elettorale.
    Proporzionale o maggioritario la situazione non cambia se il Paese e i suoi rappresentanti non sono all’altezza.

    Ci sono Paesi, anche in Europa, con sistemi elettorali proporzionali che funzionano egregiamente e Paesi con sistemi maggioritari
    (e fuori EU anche vere proprie dittature) che non funzionano per niente.

    La patrimoniale, alla fine, temo ci sarà, ma dubito possa essere una carezza da 150 miliardi visto che solo negli ultimi 5 anni il debito è cresciuto di quasi 4/500!
    Sarà molto più pesante e a pagare saranno sempre i soliti.

    RE Q
  2. #2 scritto da Andrea D. il 15 luglio 2017 13:21

    Per inciso, a Buccinasco vige il sistema maggioritario e
    la maggioranza che sostiene il sindaco,
    votata da poco più del 20% degli aventi diritto al voto,
    controlla il 60% del Consiglio comunale.

    Possiamo dire che questo è garanzia di sana e buona gestione?
    Direi proprio di no!

    RE Q
  3. #3 scritto da Socrate Lusacca il 15 luglio 2017 20:01

    Un taglio delle dimensioni che indica Andrea
    sarebbe davvero pesantissimo: una medicina che uccide il malato.
    Ciò che propone Caselli è un segnale forte ai mercati, che consenta di trarne un credito di credibilità
    (sarebbe già un fatto concreto di un cambio di marcia)
    Ciò però non basta..
    bisognerà comunque intervenire sui costi, ridurre le spese e destinare una quota ragionevole agli investimenti, alle agevolazioni export…
    Insomma una politica che intervenga sulla crescita…

    comunque un percorso di guerra, che ad oggi nessuna combinazione politica sembra avere la credibilità per poter ragionevolmente averne l’accettazione del paese…

    siamo in condizione di allarme… arancione acceso…

    buona serata

    RE Q
  4. #4 scritto da Socrate Lusacca il 15 luglio 2017 20:08

    La percentuale di consiglieri attribuiti alla maggioranza è perfino maggiore

    senza il sindaco (che può votare quasi tutto) siamo a 10 su 16… 62,5%
    se si conta il sindaco saremmo a 11 su 17 e arriviamo al 64,7%

    Ben al di sopra di quanto la legge maggioritaria assegna: 3/5, cioè il 60%

    qualcosa nella legge, o nella sua applicazione nel caso specifico, con i dati citati, proprio non funziona

    buona serata

    RE Q
 
 

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