Occidente e globalizzazione: siamo in mezzo al guado e l’Italia in un fossato ove non si tocca

Le condizioni dell’Occidente (comprende Europa Nord America e Giappone) sono critiche. Una malattia  cronica di non crescita: è già un successo se si supera il limite del 2% (che compensa l svalutazione sostaziale, che non rempre riesce a realizzare).Non ce n’è… la globalizzazione ha l’effetto di mettere tutti in un unico mercato. Costo del lavoro, materie prime, ecc. Tentativi di rallentamento mediante dazi non funzionano.

Oltre a ciò si aggiunge una minore offerta di lavoro nell’Occidente, provocata dall’automazione avanzata (fabbrica.4). Ogni nuova liberalizzazione dei mercati spostaalvoro nei paesi nuovi. La somma dei tre fattori  è micidiale. Le criticità sociali sono a livelli di guardia e lavoce.info (VEDI) in un articolo di Fausto Panunzi (docente Bocconi), considera le ricadute politiche. Sostanzialmente mette in evienza il rischio dei populismi.

Con il termine populismo viene indicata la reazione antipartiti (definita antipolitica, termine per lo meno impreciso perché sono politici anche i movimenti che si formano per reazione all’incapacità delle politiche tradizionali di dare risposte socialmente condivise alle non brevi critictà attuali, destinate a durare ancora molto. La conclusione per l’Italia del docente di economia politica è la seguente:

Se queste considerazioni sono accurate, non si può non osservare che l’Italia, con la sua forte apertura commerciale e finanziaria, con la pressione migratoria alla quale è sottoposta e con rilevanti inefficienze e squilibri nel suo welfare state, è il candidato ideale per ospitare una tempesta perfetta del populismo.

Un articolo che vuol mettere in guardia sui rischi di una vincita del M5S alle prossime elezioni. Giusto il timore, per l’alea di insicurezza che i mercati globali attribuiscono a questa ipotesi, non è ingiustificata, bisogna onestamente riconoscerlo. Certo chi su questa incertezza ci sono i partiti despoti di questo perido perché continui il lor dominio, la loro gestione allegra.

Intanto al governo si stanno prendendo misure e lanciando messaggi (a Bruxelles) su ipotesi di “contenimento” del debito pubblico e della sua decrescita (futura…). Vanno in ordine sparso: oggi si può leggere di un piano Renzi di un deficit strutturale di 10 anni di 2,5 miliardi da destinare agli investimenti, per recpuerare capacità competitiva, ecc.

Peccato che il ministro Calenda lo stesso giorno lo indica in 3,5 miliardi l’anno… accompagnati da ulteriori privatizzazioni (le Poste e altro?), ma anche eliminando spesette elettorali ,… razionalizzazione della spesa, vietando detassazioni a pioggia, limitando l’intervento a chi esporta, a chi investe, a chi crea lavoro. Concetto meno elettorale e più da economista. Se lo sostiene lui, significa che l’intenzione delle segreterie è altra e la teme.

Insomma: sollevandoci un po’ dai nostri guai , con un drone, guardandoci dall’alto, noi Italia diamo un’immagine prossima alla disperazione che continua a gingillarsi sulle ipotesi “meno dolorose” per i partiti. Facciamo peggio che pena, siamo incoscienti: a cominciare dal sistema dei media che dovrebbe essere il motore che spinge, che impone comportamenti acconci, correlati alla bisogna.

Proprio non ci siamo: siamo ancora lontani. La globalizzazione non la può fermare nessuno; nessun paese dell’Occidente finora ha messo in piedi un progetto di respiro adeguato capace di coniugare welfare e ordinata riduzione del benessere, che difenda la dignità degli espulsi dal lavoro con erogazioni e impegni alternativi, rafforzando  il senso di Comunità e partecipazione.

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  1. #1 scritto da Socrate Lusacca il 12 luglio 2017 09:34

    Su misura questo articolo su quanto e dove deve spingere il programma di tutti, anche di enti locali come la nostra Buccinasco.
    Impegnare l’amministrazione sulle imprese, costruire occasioni di lavoro, agevolare e far crescere le attività locali.
    nel programma Pruiti cosa c’è?

    Nulla. un bel nulla

    RE Q

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