Ci tocca: il giornalista risponde e noi pubblichiamo

Crediamo che sia evidente l’imbarazzo, del resto non poteva essere diversamente. Rifare la storia di Buccinasco ogni volta che viene chiamata Platì del Nord fa emergere Bucci+ e il processo Cerberus (che non ha ancora la sentenza definitiva, fermo a Milano dopo il secondo rinvio della Cassazione). Pubblichiamo ma non c’entra nulla con la faccenda che abbiamo posta: un’intervista ove la minoranza è accusata di raccogliere i voti della ‘ndrangheta.

Abbiamo posto il problema, concretissimo, di come agisce la ‘ndrangheta a Buccinasco e quali sono i temi su cui ci si deve impegnare. Abbiamo elencato la carenza, la disattenzione (chiamiamola così) verso corruzione, conflitto d’interessi e riciclaggio. questi i temi su cui agisce oggi la ‘ndrangheta. Ecco il perché, non di nome ma di obiettivo vero contro l’antistato, riguarda Buccinasco Piazza Affari della ‘ndrangheta al Nord. Lasciare il nome offensivo che riguarda la città intera non ci sta bene, lo rimandiamo ai mittenti.

Nei commenti, al primo posto riteniamo doveroso riportare la replica di Simone Bicocchi, chiamato in causa senza ragione (non si capisce a qual fine, se non creare una cortina di fumo).  Invitiamo a leggerlo, il commento. Vediamo riportate le solite apocalissi che rendono a Buccinasco immanente e pervasiva la ‘ndrangheta nella vita quotidiana, gonfiore che giustifica un tema politico che invece è organizzativo e di metodo, di perseveranza, di rettitudine nell’affrontare le questioni d’oggi riguardo al tema.

Ripetiamo al giornalista: Buccinasco Platì del Nord se la tenga per sé: lui insieme al nostro neo sindaco, se vogliono. Qui a Buccinasco gli affari la ‘ndrangheta li faceva nelle costruzioni e correlato movimento terra (ultimo Bucci+) adesso avvengono investimenti robusti  su terreni, immobili e attività. Questa è finanza (nera e sporca, ‘ndrangheta o come altro può chiamarsi); non altro. Buccinasco Piazza Affari della ‘ndrangheta al Nord: così si dà l’immagine concreta  del problema, non diversamente. Buona lettura (titolo della redazione)

IL GIORNALISTA RACCONTA LA STORIA DI BUCCINASCO

Gentile dottor Saccavini,  Non è mia abitudine rispondere sui social network, ma mi paiono utili alcuni chiarimenti visto che sono “il giornalista” citato nella sua lettera.
Anzitutto la ringrazio per il suo intervento e la invito a inviarne copia al direttore del Corriere della sera Luciano Fontana. Può farlo attraverso una lettera all’indirizzo via Solferino, 28 – 20121 Milano. Il Corriere da sempre ritiene che il pluralismo sia un valore e che chiunque abbia diritto di esprimere la propria opinione in merito a ciò che sulle sue pagine viene pubblicato. Ovviamente sarà cura del direttore fare tutte le valutazioni del caso in merito a quanto lei scrive. Sarà comunque mia premura nel frattempo fare giungere copia della sua lettera alla direzione del giornale. Per fortuna mi basta salire un piano di scale senza dover attendere i tempi delle spedizioni postali.
Non entro nel merito delle sue affermazioni in quanto non è a me che sono rivolte le sue considerazioni ma all’intervistato. Conosco personalmente Rino Pruiti da molti anni (come tutti i precedenti sindaci da Carbonera in avanti, Cereda compreso), come conosco molte persone a Buccinasco pur non abitandoci e non esercitando il diritto di voto in quel comune. Non mi permetto quindi di entrare nel merito di alcune sue affermazioni e tantomeno di quelle dell’intervistato, che parla a proprio titolo e responsabile delle sue affermazioni.
Le comunico che buona parte delle sue di argomentazioni erano già di mia conoscenza avendo avuto modo in questi ultimi due mesi di partecipare a diversi appuntamenti organizzati dalla lista Buccirinasco o ai quali era presente il candidato sindaco Caterina Romanello. Non entro però nel merito di questioni politiche.
Mi permetto però di sollevare alcune perplessità relativamente alla prima parte della lettera, quella nella quale sommariamente affronta il fenomeno della presenza mafiosa a Buccinasco. Lo faccio perché, umilmente ma occupandomi di questo fenomeno ogni giorno da molti anni, ritengo le sue argomentazioni assolutamente infondate.
Per non annoiare lei e chi avrà la pazienza di leggere questa mia risposta, mi concentro solo su alcuni aspetti principali, tralasciandone altri.
Lei afferma che tra i calabresi presenti a Buccinasco ci sono “anche pezzi da novanta, come si dice”, ma che “esclusi costoro, la presenza della ‘ndrangheta nella società locale è inesistente o quanto meno marginale”. Da questa sua affermazione si evince che purtroppo quando si parla di organizzazioni mafiose continua ad esserci molta confusione. E questo forse avviene anche a causa dei media che dovrebbero parlarne molto di più (e non di meno) perché personalmente resto nauseato ogni volta che, ancora oggi, sento affermazioni del tipo: “io non la vedo la mafia, a me non ha mai fatto nulla”. Perché queste parole offendono la memoria di quanti hanno combattuto e sono morti per vincere le organizzazioni mafiose. Ma soprattutto perché ignorano quanto la storiografia, la letteratura e la giustizia affermano sulle mafie. Non pretendo che tutti conoscano a menadito le ordinanze di custodia cautelare e le sentenze che riguardano il territorio di Buccinasco, ma in libreria esistono moltissimi volumi che in modo più chiaro ed efficace delle mie parole la potranno aiutare a farsi un’idea meno approssimativa della presenza della ‘ndrangheta a Buccinasco e nel Nord Italia.
i permetto però di chiarirle subito un aspetto legato alla famosa locuzione “La Platì del Nord”, che non è stata coniata dal sottoscritto né da Rino Pruiti ma da un signore che si chiama Saverio Morabito e di cui lei ha certamente sentito parlare visto che si tratta del collaboratore di giustizia più importante nella storia della ‘ndrangheta al Nord. Il senso di quella espressione, non solo è corretto, ma anche attuale. Non lo dico con parole mie, ma con quelle riportate nel decreto di fermo della procura di Reggio Calabria che ieri ha portato in carcere un centinaio di persone nella Locride, e non a Buccinasco. Lo faccio perché mi sembrano molto esemplificative rispetto alle sue affermazioni e perché si tratta di un documento datato luglio 2017 e non 1990:  «…le Locali di Volpiano, Buccinasco e Platì si potevano quasi considerare un’unica realtà criminale …»
Lei scrive che a Buccinasco “Non vi sono ambienti degradati, non vi è l’antistato che detta le regole. La ‘ndrangheta non svolge la funzione di antistato a Buccinasco”. E ha ragione, perché Buccinasco è una bellissima e piacevole cittadina, con migliaia di metri quadrati di verde e nella quale, anche in confronto ai comuni vicini, la qualità della vita è più che soddisfacente. Sull’antistato però la pensiamo diversamente. E mentre leggevo le sue parole me ne sono tornate in mente altre, ascoltate personalmente in un’aula di Tribunale il 29 ottobre del 2009. Siccome purtroppo la mia memoria è spesso fallace, ho preferito andarmele a rileggere quelle parole che mi ronzavano nella testa. E le ho ritrovate a pagina 37 della sentenza di primo grado del processo Cerberus a carico di Barbaro Domenico, e dei figli Rosario e Salvatore. Mi ricordavo infatti la testimonianza di un imprenditore del settore del verde che in quel processo era parte lesa avendo subito l’incendio della sua autovettura, ma che fu costretto dalla ‘ndrangheta di Buccinasco (che per me è l’Antistato) a ritrattare. Ecco, in quella lunga deposizione, tra le altre cose, si chiedeva conto dello strano incontro avuto con un tale Antonio Perre, detto Totò ‘u cainu, cugino di Barbaro Salvatore, che si presenta da questo imprenditore chiedendo conto di alcune sue testimonianze e chiedendo – a parere dei giudici, non mio – all’imprenditore di ritrattare quelle affermazioni che “inguaiavano” il cugino. Per essere ancora più convincente Totò ‘u cainu fa recapitare in una busta gialla copia dell’ordinanza di custodia cautelare dove è riportata copia della testimonianza. La cosa, così è riportato nella sentenza, sconvolge l’imprenditore a tal punto che immediatamente decide di contattare un maresciallo della Finanza per raccontare di avere subito un’intimidazione da parte di Perre. Il maresciallo ovviamente redige subito una nota che invia ai magistrati della Dda di Milano: “al telefono il teste appariva con voce incerta, tremante e piuttosto spaventata. Evidenziava uno stato di tensione, preoccupazione e paura”, scrive il maresciallo. Quando però di questo incontro viene chiesto conto in aula, l’imprenditore infarcisce la sua testimonianza di molti non ricordo. Ed è comprensibile, visto che ad osservarlo dalle gabbie ci sono alcuni degli imputati. Alla fine, nonostante il presidente della Corte ne chieda conto più volte, legga le affermazioni riportare in precedenza, e addirittura sia costretto a ricordare più volte al testimone-parte lesa che si trova sotto giuramento e ha l’obbligo di dire la verità, quell’imprenditore dice davvero di non ricordare di aver subito intimidazioni da Perre, che pur essendo giovane ha già un discreto fascicolo criminale: “Sul discorso di dire che mi ha chiesto di ritrattare non lo ricordo. Io questa cosa non la ricordo. Può darsi che visto che ero spaventato, nel concitamento della telefonata lo abbia detto, non lo escludo ma non lo ricordo…”.
Ecco ricordavo bene, allora. Perché a parere mio, modesto cronista, quelle parole sono importanti. Ma a quanto pare anche a parere dei giudici che scrivono a pagina 40: “La vicenda in questione, la quale traspare nei suoi contenuti oggettivi, anche in forza delle modalità di deposizione del teste nel dibattimento, come il tentativo di condizionare l’apporto dichiarativo di XXX XXXX (l’imprenditore) in senso favorevole all’imputato Salvatore Barbaro”.
Ecco, non so lei, ma per me l’Antistato a Buccinasco è questa cosa qui.  Cordiali saluti

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  1. #1 scritto da Simone Bicocchi il 6 luglio 2017 08:41

    Cesare Giuzzi purtroppo la verità talvolta non è come appare o come la si vuol fare apparire,
    lei è giusto che si sia fatto la sua idea ma le garantisco che è sbagliata,
    così come è sbagliato ciò che appare e traspare leggendo le pagine del processo.

    Lei pensa che, se davvero fosse vero ciò che lei afferma,
    l’imprenditore del verde, che sarei io,
    non sarebbe stato indagato per falsa testimonianza, per reticenza per favoreggiamento
    o per mille altri reati che avrei commesso?
    Se non è stato fatto c’è sicuramente un perché non crede?

    Poi è anche singolare che lei come molti altri vi soffermiate solo al mio interrogatorio, (consideri che ne ho fatti 13 o 14 non ricordo bene, in tutto) tralasciando molte considerazioni affermazioni e denunce che appaiono poco convincenti per sostenere la tesi sbagliata, che si vuol sostenere.

    Ad onore di verità devo anche dirle che lei non ha mai scritto che
    un sindaco di Buccinasco andò a pranzo con Salvatore Barbaro insieme al capo dell’ufficio tecnico ed al presidente del consiglio e che successivamente furono liquidate 2 fatture da 20.000,00€ di lavori non fatti, eppure anche questo c’è scritto nel processo cerberus,
    perché non viene ricordato quando il Pm dice che la versione del sindacoxxxxx e dell’ing.xxxxx
    viene definitivamente smentita dall’imprenditore Simone Bicocchi
    prendendo per buone le dichiarazioni fatte da me e non quelle fatte da loro?

    Cesare Giuzzi la mafia si combatte dicendo la verità e sostenendo chi si batte per sconfiggerla anche se talvolta appaiono incomprensibili alcuni atteggiamenti,
    non mettendo la polvere sotto al tappeto e scrivendo in modo fazioso solo la versione degli amici
    magari aggiustandola un poco
    magari per un posticino al sole di qualche amica prediletta.

    La saluto cordialmente

    RE Q
  2. #2 scritto da Socrate Lusacca il 6 luglio 2017 08:49

    L’articolo è stato inoltrato dal sito del Corsera, redazione di Milano. Non riteniamo necessario effettuare ulteriori diversi invii… Corsera è un’impresa e le comunicazioni, dobbiamo ritenere che giungano a destinazione delle persone per competenza incaricate della gestione della posta on line in arrivo.

    RE Q
  3. #3 scritto da Socrate Lusacca il 6 luglio 2017 08:50

    Non faremo polemiche, cui il giornalista sembra invitare, col suo scritto. Il tema è un altro:

    è stata fatta l’intervista a un neo sindaco il quale accusa i suoi competitor di aver ricevuto i voti della ‘ndrangheta e l’articolo esce senza che la parte così pesantemente coinvolta venga neppure avvertita.

    Questo è il problema: che ha obbligato a scrivere al direttore della redazione milanese del Corsera.
    Non andremo a litigare col sindaco, non col giornalista, ancor meno col Corsera.

    Quanto affastellato dal giornalista non riguarda l’intervista, non riguarda i contenuti.

    Nel merito “Buccinasco Platì del Nord” viene fatta diventare una questione nominalistica: non lo è, con buona pace del giornalista.

    RE Q
  4. #4 scritto da Socrate Lusacca il 6 luglio 2017 08:53

    Quanto alla vicenda Bucci+, basta richiamare quanto già scritto nell’articolo, che confermiamo e che non viene neppure affrontato dal giornalista.
    Allargare il tiro, sparare nel mucchio, coinvolgere singoli Cittadini su una questione che è:
    LA CORRUZIONE E IL RICICLAGGIO DI DANARO

    Questa e non altro è la ‘ndrangheta a Buccinasco, con le riflessioni che ne possono seguire…
    visto che la prima impatta con la pubblica amministrazione,
    che la seconda è soggetta ad attenzioni crescenti dal legislatore, con obbligazioni di cui il municipio di Buccinasco deve farsi carico ma è impreparato e, in merito, le iniziative assunte sono finora balbettii.

    RE Q
  5. #5 scritto da Saccavini il 6 luglio 2017 08:54

    Quanto alla vicenda Bucci+, basta richiamare quanto già scritto nell’articolo, che confermiamo e che non viene neppure affrontato dal giornalista.
    Allargare il tiro, sparare nel mucchio, coinvolgere singoli Cittadini su una questione che è:
    LA CORRUZIONE E IL RICICLAGGIO DI DANARO
    Questa e non altro è la ‘ndrangheta a Buccinasco, con le riflessioni che ne possono seguire… visto che la prima impatta con la pubblica amministrazione, che la seconda è soggetta ad attenzioni crescenti dal legislatore, con obbligazioni di cui il municipio di Buccinasco deve farsi carico ma è impreparato e in merito le iniziative assunte ono finora balbettii.

    RE Q
  6. #6 scritto da Socrate Lusacca il 6 luglio 2017 09:04

    Antistato: termine che il giornalista forse non è abituato a trattare. Proveremo a spiegarlo, anche perché utile ai lettori:

    Antistato è struttura esterna allo Stato che a questo si contrappone. Facciamo un esempio pratico (ove funziona):
    > il furto subito non lo denunci ai carabinieri ma vai da chi sai, che si incaricherà di trovarlo, pagando un pizzo;
    > Se cerchi lavoro, ti rivolgi ai medesimi, che un lavoro telo daranno, in nero. Pagandoti quando va bene, quello che vogliono e lasciandoti a casa quando pare a loro. Se lo rifiuti fai uno sgarbo, che non ti giova perché in seguito da loro non avrai “favori”.
    > Se hai questioni con paesani non denunci a CC o magistratura: vai da loro che convincono le parti (e si fanno pagare);
    > Non devi vedere, non devi sentire, non devi riferire a nessuno ciò che ti capita di vedere che riguarda l’antistato: rischi grosso.
    > se vuoi costruire la casetta, prima di andare in comune devi recarti da loro: che ti “consigliano” imprese e fornitori di materiali; che riescono a farti realizzare opere anche fuori PGT, senza avere conseguenze, ecc.
    Ecc.

    Questo è l’antistato:
    a Buccinasco queste cose non succedono e non ci raccontino favole.

    A Buccinasco succede che avendo enormi capitali da riciclare, ricavati altrove, i capi investono e stanno gradualmente appropriandosi di attività e immobili; finora senza che alcuno mostri di essersi accorto di nulla
    (salvo un articoletto venuto dopo che in questo blog il fenomeno è stato denunciato)

    Chissà se adesso il giornalista, avrà capito meglio di che si sta parlando

    RE Q
  7. #7 scritto da Giulia il 6 luglio 2017 11:04

    buongiorno mi dispiace contraddirla ma “queste” cose sono successe e continuano a succedere abito in questo “bel” paese da più di 40 anni ho visto sindaci validi …..meno validi e pessimi….
    esiste un termine per definire più di pessimi?
    assessori e consiglieri compiacenti e altri onesti altri ancora che nonostante onesti alla fine sono stati “catturati”…..

    buona giornata

    RE Q
  8. #8 scritto da Adriano Carena il 6 luglio 2017 11:30

    Lo scambio di interventi mi pare che accerti una valutazione su cui tutte le parti concordano, e precisamente che il cartello che all’ingresso di Buccinasco per chi proviene da Milano, che recita

    “Qui la ‘Ndrangheta ha perso”

    é un’espressione poco meno che falsa,
    ingiustificata ed irritante per la supponenza:
    propaganda mediatica che dà la misura dell’amministrazione che l’ha installata.
    Adriano Carena

    RE Q
  9. #9 scritto da Socrate Lusacca il 6 luglio 2017 14:29

    Buon giorno Giulia e ben trovata…
    non possediamo le sue esperienze ma certo Buccinasco ha una sua storia.
    proviamo a chiarire e ci aiuti:
    Quando negli anni sessanta qui furono trasferiti al soggiorno obbligato certi personaggi,
    Buccinasco aveva forse meno abitanti di Platì o non molti di più (diciamo 7mila abitanti?),
    l’economia qui come nel Nord era in pieno boom… L’edilizia è stata un motore dell’economia locale.
    I residenti sono cresciuti a dismisura fino agli attuali 27mila…
    Con l’edilizia gli affari dell’antistato si sono indirizzati soprattutto al movimento terra.
    Gli affari erano abbastanza semplici: si assumeva lo sgombero di materiali diversi,
    che poi finivano nei terreni di Buccinasco,
    in parte sotto le fondamenta, in parte in terreni che, tempestivamente, sono stati “forestati”, divenuti intoccabili e così sistemati.
    Ultima operazione Bucci+ di ormai 13 anni fa.

    Perché questa funzione andasse avanti, oltre all’incapacità della pubblica amministrazione (che c’è stata)
    ha aiutato non poco la testa girata dall’altra parte di amministratori o funzionari (come lei descrive)

    Ciò dimostra a nostro parere quanto detto sopra:
    LE AREE SENSIBILI ENTRO LE QUALI HA AGITO LA ‘NDRANGHETA SONO IN QUALCHE MODO CORRELATE A CIO’ CHE LEI DESCRIVE.

    Le manifestazioni, gli eventi popolari che parlano della ‘ndrangheta in senso general/generico non servono a niente.
    Se non si interviene su questo intreccio, se non si costruisce una barriera che frena impieghi di danaro liquido dalla provenienza incerta,
    si lascia le cose come stanno (appare qualcosa di simile alla strizzatina d’occhio).

    questo il problema…

    se ha altro da segnalare ci scriva… l’argomento è di interesse per tutta Bucccnasco.
    buona giornata

    RE Q
  10. #10 scritto da Socrate Lusacca il 6 luglio 2017 14:36

    Grazie Adriano,
    come si fa a non essere d’accordo…

    noi condividiamo le valutazioni quasi con la mutua trasmissione del pensiero a distanza

    tutta la questione resta un errore sopra l’altro:
    l’esposizione nazionale per il rifiuto nell’applicare l’azione dell’ANCI
    il silenzio durato due mesi
    la scelta infelice di uno slogan conclusivo…

    non vogliamo calcare la mano?
    diciamo che si sommano iniziative sbagliate, una sull’altra

    Però i voti la ‘ndrangheta li ha riversati sugli altri.. su di noi

    RE Q
  11. #11 scritto da Uno che sa il 6 luglio 2017 18:10

    Caro Socrate, ha visto la novità? Sui cartelloni di Pruiti è comparsa una minaccia della ‘ndrangheta.

    Accidenti che tempismo: esce l’intervista concordata con un giornalista che vanta una conoscenza personale (viva la stampa imparziale), e gli ‘ndranghetisti fanno pubblicità sui muri.

    La memoria va alle precedenti elezioni di Buccinasco (2012), quando la settimana del voto,
    un dirigente di Corsico ricevette una lettera di minacce che casualmente mettevano in buona luce l’amministrazione Carbonera.

    “Purtroppo” la tenne nel cassetto, correttamente.

    Insomma, questi malavitosi fanno sempre pubblicità al momento giusto.
    O almeno ci provano.

    RE Q
  12. #12 scritto da Socrate Lusacca il 6 luglio 2017 21:50

    Visti i personaggi, si potrebbe anche dire che ci si può aspettare di tutto…

    Preferiamo lasciar da parte le ipotesi che lei lascia capire, “Uno che sa”
    Una scritta del genere può venire da tutto:
    > un burlone che si prende gioco di tutti, che amerebbe al riguardo ci si accapigliasse…
    > un mentecatto che in questo modo intende ingraziarsi il presunto boss,
    > qualcuno che intende compiere un favore al neo sindaco, imbarazzato dalle sue stesse dichiarazioni al Corsera
    ecc. con gli intrecci che si possono ipotizzare…

    ciò che sembra meno improbabile è che il messaggio in questo modo venga dai pezzi da novanta…
    Non sono così “stupidi” e hanno probabili altri canali per trasmettere le loro aspettative,

    a meno che, come ci insegna Sciascia, altri tipi di messaggi abbiano avuto esito negativo circa eventuali pretese,
    ed allora una comunicazione del genere potrebbe essere un avvertimento
    (ma di ciò il neo sindaco non accenna a nulla)

    Pur non prendendola come cosa probabile, la risposta non può che essere la difesa dell’istituzione…

    Ci aspettano cinque anni di sorprese, spesso amare, Uno che sa…

    buona serata

    RE Q

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