Lettera aperta al Corriere della Sera edizione Milano

Egregio Direttore della redazione milanese. Inoltro a Lei questa, che non vuole essere una precisazione ma un contributo a comprendere Buccinasco, che il suo giornale, il giornalista cui è indirizzata la lettera per l’articolo apparso il 5 Luglio  a pagina 5 della Cronaca di Milano, a parere di chi scrive è per lo meno fuorviante. Titolo “Buccinasco è ancora la Platì del Nord. In giunta un’Assessore antimafia”.

Le virgolette del titolo starebbero a indicare che l’affermazione è del neo sindaco, non del giornale, ma l’effetto è il medesimo. Cercheremo l’analisi sulle cose, non la polemica.  Le “cose” però, i fatti, hanno peso. Sull’argomento in particolare. Nel caso specifico l’antimafia come bandiera politica è un’offesa per i 27mila Cittadini di Buccinasco (platì, è bene ricordarlo, ne ha 3.800).

Certo, a Buccinasco ci sono calabresi: neppure 700 su un totale di 27 mila abitanti (di cui il 50% nati in Lombardia). Buccinasco ha una presenza d’importazione, calabresi ma in parte minima, di personaggi qui giunti al domicilio coatto, qui radicatisi. Fra questi ultimi anche pezzi da novanta, come si dice. Esclusi costoro,la presenza della ‘ndragheta nella società locale è inesistente o quanto meno marginale.

Non vi sono ambienti degradati, non vi è l’antistato che detta le regole. La ‘ndrangheta non svolge la funzione di antistato a Buccinasco. Ciò non significa che i pezzi da novanta non ci siano: ci sono ma con tutta evidenza fanno altro e di altro livello. Per il peso che hanno costoro, Buccinasco può qualifcarsi, forse, come una Piazza Affari della ‘ndrangheta al Nord.

E’ grave, molto grave, ma non è Plati del Nord, perché la Comunità non è soggetta  all’antistato. Se la Piazza Affari della ‘ndrangheta resta a Buccinasco una domanda si impone: come mai questa qui rimane e vive bene? come mai ci ritorna apperna può o si nascondepresso parenti quando è ricercata? Quindi: come e cosa si deve fare per modificare la situazione?

A questa domanda dovrebbe rispondere il neo sindaco e non lo fa, perché  per fare affari i rapporti con l’amminitrazione locale contano, sono indispensabili o quasi. Vede direttore, se i livelli alti dell’antistato (alcuni di questi) rimangono a Buccinasco una ragione ci sarà.  Ad esempio quale significato ha  che l’attuale maggioranza e i suoi esponenti sono i medesimi che si sono opposti all’iniziativa collaterale all’EXPO promossa dall’ANCI: “Cento 100 comuni contro le mafie”.

L’amministrazione di Buccinasco (affiancata solo da Locri, 2 comuni su 100, se non andiamo errati) a questa iniziativa si è opposta e solo dopo due mesi ha espresso un’adesione modificando il motto da esporre in “qui la ‘ndrangheta ha perso”. Che ha un senso di partita chiusa, rispetto all’azione cui chiamava l’iniziativa ANCI.  Gli eventi ripetuti che coinvolgono anche le scuole, cadono in un ambiente che non è Platì, che sente estranei i contenuti: non inutili comunque ma non utili.

Vede Direttore, questa maggioranza odierna ha visto il sindaco di ieri Maiorano e quello attuale Pruiti, quali assessori dell’epoca in cui è stata realizzata la discarica a cielo aperto sulla lottizzazione Bucci+ da loro impostata e cheneppure si sono sentiti di approvare, votando una “presa d’atto”. Non inervenendo tempestivamente per fermare le decine di camion giornalieri che versavano macerie industriali.

Siamo al 2006… sono trascorsi 11 anni e l’attuale sindaco (Assessore all’epoca) oggi la cita come evento che dimostra la presenza della ‘ndrangheta… oggi.  Il giornalista non eccepisce, cosi come nulla ha da dire quando viene dichiarato nell’articolo:

D. Lei ha vinto per 310 voti R … la gente non si è fidata di inciuci e apparentamenti, facce e interessi sono sempre gli stessi. Le famiglie calabresi, legate alla criminalità organizzata, hanno votato. Ed è inevitabile. Credo anche di sapere in quale direzione, perché alcune persone lo scrivevano tranquillamente sui social network…”

D. Contro Pruiti? R. Dicevano di volere il cambiamento. ……

Far uso dell’antimafia in questi termini come iniziativa “politica” può essere cosa nobile. A Platì e in molte altre località non solo calabresi sarebbe indispensabile. Se però questo diventa l’argomento per nobilitarsi e gettare discredito sui competitor, la cosa non dovrebbe essere pacificamente pubblicata senza sentire l’altra campana. Si rischia di essere strumentalizzati. O no?

Bene, allora informi il giornalista e, se lo ritiene, anche i lettori del suo giornale. La giunta precedente nella quale l’attuale sindaco è stato il vice, non ha posto in essere le direttive di legge contro corruzione e di contrasto al riciclaggio, risalenti al 2009. Non lo ha fatto  finché alcuni Cittadini non si sono rivolti direttamente al presidente della commissione Rosy Bindi segnalando elementi ritenuti degni di attenzione.

Dopo venti giorni dall’avvenuta comunicazione, un’improvvisa riunione di giunta ha velocemente deliberato la adesione alla legge, fino ad allora dimenticata. I medesimi poi hanno promosso un Protocollo della Legalità dal quale hanno espunto il conflitto d’interessi, senza motivarlo (salvo lasciar intendere che non è praticabile nella P.A. date le norme vigenti!) .

La medesima giunta in cinque anni non è riuscita a deliberare l’esproprio di pochi metri quadri di terreno verso una società che farebbe capo ad un soggetto che si dice vicino agli ambienti che si intendono contrastare a parole. Certo, come diceva Manzoni il coraggio, se uno non l’ha, non se lo può dare. Ma non vengano poi a motivare l’utilità della loro funzione con l’antimafia come bandiera, arrivando a nominare un Assessore.

Vede Direttore a Buccinasco l’antistato c’è, è risaputo e fa affari. Per riciclare ha necessità di investire e lo fa. Se nel mandato precedente si va a vedere cosa è cambiato, sarà facile cogliere una crescita di attività e immobili che in qualche modo possono essere riconducibili all’antistato: questa è l’attività della ‘ndrangheta oggi . A Buccinasco e non solo; sono convinto che ne converrà anche lei.

Il contrasto all’antistato va affrontato su questi livelli e su questi livelli siamo davvero poco attrezzati: a Buccinasco e non solo.  Il suo giornalista e il suo giornale non compiono un’azione positiva, ma rischiano fumo e coperture sull’attività vera dell’antistato, se non parlano di questi temi.  Diventa cassa di risonanza di  iniziative che neppure sfiorano l’agire concreto dell’antistato locale. Articoli pre confezionati di questo genere non aiutano.

Decida lei che fare di queste  considerazioni, nel modo che riterrà più appropriato. Confidiamo compia scelte appropriate,  non solo per il giornale.  Questa è lastampa ma ha grandi responsabilità sul tema: il suo potere nel far conoscere e formare, la Comunità di Buccinasco e i suoi lettori. Può contribuire a farle crescere.

Luigi Saccavini Cittadino di Buccinasco, presidente di BucciRinasco (lista civica apparentata nella candidatura di Nicolò Licata, Luogotenente Marescialo dei Carabinieri in quiescenza)

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  1. #1 scritto da Socrate Lusacca il 5 luglio 2017 15:58

    Troviamo stupefacente che su questo articolo:
    > fin da pochi minuti dopo l’avvenuta pubblicazione abbiamo ricevuto compimenti e apprezzamenti, molti non “di casa”, altri da persone perfino non conosciute;
    > questo interesse che possiamo ritenere diffuso, non richiama commenti. Non avviene qui, non avviene sui social network ove l’articolo/lettera è stato rilanciato.
    > finora dalla redazione milanese del Corsera nessun accenno (tuttavia è ancora presto, dobbiamo lasciare tempo)

    Abbiamo colpito nel segno?
    questa è l’impressione che ci viene da cogliere;
    può essere altro però: accanto ai diffusi apprezzamenti a titolo personale, questo non esporsi non è positivo: può lasciar intendere un timore a esprimersi.

    naturale che non va bene, se fosse la seconda ipotesi, ma confidiamo che così non sia.
    L’articolo/lettera è lungo, siamo in periodo quasi feriale, ecc.

    un grazie ai lettori tutti: gli apprezzamenti fanno sempre bene e sono un incoraggiamento a proseguire.

    RE Q

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