Paese super indebitato e deficit che continua: diventiamo più poveri…

Proprio ieri qualcuno nel governo si è messo a leggere i conti del nostro Paese, sostenendo che negli ultimi tre anni le spese si sono ridotte di 30 miliardi di euro. Fosse uno studente di economia (anche solo alle superiori, come ragioneria) verrebbe bocciato. Il bilancio si misura sul totale entrate e uscite: se le spese superano le tasse, è deficit: si spende di più di quanto entra. Punto è basta.

Abbiamo un debito pubblico 75 volte superiore a 30 miliardi. Dovessimo tagliare davvero 10 milioni l’anno ogni anno per 30 miliardi ci metteremmo 60 anni (se ci aiuta una svalutazione del “% l’anno) per portarlo al “fisiologico” 60%.

Il debito pubblico ci costa 73/75 miliardi l’anno di interessi: una cancrena che succhia energia e ricchezza al paese, che non consente di investire, che ci impoverisce: da quando abbiamo l’euro l’Italia non è più cresciuta nel  PIL; solo nel debito (era 2000 miliardi nel 2000; 2260 miliardi adesso).

La nostra dannazione viene da una classe politica che è cresciuta vissuto sulla svalutazione continua della moneta, continuando a spendere più di quanto entra in cassa. In questo modo, fino all’entrata dell’euro, il compenso dal maggior debito: la svalutazione, porta al minor valore della moneta in un ciclo ininterrotto che riduce stipendi, genera rivendicazioni. Il consenso obbliga la politica a riconoscere aumenti, a  stampare carta moneta, e via così.

Con l’euro avrebbe dovuto cambiare la musica. L’euro può consentire una svalutazione annuale del 2% e non oltre. Se noi continuiamo a far deficit, aumenta il debito, e il costo in interessi, senza più avere il “recupero” dalla svalutazione della moneta. L’Europa ci chiede, pretende, il pareggio di bilancio, perché la svalutazione competitiva non deve essere consentita entro l’euro.

Siamo quindi in una condizione squilibrata: incapaci di tagliare la spesa pubblica, non recuperiamo con la svalutazione della moneta. In più siamo in una condizione di deflazione che genera un aumento concreto del debito pubblico. La tassazione alle imprese si mantiene elevatissima, come le spese da welfare, da consenso partitico, in pensioni ma anche in varie spese incongrue, siamo bloccati.

L’economia non consente scorciatoie: se il costo della produzione rimane alto per le tasse, le imprese hanno meno risorse per investire; si generano minori capacità competitive che vengono dal rinnovamento dei sistemi di produzione e servizi, e quindi…. Diventa inevitabile ridurre il costo del personale. Il paese si impoverisce. In due parole conclusive: facciamo deficit e non svalutiamo;  per vendere sul mercato globale dobbiamo ridurre il costo del personale per unità di prodotto.

Vi sono le leggi, i sindacati, i contratti, ma il tempo poi queste cose le aggiusta: gli aumenti contrattuali diminuiscono, i rinnovi si ritardano, le modalità contrattuali vanno verso sistemi meno rigidi (più economici). Eguale paese impoverito. Se andiamo a vedere i raffronti fra i redditi europei dell’ultimo decennio ce ne accorgiamo.

I paesi che possono investire acquistano competitività su prodotti a maggior valore aggiunto e traggono margini che consento di remunerare il personale. In un decennio il 2% di svalutazione diventa il 20%!!. Ecco all’incirca di quanto si è ridotto il nostro tenore di vita medio. Questa è la nostra situazione, finché un governo che davvero sia in grado di governare: raddrizzi le storture e metta ordine.

Ci stiamo impoverendo e stiamo scendendo lentamente rispetto ai paesi europei….  I nostri prodotti tendono a ridurre la competitività tecnologica in termini globali. Una discesa che si avverte poco, ma continua, costante, mentre fra dodici mesi andremo a votare…. Che cosa? Quale governo? Con quali uomini politici in grado di parlare seriamente alla nazione?  Non si vede una risposta a questioni così essenziali.

  1. #1 scritto da Andrea D. il 22 giugno 2017 10:34

    Fosse vera, questa riduzione di spesa sarebbe comunque un dato positivo, il problema è che il dato è smaccatamente FALSO!

    Tutto ruota intorno al famoso bonus da 80 euro che vengono spacciati prima come riduzione delle tasse (FALSO) e poi come aumento della spesa sociale (VERO).

    Va da sé che un’operazione non può essere contemporaneamente una riduzione delle tasse e un aumento di spesa, lo capirebbe anche un bambino: o l’una o l’altra!

    In un Paese con una stampa attenta questo signore sarebbe costretto a chiudersi in casa e non uscire più!

    Per un approfondimento suggerisco l’ottimo Mario Seminerio di Phastidio.net (VEDI)

    RE Q
  2. #2 scritto da Socrate Lusacca il 22 giugno 2017 11:28

    Naturale che sia così, Andrea D.
    grazie per aver reso esplicito ciò che nell’articolo si dà quasi per scontato.

    Se faccio dei risparmi in casa spendendo meno in alimentari ma impiego il non speso per andare a buttare i soldi nelle macchinette che se li mangiano, alla fine dell’anno sto come prima.
    Le spese sono invariate e quanto risparmiato è stato spostato in altra spesa (INVECE DI RIDURRE IL DEBITO).

    Del resto questi “signori” partitocratici non riescono a fare altro.
    Hanno venduto gioielli di famiglia, la Telecom, le poste, l’eni, l’enel quotando in borsa il 50% o più.
    Facendo lo stesso con le Banche grandi (quelle di interesse nazionale che erano dello stato al 100%)…

    continuando a aumentare la spesa!!!
    Spendendo quanto incassato, impoverendo il paese…
    Tutto perché incapaci di dire pane al pane al paese, presentare un progetto di risanamento che faccia pure sacrifici adesso per ripartire dopo due o tre anni…
    Nessuno dei partitocrati ha la credibilità necessaria;
    quando fosse proposto da loro, verrebbero inseguito con le forche e i bastoni…

    buona giornata

    RE Q
  3. #3 scritto da Giorgio Vismara il 22 giugno 2017 21:56

    Buonasera,
    Trovo drammatico che qualcosa che capirebbe anche un bambino non sia compreso dai nostri rappresentanti eletti….

    Ma, ancora più grave, è il fatto che, nonostante si voti ogni due per tre, non ci sia possibilità di liberarci di questi incapaci rappresentanti!

    E quindi mi chiedo: ma che razza di popolo siamo? (se popolo siamo).

    Probabilmente ci accontentiamo di come stanno le cose.
    Poco lungimiranti o, peggio, accondiscendenti a quel po’ di potere o benessere che riteniamo di aver conquistato.
    Tanto, poi, tutto si aggiusta…..
    Una sicurezza apparente che ci condurrà alla morte!
    I problemi saranno di chi ci succederà.
    (ma a noi che ci frega!?)
    Amaramente,
    giorgio vismara

    RE Q
  4. #4 scritto da Socrate Lusacca il 23 giugno 2017 00:11

    Buona notte Vismara e ben trovato.

    Le questioni che poniamo e riprendiamo di tanto in tanto,
    forse farà fatica a crederci, ma sono temi, notizie, analisi e criticità che la totalità (pressoché) degli economisti pone da almeno un decennio.

    Il popolo, termine che a noi non piace per quel di indifferenziato e generico che contiene, non è informato.
    Il sistema dei media è tra i responsabili di questa ignoranza diffusa, ma anche questo è sostanzialmente sotto ricatto perché in un modo o nell’altro vive di sussidi dallo stato (dai partiti)

    Non siamo un popolo inferiore agli altri: abbiamo un sostanziale super potere dei partiti che tutto domina e controlla,
    che è debolissimo perché il sistema dei partiti è forse l’istituzione più disprezzata del paese, quindi non può seriamente prendere in considerazione decisioni serie e credibili.
    Oltretutto ciò a loro fa comodo perché il super potere ha i suoi tipi di ritorni per loro… avendo tutto alle loro dipendenze, col cappello in mano.

    Un dramma di cui non si vede l’uscita, che saranno i nostri figli e nipoti a pagare… purtroppo
    Lasceremo loro un paese in macerie

    amaramente pure da noi…
    buona notte

    RE Q
  5. #5 scritto da Giulia il 23 giugno 2017 09:44

    buongiorno eccoci ancora una volta a parlare dei ns.politici……scusate quali?

    condivido l’intervento di Giorgio, già che popolo siamo diventati?

    un poco alla volta ci hanno plasmato come loro desideravano per fortuna ci sono ancora persone che “pensano” ma ormai sono troppo poche:
    quando sento parlare gli economisti come dice lei Sig. Lusacca mi chiedo sempre il motivo per il quale non vadano loro al governo,
    forse diventerebbero poi come gli stessi politici di oggi?
    non ci è dato sapere.

    Si è tanto strombazzato sullo sciopero generale della scorsa settimana,
    non amo il popolo francese ma quando scioperano loro il governo è costretto ad scendere a patti
    lo facciamo noi di venerdì e andiamo tutti al mare
    ecco che popolo siamo diventati, triste ma è così …

    RE Q
  6. #6 scritto da Socrate Lusacca il 23 giugno 2017 13:21

    Ben trovata Giulia…

    diverse osservazioni che servono per capire e spiegare… lo spazio richiesto sarebbe troppo, ci proverò:
    Economisti e politica:
    L’economia è una scienza, non sempre perfetta, ma sulle situazioni macro è impossibile che sia in errore.
    L’economia fotografa (o fa un identikit) di una situazione; suggerisce le terapie possibili.
    Non è suo compito disporre la messa in pratica: questo è compito politico, che richiede decisioni ma contemporaneamente la condivisione di chi le deve subire (il consenso o almeno la sopportazione della popolazione).
    Occorre una credibilità elevata e un progetto serio, rigoroso, applicato con una “grande coalizione” o con un governo presidenzialista forte.
    In alternativa una specie di Macron italiano che, al di fuori dal sistema politico, riesca a raccogliere attorno a sé una base solida e poi ottenga una maggioranza abbondante.
    Condizioni che non abbiamo…
    Un tentativo fu fatto ne 2013 con Oscar Giannino che propose un percorso di risalita vendendo immobili e proponendo un piano di tagli nella spesa, per poi ripartire.
    Non funzionò, anche per la natura elitaria dei proponenti.
    In Francia i cittadini sono diventati un poco anglosassoni e si sono liberati delle ideologie…
    Cambiano opinione in massa e in tempi brevi, come richiede la veloce evoluzione del sistema globale

    Noi siamo nelle mani dei partiti ideologizzati che hanno di fatto il controllo dei media: in mezzo al guado e, onestamente, non si vede un percorso praticabile oggi….

    buon fine settimana…. ma andiamo a votare per la nostra Buccinasco…

    RE Q

I Commenti sono chiusi.


SetPageWidth