Il voto: le possibilità d’errore, ma anche gli effetti di come si vota

La questione che viene dibattuta riguarda soprattutto il voto disgiunto. Di che si tratta? La possibilità per l’elettore di votare per un candidato sindaco e porre preferenze di candidati di altre liste. Rimane valida l’intenzione dell’elettore, sia  per l’indicazione del Sindaco, sia per le preferenze assegnate. Meno si parla degli effetti di questo comportamento; crediamo possa essere utile qualche riflessione. Parliamone.

Il voto al Sindaco, la X sul simbolo, va a cumularsi nella conta dei voti da cui emerge il sindaco. Voto determinante: UNO nel primo turno porta al ballottaggio o esclude dalla competizione il sindaco. DUE: la vittoria al ballottaggio assegna al sindaco (“Alla lista o al gruppo di liste collegate al candidato sindaco eletto sono attribuiti almeno il 60% dei seggi”) tre quinti dei Consiglieri, nel nostro caso 10 Consiglieri. I sei rimanenti vanno divisi fra le minoranze (quelle che superano il minimo di un rappresentante). Quindi il voto al candidato sindaco, quando eletto,  porta con sé  10 Consiglieri su sedici!

A noi Cittadini l’attuale legge elettorale locale da il potere di esprimere due preferenze (un maschio e una femmina, se ne vengono indicati due) anche per Consiglieri diversi rispetto alla scelta del sindaco. Quindi è possibile votare il Sindaco A (oppure non votare alcun sindaco) e esprimere la preferenza per due Consiglieri di una lista diversa, non coalizzata. Con quali effetti però?

Se nel voto non ci danno fiducia i Consiglieri che candida il sindaco, tanto da dover preferirne altri, allora diamo potenzialmente al nostro voto la possibilità che della sua lista lui ne metta in Consiglio dieci! La preferenza espressa per Consiglieri che non sono indicati nella lista del sindaco che votiamo, non incide in alcun modo su maggioranza, sindaco e Consiglio! Si esprime un apprezzamento per altri, che finiranno in minoranza (se la nostra scelta è vincente)!

Non ci sembra che questa riflessione sia diffusa; anzi! Quindi è bene ripetere: se una lista ha un sindaco che si vorrebbe votare ma non contiene candidati Consiglieri  apprezzabili, tanto da votarne in altre liste, la scelta più coerente è votare la lista che comprende le preferenze che si intendono votare. Il cosiddetto voto disgiunto, almeno nelle elezioni locali, è una autonomia di scelta che ha poco senso.

Ciò che conta è la scelta del Sindaco (e della sua squadra, da valutarsi complessivamente). Naturale che noi il voto lo indichiamo per l’unico candidato DONNA:

INGEGNER CATERINA ROMANELLO
BUCCIRINASCO!!
VOTIAMO BENE

Andiamo tutti a votare e votiamo per il cambiamento possibile: BucciRinasco la squadra con il suo sindaco che rappresenta autenticamente la cittadinanza, senza vincoli di sorta verso partiti sovrastanti, locali o nazionali. Cittadini tutti che devono rispondere solo a noi che li abbiamo votati.

PER UNA BUCCINASCO RINNOVATA
CHE CRESCE, CHE SI SVILUPPA,
CHE CAMBIA E DIVENTA LA CITTA’
CHE ABBIAMO SCELTO E CHE ABBIAMO SEMPRE VOLUTO

QUESTA VOLTA TUTTI A VOTARE
INVITIAMO TUTTI A ESERCITARE IL DIRITTO DI VOTO
IL DIRITTO DI SEGLIERE O DI MANDARE A CASA
POSSIAMO FARLO PER IL NOSTRO INTERESSE
PER IL FUTURO DEI NOSTRI FIGLI E NIPOTI

  1. #1 scritto da Miserabile di Montecristo il 9 giugno 2017 11:20

    Effettivamente l’analisi non fa una grinza eccetto per un possibile scenario:

    io elettore storico di un certo partito mi trovo in pesante disaccordo con la scelta del candidato sindaco,

    per cui voto il “mio” partito e, allo stesso tempo,
    il sindaco di un diverso raggruppamento.
    Così facendo mando un chiaro segnale al “mio” partito che hanno sbagliato tutto.
    Nella frase finale c’è un refuso Biccinasco invece di Buccinasco

    RE Q
  2. #2 scritto da Socrate Lusacca il 9 giugno 2017 17:24

    Buona sera Miserabile di Montecristo… buona sera,
    c’era ieri un interrogativo di manolete qui pervenuto,
    che commentava l’assenza di una partecipazione a questo blog..,
    eccolo accontentato.

    quanto alla osservazione credo che abbia un lato debole.
    Se voto il sindaco, del “mio” partito anche se lo ritengo inadatto, incapace o che altro,
    compio un errore serio:
    il mio voto gli conferisce approvazione per 10 suoi candidati consiglieri

    Non gli reca nessun limite, nessun danno…
    può essere eletto:
    non viene eletto il partito ma il sindaco inadatto
    (con danni conseguenti al partito, ove davvero fosse eletto)

    Nelle elezioni amministrative è determinante la persona
    per la gestione dei 135 milioni di nostre tasse che devono essere amministrate bene perchè fruttino.
    (sappiamo benissimo che si possono compiere scelte e disastri per la comunità, senza che per questo ciò comporti un reato)

    L’ideologia, il partito, nelle elezioni locali mettiamolo un gradino sotto.
    Meglio il sindaco nel quale riponiamo più fiducia per le sue capacità,
    anche se riguarda un’altra lista…
    meglio per chi vota, meglio per la comunità.

    importante che i cittadini questa particolarità del voto amministrativo la colgano bene e la applichino.

    buona serata

    RE Q
  3. #3 scritto da Socrate Lusacca il 9 giugno 2017 17:28

    Grazie per la segnalazione dell’errore materiale….

    grazie ancora e buona serata Miserabile di Montecristo

    RE Q

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