Candidato sindaco della sinistra, una cronistoria del mandato passato – parte IV

(Andrea Dalseno 06 Giugno 2017) Prosegue la nostra cronistoria sul mandato passato, sulla maggioranza che si ripresenta e sul suo candidato sindaco Rino Pruiti. Dopo una breve, ma significativa, carrellata sui fatti oggettivi più importanti (se non altro per l’entità di risorse impegnate) che riguardano Buccinasco, dall’asilo parrocchiale ad ATM, dal verde ai rifiuti, torniamo a occuparci di questioni soggettive.

Ci si potrebbe chiedere perché tanto interesse sulle questioni soggettive e la risposta è semplice: a livello locale si sceglie sì il partito, la coalizione, la bandiera, ma, soprattutto, si sceglie la “persona”, per cui è importante, direi fondamentale, capire chi è davvero il candidato sindaco. E’ capace? E’ competente? E’ in grado di mettere in pratica quel che promette? E’ affidabile? Mantiene le promesse che fa o è solo uno dei soliti fanfaroni bravi unicamente a riempirsi la bocca di vacui proclami?

Vediamo, al fine di valutare l’attendibilità del candidato, quanto prometteva, solennemente, in campagna elettorale (il commento originale dei tempi è QUI, ma ho dovuto aggiornare il link del commento di Pruiti che, nel frattempo è cambiato):

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Il vicesindaco, in campagna elettorale (precisamente il 13 aprile 2012 VEDI), si è lanciato nella seguente dichiarazione:

Io mi impegno ad andarmene entro sei mesi se non rispetterò quello che propongo per colpa mia, del mio Sindaco Maiorano Gianni o della mia maggioranza.

Benché la dichiarazione sia fumosa (“se non rispetterò quello che propongo”, cioè? La situazione risulta più chiara, come spiegato più avanti, se si colloca la frase nel contesto e, per tale motivo, invito tutti a leggere i commenti che la precedono), i sei mesi stanno per scadere e qualcosa, che non sia firmare una convenzione alquanto discutibile con ATM, deve dimostrare di aver fatto, non crede?
Per il resto, tanto per fare un breve elenco non esaustivo:

  • Non ha ridotto l’addizionale comunale, dopo aver tanto criticato il Commissario che l’aveva introdotta.
  • Non ha ridotto l’IMU, nemmeno in misura simbolica sulla prima casa.
  • Ha avallato la cessione di terreni di Buccinasco di proprietà del Comune (circa 12.500 mq) che verranno immancabilmente cementificati, alla faccia del non consumo di suolo.
  • Ha avallato la decisione del Sindaco che ha votato a favore dello scorporo di 100.000 mq di parco Sud per la realizzazione di un interporto.
  • Ha cristallizzato, firmando la convenzione con ATM, una situazione dei trasporti deficitaria per Buccinasco che tanto ha criticato in campagna elettorale. Ma adesso che l’ha firmata è pronto a sedersi al tavolo per cambiarla (????!!!!).

PS Chi volesse leggere anche i commenti precedenti dell’articolo citato, si renderà conto che i sei mesi arrivano da una richiesta di un cittadino (“un cittadino perplesso”) secondo il quale sei mesi sono più che sufficienti per esprimere un giudizio sull’operato di un’Amministrazione. Personalmente ho rimarcato più volte il mio dissenso rispetto a una tale impostazione, non ritenendo l’intervallo congruo. Tuttavia, dopo i miei commenti, quello che ora è il vice sindaco si è lanciato sua sponte nella dichiarazione sopra riportata, che va, quindi, collocata in quel contesto. Adesso ne tenga fede! Oppure vedremo cosa ci dirà per giustificare la sua permanenza.

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Ovviamente, lo sapete tutti, non si è affatto dimesso. Mollare la cadrega? Ma non scherziamo! Oggi fa campagna elettorale dicendo che non ha potuto fare ciò che ha promesso perché non era lui il Sindaco. Ma il commento, il suo commento, parla chiaro: se non farò quanto promesso per colpa mia (Pruiti), del sindaco o della maggioranza! Si sarà dimenticato? Bene, noi siamo qui a ricordaglielo. Chissà se ora si ravvederà e terrà fede alla promessa fatta. Io ne dubito! Che giudizio dare? Ai lettori l’arduo compito.

Se li voterete sapete cosa aspettarvi


E’ ora di cambiare!

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  1. #1 scritto da Cesare il 9 giugno 2017 10:12

    Il collante che usano i politici
    (anche se lui dichiara di essere un cittadino prestato alla politica
    ….. si vede che è un prestito a “LUNGO ma LUNGO TERMINE”)
    è di quelli che non esiste nessun materiale per sciogliere il collante stesso.

    Cordiali saluti
    Cesare

    RE Q
  2. #2 scritto da Socrate Lusacca il 9 giugno 2017 17:14

    Buon giorno Cesare,

    L’uso di certe locuzioni ha il proposito primario di confondere.
    La differenza fra i cittadini che
    UNO si mettono in comune sotto un simbolo,
    che creano una lista per proporsi a gestire la comunità per cinque anni,
    che esercitano un mestiere, una professione, un lavoro,
    che non hanno referenti sul capo cui dover rispondere, ai quali adeguarsi,
    che finito il mandato tornano al loro lavoro, ai loro interessi

    DUE quelli che si sono iscritti a fare sindaco o politica da bambini,
    che hanno svolto questo mestiere per tutta la vita
    prendendosi comunque lo stipendio o la pensione,
    per i quali lo scopo del far politica è la “carriera” politica
    che per crescere sono disposti a compiere scelte utili alla loro crescita
    anche quando queste nulla hanno a che fare, o addirittura fanno danno alla comunità,

    è ben chiara a tutti: sufficiente rifletterci un momento…
    Naturalmente vale per tutti, di tutti i colori,
    di tutti coloro che, magari senza bene rifletterci,
    hanno accettato una nomina, una candidatura
    entro una lista eterodiretta a Milano o a Roma…
    (quando va bene)

    la differenza di questa tornata elettorale sta nel fatto che questa volta
    una lista civica autentica,
    staccata, esterna al sistema partitocratico che conosciamo,
    i cittadini l’hanno
    ( e detto fra noi, fa loro paura, mentre entusiasma i cittadini che lo capiscono)

    a breve vedremo come va a finire…

    RE Q
 
 

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