Decisioni stataliste, burocratiche e costose: bisogna smetterla. Si può fare

Descriviamo una situazione: i servizi parascolastici. Costi suppletivi della scuola statale (ma non delle scuole parificate, che in materia se la cavano da sole o quasi). Questi riguardano una serie di interventi per ragazzi che necessitano di supporti didattici, oppure che presenziano il pre e post scuola, e cose del genere. Per questi servizi il comune si rivolge a una coop (di Busto Arsizio da quest’anno, di San Giuliano prima) pagando 1 milione l’anno.

Come funziona? La scuola che ha necessità di questo genere si rivolge all’Ufficio Tecnico, che si interfaccia con la coop, la quale provvede. Presumibilmente la coop avrà preso contatto con i responsabili scolastici per i dettagli del caso. La persona arriva e interviene nelle modalità opportune. Gli operatori interessati al problema del ragazzo  (dirigente scolastico, docenti, insegnante di sostegno) si relazionano? Non conosciamo, fatto sta che si instaura un rapporto con due o tre intermediazioni fra l’esigenza e il destinatario,  che burocratizza il processo.

Non sarebbe più semplice che ciascuna struttura a inizio anno presentasse le esigenze, che in base a quelle e alle risorse economiche disponibili l’Ufficio del comune determini il contributo alla scuola, che la selezione delle persone di supporto fossero selezionate direttamente dalla scuola che il sostegno lo deve erogare, conoscendo in dettaglio, analiticamente, l’esigenza, avendo potuto direttamente selezionare la figura più indicata, essendone responsabile?

C’è da scommettere che verranno fuori miriadi di competenze, procedure, regolamenti, ecc. insomma tutta la burocrazia nella quale s’impiglia il far bene e direttamente le cose, sotto l’indirizzo e i controlli dell’Ufficio comunale. Ma a lume di logica, non sarebbe molto più semplice? I docenti di supporto sarebbero scelti in base a un panel di candidati conosciuti con cui la scuola crea una stretta relazione e condivisione, che personalizza il servizio, assicurando un livello qualitativo decisamente migliore.

Qui possiamo già individuare una differenza d’impostazione di un amministrare burocratico statalista, costoso e spersonalizzato, mentre BucciRinasco propone un rapporto più diretto e responsabilizzato, probabilmente anche migliore nel rapporto costo/qualità del servizio? Non è una rivoluzione, sia chiaro. Si tratta di miglioramenti a portata di mano. Basta togliersi gli occhiali colorati dello statalismo e gestire con efficacia e semplicità i problemi che si presentano.

Questa riflessione viene per una coda da 29mila euro che vengono elargiti sempre alla medesima cooperativa che sta fuori mano  (VEDI). In pratica si tratta del “servizio di custodia degli ingressi” che viene allargato alle “altre strutture comunali interessate dallo svolgimento di attività scolastiche ed extrascolastiche quali manifestazioni, attività ed eventi culturali”. L’ufficio del comune richiede, la coop prende nota, trova l’incaricato, lo manda per l’orario  richiesto. Avutone conferma si può procedere.

Ma benedetti statalisti amministratori, non è possibile una riflessione perché questi servizi trovino una soluzione creando una disponibilità di pensionati o persone libere dal lavoro, fra loro associati, che rispondono a chiamata, conoscendo i luoghi, gli eventi, ecc. riconoscendo loro quanto dovuto? Ci vuole così tanto a fare in modo che questi servizi ricadano come occasione di attività su persone della nostra Buccinasco, agendo probabilmente con maggiore efficienza?

LA RIVOLUZIONE È SEMPLICE
DIETRO L’ANGOLO:  BASTA IL VOTO
PER UNA BUCCINASCO MIGLIORE E PARTECIPATA

BUCCIRINASCO

PER FAR RINASCERE BUCCINASCO
BASTA IL VOTO AI CITTADINI
CHE OPERANO NELL’ESLCUSIVO INTERESSE
DEI CITTADINI

  1. #1 scritto da Giulia il 8 giugno 2017 08:38

    buongiorno……domanda legittima ma
    fino a che non cambieremo questo sistema burocratese
    che dice tutto e il contrario di tutto
    che fa capo a leggi….leggine…..commi……sottocommi…..

    insomma a chi conviene cambiare?

    RE Q
  2. #2 scritto da Socrate Lusacca il 8 giugno 2017 18:26

    Questo è certo Giulia:
    ai partiti questo pasticcio di norme va ben… ci hanno messo decenni a metterlo a punto.
    Per fare in modo che di fatto non ci siano responsabilità, che amministratori sporchi,
    anche quando presi con le mani nella marmellata,
    in un modo o nell’altro,
    per una eccezione, per il tal comma o la tal’altra circolare
    ne vengano fuori senza conseguenze
    SONO IRRESPONSABILI!

    Un sistema che, almeno cominciando da casa nostra, dobbiamo assolutamente cercare di cambiare.

    Questa volta abbiamo la possibilità di farlo…
    DAVVERO

    non lasciamoci scappare l’occasione,
    l’unico potere vero che abbiamo in cinque anni
    NOMINARE NOSTRI CONCITTADINI CAPACI E PULITI
    CHE NON DEVONO RISPONDERE A NESSUNO
    che stia a Roma o Milano,
    che non hanno interessi privati o pubblici da “rispettare”

    CITTADINI CHE HANNO UN SOLO PADRONE
    TUTTI I CITTADINI DI BUCCINASCO…

    lo possiamo fare davvero

    RE Q

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