Un articolo uscito lo scorso Aprile, che ripropongo. Allora non ha dato luogo a commenti (e come si può capire, in questo sito i lettori non sono presi per il naso scrivendone di comodo). Può succedere, non è un dramma: vedo che parecchi degli articoli che anno ormai una storia sono letti ancora oggi. Questo mi stimola per le riflessioni di questi giorni che ci propone Sorgenti (a proposito, grazie anche a nome dei lettori); può aiutare ad apprfondire.
Si gira intorno ai problemi, e si torna ad auspicare il solito balletto della politica. Maiorano scrive sul sito del PD (vedi) una lunga analisi che, sintetizzo, dice: tutto sommato i partiti vanno bene, le associazioni autonome dai partiti possono procedere ma essendo una questione di onestà, l’onesto resta tale che faccia parte di un partito o di una struttura esterna dai partiti. Pari dignità per tutti; davvero è tutto qui?
Ripetiamolo ad alta voce: il problema non è l’onestà del singolo, del voto da dare a chi si ritiene più onesto. Sono le Regole che bisogna riscrivere: devono rafforzare i controlli, fare da trait d’union con i Cittadini rendendo la gestione partecipata.
Impedire l’eccesso di potere e ridurre le tentazioni di mettere il dito nella marmellata. Oggi i sindaco ha la possibilità di mangiarsi l’intero barattolo, basta solo che non compia stupidaggini.
L’onestà è un presupposto che si da per pacifico a tutti i candidati, fino a prova contraria (che poi lo siano o meno). Sono le Regole che determinano una sana e corretta amministrazione. Da sempre e dovunque è così, anche nella pubblica amministrazione oltre che nell’azienda privata. Se succede un fatto che non deve succedere, si cambia il responsabile ma si individuano le contromisure perché non si ripeta.
Bisogna per prima cosa rifare lo Statuto buttando tra i rifiuti il pastrocchio di Statuto licenziato dalla Commissione precedente. Sono i pesi e i dovuti contrappesi che fanno una gestione democratica pulita: togliamo lo squilibrio.
Sarebbe da auspicarsi una stesura dei principi dello Statuto che in questo anno che abbiamo davanti sia discussa, condivisa e sottoscritta da tutte le liste che intendono partecipare alla elezione. Un auspicio che, a quel che si vede, sembra che quasi nessuno sia intenzionato ad affrontare.
Forse è agire da scaltro per chi aspira a gestire il potere nel modo in cui oggi è possibile a Buccinasco (senza uno statuto vigente); si preferisce tenersi tutto il potere e le mani libere. Ancora più comprensibile però che i Cittadini in queste condizioni diffidino del sistema e dei partiti che ne sono gli attori; che preferiscano tenersene fuori e stare a casa.
I partiti svolgano il loro ruolo aggiornandosi, riducendo la delega dai Cittadini e facendo partecipare di più. Non lo fanno? Ecco un esempio illuminante: a San Giuliano per esempio vi sono tre coalizioni di progressisti, altrettante di società civile, la Lega Nord che va per conto suo e l’ex PDL che si associa ad una lista autonoma promossa da un professionista.
Non si tratta del colore della camicia, andare avanti con la politica di ieri con diversa nuance: è indispensabile un modo nuovo del concepire e fare la politica: le Regole innanzitutto e un passo indietro nel potere apicale che oggi la politica gestisce e ripartisce al suo interno.
Altra musica ci vuole; la autodichiarazione d’onestà ha fatto il suo tempo; (persa ogni credibilità, non basta più).
(Guido Cagnacci – 16o1-1663 – Fiasca con fiori – Forlì – pinacoteca )
#1 scritto da Rinaldo Sorgenti il 15 novembre 2011 10:01
Condivido.
Il primo quesito dovrebbe essere dato per scontato, mentre il secondo è fondamentale e va ben chiarito e definito, per evitare le solite “libere interpretazioni” all’italiana.
- P.S.: Chissà se un giorno anche noi potremo cancellare definitivamente quell’aggettivo/brutto vizio.
E’ poi indispensabile realizzare una condizione di base fondamentale: il concetto del “Servizio Civico” e quindi la non rielezione per chi ha già svolto due mandati elettorali. Questo per favorire la partecipazione ed impedire che taluni pensino di gestire un Feudo personale.
Cominciamo con acquisire l’adesione su questo principio fondamentale di base. Giusto per essere chiari e capire come si muovono le cose e se ci sono “registi” sotto traccia.