Municipio e sviluppo: cambiamenti e crescita per la nuova Buccinasco

I comuni fino a ieri e per un secolo almeno, hanno avuto la missione di gestire le spese correnti della Comunità: le scuole elementari (poi anche le medie), le strade, l’illuminazione, l’acqua potabile, la gestione dei rifiuti, l’anagrafe,  le forze della Polizia Locale, i trasporti locali. Un tran  tran ordinario. Gli aspetti locali relativi all’attività realizzata, alle imprese, e conseguentemente al lavoro non è stata questione di cui interessarsi.  L’economia è stata in crescita quasi costante, l’aspettativa dei Cittadini, dei giovani è stata un starmeglio crescente, anno dopo anno. Il municipio di questi aspetti non era necessario che ci si occupasse.  Problemi che si risolvevano da soli

Le risorse venivano giù dalla cappa del camino, da Roma, prevalentemente soldi stampati  a svalutare. Lo stato copriva le esigenze quasi senza fine. Ottenere un poco più o meno era cosa che derivava dalle conoscenze politiche superiori e i partiti servivano a questo: avere l’aggancio per ottenere. Con l’Europa la situazione è cambiata perché la svalutazione non si può più fare; i partiti recalcitrano, ma così è.

Soprattutto cambia la situazione nei singoli comuni. Ormai da dieci anni l’economia è pressoché inchiodata, prossima allo zero, le imprese hanno sofferto molto; c’è chi ha chiuso, chi ha venduto, le fusioni i trasferimenti all’estero per rincorrere competitività che nel paese non è più possibile realizzare.

L’economia, l’attività produttiva e commerciale è compito estraneo per l’amministrazione comunale, non è preparata mentalmente la classe politica, che ciò non ha praticato. Il Bene Comune è fatto di spese ordinarie, consumi per mantenere e rispondere alle esigenze di servizi per la Comunità amministrata. Ormai da un decennio, ma possiamo limitarci agli ultimi cinque anni, è emerso a Buccinasco un problema nuovo.

Non solo non c’è nuovo lavoro, ma tendenzialmente il lavoro si riduce: calano le imprese, calano gli occupati per unità di prodotto; le attività stabili, il tanto sognato posto a tempo indeterminato ha assunto il  suo significato letterale. Un termine che non significa per sempre; neppure per cinque anni, ecc. la durata è incerta. L’effetto di questa scarsezza del lavoro, dell’incertezza dell’occupazione, si coglie nell’aumento delle condizioni critiche di singoli e famiglie, di difficoltà accresciute per i giovani nell’entrare nel mondo del lavoro.

Ecco il nuovo che deve affrontare chi oggi sarà chiamato all’onere di condurre il municipio di Buccinasco: individuare tutti i modi possibili che possano fare da stimolo all’economia locale. I politici di mestiere, i partiti, a questa esigenza non sanno come rispondere. Di più non sono interessati: loro si aspettano risorse da spendere come meccanismo di costruzione del consenso o di ritorno d’altro tipo. Impegnarsi per favorire l’economia locale non è nelle loro corde.

A maggior ragione è impreparata per competenze e esperienza la struttura tecnica di vecchio stampo. L’organizzazione intera del personale, del suo organigramma, delle mansioni e esperienze  che si rendono necessarie è uno dei fattori strategici perché il Bene Comune possa riverberarsi sul territorio portando ritorni in economia e lavoro, lavoro e economia che cresce, che si sviluppa.

Non si tratta tanto di mettere a disposizione capitali, che in parte possono essere necessari. Bisogna saper cercare insediamenti utili a creare sinergie locali che generino distretti, un differenziale di competenze. Nel contempo dotare il Bene Comune di strutture formative dedicate alla domanda potenziale;  la formazione permanente che aggiorna e modifica le competenze, rendendo flessibile la rioccupabilità.

Questi supporti ieri non necessari oggi sono indispensabili se si vuole far uscire la nostra Buccinasco dal ristagno che si avvita su se stesso, in una discesa lenta ma finora ineluttabile. Occorre reagire certo, ma per farlo è anche importante adeguare la macchina del Municipio in grado di rendere concreta la reazione. La formazione permanente deve essere progettata entro il Municipio, consentendo la indispensabile mobilità interna, la duplicazione delle funzioni strategiche per ovviare a criticità da assenze o turn over.

Il sistema di inquadramento e retributivo deve adeguarsi alle esigenze di crescita e competenza professionale, riconoscendo di più a chi più si impegna e forisce risultati. Uscire dalla crisi comporta una reazione di tutta la città, con a perno il Municipio e le sue risorse umane. Che sono risorse perché rispondono ai bisogni attuali, in grado di modificarsi e prepararsi al futuro che è già adesso.

C’è bisogno di tutti e tutti hanno il compito di impegnarsi per rispondere con efficacia e competenza al nuovo che interviene. Terminando poi con la crescita di competenze finanziarie e operative in grado di rispondere concretamente alle esigenze di contrasto alla corruzione e al riciclaggio: una legge che non deve rimanere sulla carta ma diventare il plus valoriale per la legge e la pulizia nella vita della P.A.

SFRUTTARE LA CRISI
PER IL CAMBIAMENTO
PER LA CRESCITA E LO SVILUPPO
COMPORTA L’IMPEGNO DI TUTTI
DI CHI AMMINISTRA E DI CHI LAVORA
ENTRO LA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE

BUCCIRINASCO

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