Buccinasco e il bilancio in Municipio: due cosette per capire

Noi italiani fra le molte cose per cui ci distinguiamo, non positivamente, una in particolare viene subito all’occhio, parlando di bilancio, quanto è grande l’incultura, diciamo pure l’ignoranza dell’economia. Le scuole e l’economia sembrano due mondi che non si parlano. Il bilancio di un Comune è poi anomalo e poco comprensibile anche a chi di contabilità ne sa, per le sue astruse regole e caratteristiche.

Rendere le cose di difficile comprensione per i Cittadini, è sempre stato una forma di dominio da parte del potere, mirabilmente ce lo ricorda Renzo nei Promessi Sposi, a don Abbondio che gli spiega in latino le ragioni per cui non può sposarlo: “si piglia gioco di me? Che vuole che faccia io del suo latinorum”? Ecco: noi Cittadini sul bilancio che ci presenta il comune dovremmo tutti dire la stessa cosa.

Non staremo a spiegare i contenuti di questo bilancio di chiusura. Una serie di cifre e descrizioni non sono chiare, non ci convincono, non sappiamo noi (che certamente in materia ignoranti non siamo) come valutare e comprendere con sicurezza le scelte. Se gli elettori daranno a BucciRInasco la responsabilità di gestione chiariremo subito tutto con una revisione accurata: garantiamo ai Cittadini che finalmente potranno capire tutto. I valori del bilancio descrivono la nostra Buccinasco sono cosa nostra: siamo noi che paghiamo.

Cominciamo che le due categorie di fondo del bilancio: le entrate (che sono le tasse che paghiamo noi) e le spese: le decisioni di spesa ordinarie, quelle che arrivano a cubare 27 milioni l’anno. Chi ha la gestione del nostro Municipio ha la disponibilità di due leve, per amministrare bene. la più importante è ottimizzare le spese. Proporsi un obiettivo di ridurre i costi del 10% significa accantonare 2, 7 milioni da destinare ad altro, venire incontro a problemi e criticità sociali più urgenti. Si può fare? senz’altro!

Sarà questo il primo obiettivo che si darà l’ auspicata gestione di BucciRInasco. Estrarre le risorse da una gestione più oculata e prudente nella spesa. La massa di decisioni di spesa pluriennali compiute da questi pro tempore alla fine del loro periodo, che impattano sul futuro sono una palla al piede che bisognerà contenere e risolvere al meglio.

Quindi meno costi rispetto agli attuali è il primo obiettivo. Decideremo poi, insieme ai Cittadini, come impiegare i risparmi di spesa, come impiegare per migliorare i servizi che eroga il Municipio.  Dovremo concordare lo standard degli impieghi non rinunciabile. Coperta questa esigenza, potremo ridurre le tasse; oggi questo è un miraggio. Noi di BucciRInasco lo abbiamo come obiettivo e contiamo di vedere presto l’uscita dal tunnel: ci riusciremo.

La parte più rilevante, nella condizione di Buccinasco, riguarda la componente patrimoniale. I capitali da impiegare per realizzare cose nuove, arricchire di dotazioni la nostra città. Abbiamo molte idee, che dobbiamo concetizzare con cura: piani di sviluppo accurati, discussi e condivisi  fra tutti.

Per questi le scelte sono:  presentare progetti credibili e validi che permettano il sostegno di finaziamenti regionali o europei. Sono capitali disponibili di cui possiamo e dobbiamo avvalerci; non fermaci a piccolezze come casette per riparazione bici  o pezzettini di piste ciclabili. Abbiamo molto di più da chiedere, di più organico e importante. In Italia siamo quasi gli ultimi nel far uso di risorse dall’Europa e ci facciamo rider dietro.

Poi si può anche ricorrere a mutui, farlo seriamente con piani finanziari e progetti validi, approvati ai Cittadini, dal rientro e dai costi controllati. Non fare mutui, non è un vanto, come si affannano adesso a sostenere gli uscenti: certifica l’assenza d’idee, la Buccinasco ferma che ci troviamo, che sta deperendo. Gli esempi che abbiamo (guarda caso PD) di San Giuliano o Rozzano, dai progetti per decine di milioni serviti per assunzioni clientelari o appalti inconsulti, finiti in un buco mangia soldi, non sono la reagola: si può e si deve amministrare bene, fare progetti utili che generano benessere, lavoro. Una vita migliore.

VIVERE MEGLIO VIVERE INSIEME
FAR CRESCERE LA NOSTRA COMUNITA’
OGGI POSSIAMO FARLO, DOBBIAMO FARLO

BUCCIRINASCO

  1. #1 scritto da Andrea D. il 11 maggio 2017 17:54

    Meglio essere precisi: 27 milioni, circa, è il bilancio complessivo, le spese correnti e quelle per investimento. Le sole spese correnti ammontano a circa 20 milioni in larga misura difficilmente comprimibili, almeno nel breve periodo (un 10% di risparmio sulla spesa corrente, a parità di servizi, è un obiettivo, ambizioso, che ci si può porre nel corso del mandato, a mio modesto avviso).

    Si può sicuramente fare meglio dell’amministrazione uscente (direi che ci vuol poco), che giudico pessima sotto tutti i punti di vista, a cominciare dalla gestione dei rifiuti, sulla quale non c’è stato alcun risparmio, per proseguire con la gestione del verde sulla quale hanno invece risparmiato qualcosina, ma a scapito (eccessivo?!?) della qualità con un rapporto spesa/resa a mio avviso completamente negativo.

    Quello su cui non sono per nulla d’accordo, invece, è – ma forse ho solo capito male – l’ipotesi di interventismo pubblico, anche a debito, finanziando iniziative (sedicenti) per lo sviluppo.
    Non è compito del Pubblico, anche ammesso (e non concesso) che sia ben gestito, portare avanti simili iniziative.

    Il Pubblico dovrebbe regolare, controllare, agevolare e favorire le iniziative private, non sostituirsi ad esse (quando lo fa, troppo spesso per non dire sempre, finisce col gravare pesantemente sui cittadini; hai citato Rozzano e San Giuliano, ma anche Buccinasco ha le sue “piccole” magagne).

    RE Q
  2. #2 scritto da Socrate Lusacca il 11 maggio 2017 23:29

    Ben trovato Andrea;

    quanto al risparmio nella spesa corrente:
    la trasformazione di spese di manutenzione ordinaria in spese straordinarie forse serve a spostare la categoria contabile della spesa, ma quello è: spese ordinarie non compiute in precedenza, finché il deperimento diventa insostenibile e allora si chiamano “straordinarie”:
    I criteri di spesa, le determinazioni di appalti ad un valore che poi viene aggiudicato con sconti prossimi al 50% fa pensare a “gestioni allegre”, a criteri burocratici nella determinazione dei costi. L’esempio dei rifiuti (costati 3,4 milioni nel 2016, perdendo anche i ricavi dal riciclo, ne sono un esempio evidente).
    Lo studio da fuori fa ritenere davvero forti le possibilità di migliorare e rendere efficiente la spesa.
    Il fatto dipende che le amministrazioni poco hanno badato in passato alla razionalizzazione della spesa, e non sono avvertite (neppure competenti) per adottare criteri manageriali appropriati, con budget ben fatti e premi sul risultato.
    la situazione sarà più precisa avendo piena contezza della situazione, dall’interno e dopo una revisione contabile che risponderà a una serie di quesiti (alcuni li abbiamo ben presenti, altri verranno)

    Quanto agli investimenti, forse c’è un equivoco.
    Buccinasco può dotarsi di strutture che oggi mancano e segnano non poco la vivibilità: parliamo ad esempio di una scuola superiore specialistica.
    30mila abitanti e siamo privi di una scuola superiore!
    Un esempio, ma altro si può proporre di pubblico e di fruibile utilmente per i cittadini.
    D’accordo poi che l’economia vera, quella che crea ricchezza, la danno le imprese… quelle che possono far crescere occupazione, interesse, sviluppo.
    Si possono promuovere le condizioni attrattive, oppure lasciare le cose come stanno, seduti in riva la fiume girando i pollici…

    buona serata

    RE Q

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