La scuola pubblica è pubblica è basta. I Cittadini hanno diritto al pari trattamento

Con le elezioni la faccenda c’entra di traverso. La serata promossa da Nova Terra (cui va il merito), ha certamente l’intento di sensibilizzare la Comunità sul tema del pari trattamento, in periodo dal carattere locale pre-elettorale, perché Cittadini, in particolare coloro impegnati nella vita della polis, del problema scuola tengano conto.

Quindi il motivo, in sé  immanente (valido sempre e sempre attuale) ha un che di funzionale alla propria causa, visto che Nova Terra è scuola pubblica paritaria che dal comune non riceve nulla, che deve pagarsi da sola, con le rette dei genitori. Perfino i contributi alle scuole i pro tempore in uscita li hanno erogati solo alla scuola statale (pubblica, nella quale i genitori hanno già il diritto all’istruzione gratuita).

I relatori diciamo che sono di area (sensibili al tema del pari trattamento), sebbene entrambi non attivi in scuole paritetiche: un preside di scuola statale con 170 classi. Una preside di scuola statale; suora, impegnata socialmente e conosciuta per articoli e testi sul tema. Ci si poteva aspettare un discorso in difesa delle scuole cattoliche? Se qualcuno voleva o sperava questo, è rimasto deluso.

La tematica è stata del tutto legata alla costituzione, alle leggi esistenti, alle normative europee: tutte inapplicate o dimenticate. Il raffronto europeo del rapporto fra scuole pubbliche a gestione privata e scuole pubbliche statali è impietoso: si va da 80/20 in Belgio, che non è esattamente uno stato confessionale. L’Italia è penultima in Europa con il 12%, avanti solo alla Grecia.

Le relazioni hanno esaminato e denunciato le criticità che vengono da normative statalistiche, ma anche il rifiuto del personale docente e dirigente nel considerare una gestione libera. La lamentela per l’assenza di circolari applicative, che obbliga a scelte individuali (con la conseguente responsabilità sui risultati). Cosa che riguarda i docenti ma anche presidi.

Il sovracosto che il sistema scolastico accusa rispetto all’Europa: dati Eurostat. Il rifiuto mentale di una scuola che si misuri con i risultati,  è provocato da un sistema che vede i genitori assenti dal sistema scolastico; insomma la descrizione di un sistema che fotografa condizioni stataliste del rapporto di lavoro e del rendimento che conosciamo benissimo.

I lettori di Città Ideale queste notizie già le conoscono, come sanno che ampliare l’offerta delle scuole paritetiche porta a un risparmio consistente dei costi, un miglioramento dell’offerta istruzione in termini di qualità e risultati. L’adeguamento progressivo del sistema istruzione a una condizione nella quale il merito venga riconosciuto e premia chi meglio ha risultati. Lo diciamo da sempre.

La modalità dell’analisi, che ha messo da parte la componente religiosa e si è incentrata sulle questioni di metodo e di merito, è stata particolarmente efficace. Abbiamo visto fra i presenti almeno cinque Consiglieri PD oltre il sindaco, che riteniamo (e speriamo),  siano stati colpiti dalla montagna di dati messi in fila con metodo.

Ne è testimone il sindaco medesimo, il quale, anziché porre domande come era richiesto, ha inteso esprimere sue considerazioni, sue giustificazioni sulle scelte adottate nel suo mandato. A parte il prendersela con chi lo incalza ogni giorno su tutti i temi dell’amministrazione (riteniamo probabile riconoscerci, anche se non ci ha nominato), ha spiegato che ha dovuto adeguarsi alle “condizioni ambientali”, o un concetto che gli assomiglia.

Gli ha ricordato uno dei relatori che il compito di chi le scelte deve fare, e degli adulti in genere, come categoria e come individui, è certamente quello di tener conto dell’ambiente ma dando priorità al cambiamento, alla ricerca del superamento dell’esistente. O si fa così o si è conservatori… di fatto.Dare del conservatore a un PD, come Maiorano, sentirselo dire da una suora, sorella in Cristo, ecco: questo davvero ci è piaciuto. Momento di verità sostanziale che mette a nudo l’essere: le camicie colorate non contano più nulla (un belino, dicono a Genova).

  1. #1 scritto da Andrea D. il 11 maggio 2017 18:11

    Occorre dire che a livello locale i margini di manovra sono, necessariamente, molto limitati, essendo la questione prevalentemente statale.

    Ciò detto, bisogna riconoscere che l’amministrazione uscente, che ora si ripropone in perfetta continuità col vicesindaco
    (che si affanna in rocambolesche arrampicate sugli specchi insaponati, facendomi ridere a crepapelle, per negare o almeno far dimenticare quanto fatto, forse sarebbe più appropriato dire non fatto, nei cinque anni appena trascorsi),
    si è dimostrata, a mio modesto avviso, fallimentare, magari per mancanza di inventiva (e/o di capacità), ma più probabilmente per scelta.
    Fare meglio è scontato.

    Quando parlavi di camicie colorate che non contano più nulla, non ti riferivi ad Arboit, vero? ;)

    RE Q
  2. #2 scritto da Socrate Lusacca il 11 maggio 2017 23:31

    Nulla di personale nel discorso, Andrea…
    lasciamolo nel suo non ruolo, visto che nel suo “partito” hanno deciso così.

    buona serata

    RE Q

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