25 Aprile: ci siamo liberati dalle tante Malga Bala

Una vicenda tragica, una delle tante vicende tragiche che hanno colpito il paese nei due anni di guerra civile mischiata alla guerra mondiale in corso. Si tratta di un evento passato sotto silenzio perché non può iscriversi nella storiografia gloriosa dei partigiani liberatori (in questo caso titini). Vittime sono stati dodici carabinieri oggetto di un’agguato di partigiani Jugoslavi volti a fare pulizia etnica.

Carabinieri che sono poi stati condotti a Malga Bala e lì finiti uno a uno in modo orrendo. Bestiale, come si può leggere da questa memoria, dovuta a un Carabiniere testardo fino al riconoscimento ottenuto dal Comando dell’Arma dei Carabinieri. Ci sono voluti 65 anni perché si arrivasse, il 14 Luglio 2009 a conferire a tutti e dodici le Medaglie d’oro al Merito “civile”. Alla memoria…. dopo 65 anni.

I lettori vadano a leggersi il contenuto di questa rievocazione: severa, con quel senso d’indignazione per la “dimenticanza” delle istituzioni (VEDI ripreso da un blog che fa riferimento all’arma). Merito civile; civile! Perché leggendo si capisce la funzione civile che svolgevano i 12 carabinieri.

In un territorio che dopo l’essere regione dell’Austria  Ungheria, dal 2018 divenne italiano (con le tragedie che il nostro esercito lì vi compì), quindi dopo l’otto Settembre assorbito dal Reich tedesco a tutti gli effetti, con i repubblichini dai compiti minori e i carabinieri di solo presidio dell’ordine del territorio. Il racconto allegato ben descrive quella terra sventurata, oggi liberata e diventata Slovenia.

Festa della Liberazione il 25 Aprile: venuta per merito e morti di alleati, con il contributo italiano di supporto. Contributo fondamentale per la rinascita di una dignità del Paese. Liberazione che ha il senso di una pacificazione, di una fine della guerra civile. Lo dice perfino il nostro primo Cittadino in uscita, che però sostiene tutto e il  contrario del tutto.

Finisce il suo discorso al grido di ORA E SEMPRE RESISTENZA, dopo aver glorificato gli italiani della parte giusta (poi risultata vincente, ma era prevedibile), condannato gli italiani che la vicenda vissero dall’altra parte. Al massimo gli sta bene che si adeguino, che si abbraccino. Tuttavia “Ora è sempre Resistenza: se le parole hanno un significato, non è festa della Liberazione, non è festa nazionale. Non è di tutti, ma solo di coloro che si autodefiniscono depositari dei valori etici e umani, che trattano come monopolio.

Ora e sempre Resistenza ha la conseguenza che anche oggi il paese è diviso, che si auspica la guerra civile (ideologica e non d’armi, per nostra fortuna), che si devono condannare coloro che oggi, la pensano diversamente da chi pretende un Paese dal pensiero unico. Coloro che la Resistenza l’hanno fatta davvero, in modo conseguente volevano la libertà di pensiero, di opere, di associazione. Per tutti! Cominciando da chi la pensa in modo diverso da te.

Oltretutto costui ha recriminato per l’assenza degli “altri” che dovrebbero venire lì per sentirsi il predicozzo da pensiero unico, presenti per essere dichiarati estranei alla Festa della Liberazione. Vogliamo un sindaco che sia capace di unire tutti, che esalti i valori della libertà di pensiero e d’azione, per tutti, nessuno escluso. Vedremo finalmente Buccinasco unita sui valori di tutti. Anche recriminando dove sono manchevoli, ma di tutti, proprio tutti.

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