Rifiuti, raccolta differenziata e sanzioni: un altro pasticcio migliorabile

Il capitolato con l’AMSA  riguardo alla raccolta differenziata prevede una clausola curiosa. Si da per scontato che AMSA ottenga una percentuale di differenziata pari al dato regionale (56%). Ciò che viene conferito in più dai Cittadini è di AMSA. Nessun ritorno per il comune, o per i Cittadini. ecco alcuni stralci dal capitolato:

Qualora, in sede di verifica delle percentuali di raccolta differenziata effettivamente raggiunte, così come riconosciuto degli organi regionali preposti, si riscontrasse il raggiungimento di un incremento rispetto agli obblighi di legge indicato come obiettivo minimo, sarà riconosciuta all’impresa appaltatrice una premialità costituita come segue: · per ogni punto percentuale, oltre agli obblighi di legge di raccolta differenziata posto come obiettivo minimo, incremento del canone pari allo 1,0% (uno virgola zero percento, pari a 28mila euro, ndr) del canone annuo contrattuale.

Cosa riguarda l’attività di AMSA relativamente alla raccolta differenziata? Insomma con i 2,8 milioni l’anno cosa viene escluso (e dobbiamo pagare in più?) Semplice: tutto quanto è estraneo alla raccolta differenziata, e neppure l’umido:

Non sono ricompresi nel canone e rimangono, pertanto, a carico del Comune i costi di recupero/smaltimento dei seguenti rifiuti: - frazione secca non recuperabile (indifferenziata); - frazione organica (umido);- scarti vegetali; - RAEE; - Pile e accumulatori.

Gli altri rifiuti e gli altri materiali raccolti a domicilio o presso la piattaforma comunale in modo differenziato (carta e cartone, plastica, vetro e lattine, rup, eccetera), si intendono di proprietà dell’Impresa a tutti gli effetti, compresi i relativi ricavi e/o oneri.

Insomma abbiamo un capitolato che non genera alcun premio o ritorno per i Cittadini: i ricavi dalla vendita della differenziata sono di AMSA, che li aggiunge al canone.  Più i Cittadini sono bravi a differenziare, più guadagna AMSA. Concezione per lo meno anomala, visto che la raccolta differenziata non la fa l’AMSA ma i Cittadini. Ma non si ferma qui la nostra gestione (quella dei pro tempore che stanno uscendo): il contratto è del 2013.

Di nuovo c’è che se l’AMSA nella raccolta trova dei conferimenti sbagliati, segnala al comune il quale emette sanzioni. Nel bilancio 2016 un condominio ha 3 sanzioni da 65,70 euro, per un totale di 197,10.  Se vi è raccolta irregolare è pacifico che il sistema debba individuare un meccanismo di riequilibrio, questo è fuori discussione.

Anche qui siamo a una modalità rovesciata dei criteri di gestione: si deve premiare chi conferisce di più riducendo il canone, solo a loro. Gli altri pagano tariffa piena. Un sistema premiante ha maggiore efficacia e risultati, questo è perfino ovvio.

Inoltre siamo al sistema sanzionatorio: chi ha redatto il verbale di contestazione: il personale del municipio o quello dell’AMSA? Domanda non banale perché se fosse l’AMSA, questa ha tutto l’interesse alla mano pesante, perché è lei che incassa. Sembra probabile che così abbia agito il comune, quello che le sanzioni ha emesse.

Soldi che restano i ncomune o vanno anche questi a AMSA? Il capitolato non prevede la possibilità di emettere sanzioni… già AMSA incassa alla grande dalla raccolta differenziata (che è di sua proprietà e incassa la vendita)… le facciamo incassare anche le sanzioni? Insomma un mondo da cambiare, da rovesciare come un calzino.

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  1. #1 scritto da Rinaldo Sorgenti il 21 aprile 2017 13:26

    Fantastico!

    RE Q

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