Torniamo sulle spese illogiche di fine mandato: è ora di finirla

Ne abbiamo già parlato dell’impianto di riscaldamento e condizionamento del Municipio. Non abbiamo chiaro il perché di stesura e pubblicazione buplice dei contratti nell’arco di uno o due mesi, con personaggi e progettisti che non sempre sono i medesimi. Ciò che non cambia è l’impianto e soprattutto i costi. La pubblicazione di questi giorni si distingue dalla precedente?

Non andiamo neppure a vedere sul centinaio di pagine cosa è confermato e cosa cambia. Cominciamo col dire che la pubblicazione partecipativa ha un senso se la ripubblicazione rende evidente il cambiamento. Sarebbe bene una stesura sinottica, con l’evidenza grafica o del carattere che distingue: cancellazione, nuova aggiunta e modifica.

Non è previsto dalla legge ma è obbligo imperativo di un agire di amministratori coscienti di dover rispondere analiticamente a chi fornisce loro le risorse, i soldi che impiegano. Non hanno queste caratteristiche i nostri amministratori: lo denunciamo come un grave limite, un esercitare la delega in un senso proprietario, mentre dovrebbe e deve essere solo di servizio.

L’informazione, la pubblicazione deve rispondere alla norma di legge ma soprattutto deve essere funzionale e seria, analitica e di semplice lettura, comprese le motivazioni che hanno indotto alla nuova stesura, a ogni singolo cambiamento. Poi questi guitti dell’amministrare come cosa loro i nostr i soldi hanno anche la faccia tosta di accusare il Cittadino che se ne interessa, di con capire, di essere ignorante.

Li vogliono lontani i Cittadini: che se ne stiano fuori, alla larga… Fanno di tutto perché delle loro decisioni non siano preventivamente informati, perché non siano coinvolti nei diversi passi che portano alla definizione di un progetto. Nel caso in esame parliamo di 600mila euro per “completare” un impianto originario che dicono rimasto a metà, che dopo vent’anni è, sostanzialmente, da buttare e rifare.

Metto a spesa adesso che se ne stanno andando 600mila euro, quando fra due mesi saranno sperabilmente a casa. Rifanno il sistema, progettano una struttura del tutto autonoma, adottando criteri da anni Ottanta, o antecedenti.  Niente di niente di risparmio energetico: anzi, La potenza installata deve aumentare! 67 kW impiegati ma la richiesta è portare l’installato a 140 kW. Eppure sono nelle condizioni per adottare un piano di recuperi che serva da esempio a tutta Buccinasco, che consenta il recupero almeno parziale dell’investimento richiesto: niente.

Citiamo ad esempio cosa si potrebbe fare e il progetto dimentica. UNO: L’analisi delle dispersioni e le soluzioni coibentanti che recuperino il caldo d’inverno, il fresco d’estate. DUE: solare fotovoltaico con accumulo; TRE: il solare termico; QUATTRO: climatizzazione con fonti rinnovabili; CINQUE: Acqua calda sanitaria. E quanto altro ogni giorno di nuovo viene sul mercato. Con i conseguenti importanti ritorni in termini di riduzioni d’imposte.

Dal progetto ordinato dai nostri pro tempore in uscita non troviamo nulla del genere; sono andati a prendere un’impresa di Reggio Emilia. Magari i nostri eroi avranno fatto preventivi  per poi scartarli? Può perfino essere ma non vi è traccia. Loro fanno e disfano e non informano. A loro basta spendere, come pare a loro: si tratta delle nostre tasse, accidenti! Lo ripeteremo fino alla noia. Perché magari arrivino a sentirsi un poco in difetto, se non a vergognarsene.

A BUCCINASCO SERVE UN’AMMINISTRAZIONE CAPACE
EFFICIENTE, TRASPARENTE,  CHE COINVOLGA
CHE RISPARMI E INVESTA CON CURA
LE TASSE CHE I CITTADINI METTONO NELLE LORO MANI

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