Pruiti candidato sindaco PD si autocelebra con certificati: e i fatti?

Questo personaggio ha caratteristiche peculiari, che quasi mai lo distinguono nei lati positivi (ammesso che vi siano, il che non è certo). Sta uscendo da una amministrazione di cui è stato il vice, secondo responsabile. Non parla di ciò che ha fatto, di ciò che non ha fatto, di ciò che ha sbagliato, di ciò che è stato positivo nel suo agire.

No! Fa l’elenco delle carte: in un sistema nel quale una montagna, diciamo una collina di situazioni consentono la non iscrizione, oppure la prescrizione (da cui si esce immacolati) per lui importa il certificato penale. Mentre per un candidato sindaco dovrebbero valere e anzi escludere dalla possibilità di concorrere: precedenti (o perfino processi in essere ante sentenza), che riguardano corruzione, concussione, furto, malagestio (pubblica o privata),  ecc.

In Italia sono “precedenti” una multa non pagata, un ritardo nei  versamenti  di tasse o imposte oppure qualsiasi altro fattore che comporti iscrizione sul certificato penale. Sempre meglio per ciascun Cittadino avere il certificato lindo, questo è ovvio. Ma al sindaco si chiede altro, ben più importante.

Poi il tipetto si autocelebra della sua povertà e pretende che ogni candidato sindaco presenti la sua dichiarazione dei redditi, con la descrizione dei beni e delle quote in azioni o fondi di investimento, ecc. Questo modo di valutare chi si candida a sindaco è solo illogica. Chi per famiglia o per le sue capacità ha un reddito superiore alla media non è che abbia meno capacità o sia privo di titoli etici e morali per amministrare.

Dovrebbe invece ciascuno esporre analiticamente gli interessi sul territorio: propri, di familiari, di ex soci o di aziende nelle quali si è stati dirigenti. Lo dovrebbero fare, tutti gli eletti, sindaco compreso, tutti i funzionari pubblici, Consegnare il documento nelle mani del Segretario comunale, che lo custodisce. Quale elemento base che manifesta potenziali conflitti di interesse, che il segretario, quando si manifestano, è in grado di farli valere. Ma i regolamenti che hanno recepito il Protocollo della Legalità, non lo hanno inserito!!!

Il vicesindaco, che ora si ricandida per la posizione superiore, è stato responsabile e partecipe di un regolamento che ha rinunciato a normare, come avviene in tutte le aziende, la condizione di conflitto di interessi.

Invece il tipetto che si ripropone dopo i mediocri esiti della amministrazione uscente, dovrebbe indicare le competenze maturate in capacità gestionali  vere, concrete. In aziende private o enti nei quali la carriera è strettamente segnata da successi e insuccessi. Non è obbligatorio: tutti possono essere eletti, cosi stabilisce la legge, così definiscono i principi della democrazia delegata.

Tuttavia chi si candida deve poter dimostrare agli elettori che è in grado, sia pure in via orientativa, di bene amministrare le risorse che i Cittadini, obbligati dalle leggi, gli mettono nelle mani per gestire il Municipio, i servizi e quanto altro è inerente alla Comunità. il C.V. interessa per le esperienze e i risultati nella gestione di un insieme complesso che pesa 135 milioni in cinque anni!! Questo conta, questo e non altro.

Per finire con una parte che gli è impropria: il tipetto candidato entro il PD, come mai il nome del PD, il simbolo entro il quale chiede il voto, mai lo cita, neppure lo nomina? Finora il PD e il suo candidato sindaco uscito dalle primarie paiono separati in casa che neppure si parlano. Nessuna iniziativa comune… ma forse è ancora presto. Il programma lo devono ancora scrivere ….

Poi uno che esce e si ricandida, dovrebbe portare sul petto le medaglie delle battaglie vinte, delle iniziative che il mandato Maiorano ha concluso, che ha portato avanti. Come e cosa c’è a Buccinasco che lui ha realizzato. Non lo ha fatto finora. Sarà nostra cura presentare l’elenco. Sta chiedendo fiducia a noi Cittadini per amministrare 135 milioni di nostre tasse…. E i precedenti non lo premiano; anzi.

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