Sistema coop e suoi riflessi sul sociale: pesanti criticità. Si deve cambiare

340 licenziamenti di soci lavoratori alla Unieco, che si aggiungono a altri persi man mano. Normale vita di un’impresa, che di coop ha la forma ma non la sostanza. Si tratta di una delle decine e decine, centinaia di coop che fanno parte del sistema Lega coop, Unipol, banchette locali, ecc. avrebbe dovuto far parte del sistema anche una banca nazionale (l’obiettivo BNL è fallito, subentrava MPS, ma questa ha compiuto operazioni poco economiche e molto politiche che l’hanno portata al dissesto, da cui ancora non è fuori).

Un polmone finanziario importante resta Unipol, secondo gruppo assicurativo in Italia, ma non è sufficiente. Così come, sui livelli raggiunti dal sistema coop, si sta rivelando in tutta la sua inefficienza il connubio coop PD. La qualità dei manager è, dovrebbe essere. come quella richiesta al gatto: mangiare topi. Fare il suo mestiere senza condizionamenti; non essere gradito e carezzevole per la segreteria del partito.

Dimensioni grandissime, crescita che viene in misura non secondaria dai legami con le grandi opere e le istituzioni locali e regionali, la qualità del risultato economico che dipende da fattori esogeni (come mungere l’appaltatore nelle intricate normative, ove si fa strada l’amichevole rapporto di area). Una storia che non può che finire come man mano sta finendo.

Ancora fuori il sistema della grande distribuzione, ma non si sa fino a quando, perché qualcuna ha già avuto la sua chiusura brusca, con danni per soci e dipendenti. Pesanti, per i “prestiti sociali”: il sistema extra-bancario di fare raccolta senza essere obbligati alle garanzie della banca. Nel fallimento di adesso (VEDI) si parla di 10 milioni di risparmi depositati, che vanno in fumo.

Il gioco con le banche amiche che fanno prestiti a go go senza garanzie, anche in questo caso vede coinvolta la povera Monte Paschi Siena, principale creditore con 100 milioni; anche questi destinati a andare in fumo. A noi viene in mente il prestito di 50 milioni ottenuto sempre da MPS, dalla società del comune di Rozzano andata in dissesto. Ci auguriamo che la discesa delle coop verso il baratro, non diventi una valanga.

Proprio di questi giorni un’altra pesante crisi operativa coinvolge Manutencoop per appalti e lavori a Napoli (VEDI). Anche qui tangenti e affari ombrosi, da cui un sistema cooperativo dovrebbe aver cura di star fuori.  Inquisiti gran parte dei dirigenti, e appalti sospesi. Bisogna che si fermino, che blocchino un modus operandi che così non può proseguire. È finita un’epoca: adesso è necessario che si prenda finalmente atto che la condizione di mercato protetto e rendita garantita per il mondo coop non può continuare.

Gli effetti sul PD partito di potere non potranno mancare. La cinghia di trasmissione che lega amministrazioni locali, sistema dipendenti e soci coop sul territorio e supporto politico finanziario a tutto l’insieme, dovrebbe ridursi e potremmo tornare a un paese più di mercato, meno “protetto” (parola che in questi casi è sinonimo di inefficiente).

Quanto ai Cittadini, ai soci che alle coop affidano i loro risparmi, ci sentiamo di invitare alla prudenza e alla verifica attenta delle singole situazioni. Le criticità susseguitesi non sono ancora una valanga, ma cosa potrà domani succedere, in particolare nei  settori  edilizia e servizi.  La prudenza consiglia attenzione.

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