Comincia la democrazia diretta, finalmente! Grazie a M5S!

GianRoberto Casaleggio, scomparso un anno fa, nel 2012 venne invitato al Forum Ambrosetti a villa Olmo, sul lago di Como, per illustrare la sua visione della politica nell’epoca della rete globale. La rete globale è strumento che consente a tutti di conoscere e partecipare alle decisioni: concetto semplice anche se la sua applicazione pratica e funzionale richiede affinamenti e progressione.

I sistemi di democrazia delegata (o rappresentativa) finora hanno fatto finta che non ci fosse questa possibilità di contatto permanente e in tempo reale fra i Cittadini e gli amministratori. Che fosse possibile rendere a tutti conosciuto ciò che bolle in pentola e si decide in municipio. E’ evidente che una gestione politica nella quale le informazioni sono liberamente disponibili a tutti, comodamente sullo smartphone o nel terminale del computer di casa, riduce il potere decisionale della politica, lo condiziona in modo via via crescente.

Ecco che si fa finta che la Democrazia diretta non sia possibile, si sostiene che è un assemblearismo privo di capacità decisionali concrete. Problematiche reali (in parte, solo in parte) in assenza di una rete globale che si appoggia a big data accessibili a tutti. Solo in parte i problemi, perché diverse forme di democrazia diretta sono in vari paesi praticate, a cominciare dalla vicina Svizzera.

Capacità di proporre referendum di vario tipo, votazioni basate sulla Comunità locale che si esprime e decide per tutti. In modo snello, semplice, senza sbarramenti di quorum: il Cittadino ha il potere. Anche quello di non esprimesi. Decidono coloro che votano; fossero anche solo dieci o venti. È così strano? Succede e funziona benissimo da secoli, nei cantoni oltre le Alpi.

La notizia adesso arriva: il comune di Roma sta istruendo il processo applicativo della partecipazione diretta dei Cittadini (VEDI ilfattoquotidiano, VEDI ilmessaggero). I contenuti sono molto interessanti. Una speranza che gradualmente può diventare realtà. Non mancheranno le critiche, le irrisioni. ma sarà sufficiente tirare diritto e insistere, perché i Cittadini si abituino allo strumento, che rimette nelle loro mani il potere di decidere.

Jean-Jacques Rousseau descrive la democrazia diretta come la sola forma di governo con la quale il popolo sovrano esprime la volontà generale. Rousseau pone particolarmente l’accento sull’infedeltà dei rappresentanti eletti e sul concetto “degradante” della delega politica (“..nel quale la specie umana è degradata e il nome di uomo è disonorato”) (circa 1780).

I limiti della democrazia rappresentativa e il suo degrado erano già chiari dalle origini, evidentemente. Mentre il M5S si propone una introduzione partendo dalla capitale, con le maggiori complessità che questo comporta. La nostra Buccinasco ha appena approvato il Regolamento della partecipazione diretta dei Cittadini alle decisioni.

Una copia del precedente: centinaia o migliaia di firme certificate per poter proporre un quesito. La giunta che si riserva il diritto di modificare o intervenire o perfino di annullare. La votazione come se si fosse alle politiche con seggi e quant’altro. Insomma i referendum strutturati perché non funzionino (come non hanno funzionato finora).

La cosa più comica sono le affermazioni giustificative di questi pro tempore in uscita, che in Consiglio  hanno attribuito la colpa allo Statuto, che i principi obbligatori ha previsto. “Non potevamo fare di più”, dimenticandosi che questo Statuto stantio lo hanno  costruito loro, rifiutando ogni proposta di modifica o integrazione.

Adesso hanno davanti il progetto di Roma, che il M5S gradualmente diffonderà nelle amministrazioni locali nelle quali amministra. Ecco un tema elettorale di cui finora non si è parlato. Per quanto ne sappiamo neppure da parte del M5S di casa nostra, almeno finora. Non manca il tempo e l’occasione, ed è opportuno che lo si faccia.

Non ci sono più scuse, per nessuno. La vecchia politica che si tiene ben stretto tutto il potere di fare ogni cosa, che a Buccinasco sta lì a emettere un Regolamento per l’accesso agli atti  (commissione oggi 4 aprile), quando tutti i documenti dovrebbero e potrebbero essere immediatamente e permanentemente in linea, in modo chiaro e semplice, perché tutti siano a conoscenza di tutto, in tempo reale. Il futuro è adesso… basta volerlo.

La democrazia diretta si caratterizza per il fatto che il popolo è un organo dello Stato che esercita, oltre alle competenze elettorali classiche, delle attribuzioni specifiche in materia costituzionale, convenzionale, legislativa o amministrativa. Essa è dipendente o addomesticata quando l’esercizio di queste attribuzioni dipende dall’intervento o dalla volontà di un altro organo dello Stato, Parlamento, o capo dello Stato. È indipendente o propria quando il momento ed il tema sul quale il popolo interviene non dipende che dalla volontà di quest’ultimo, o da un criterio oggettivo sul quale gli altri organi dello Stato non hanno influenza. Così definita, la democrazia diretta non si oppone, ma completa la democrazia rappresentativa (Andreas Auer anno 2.000 università di Zurigo).

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