La realtà dell’acqua pubblica: disastro e sprechi di stato

Un referendum che molti ricorderanno alcuni anni fa, ha stabilito che la gestione dell’acqua sia statale, sia monopolistica. I prezzi siano definiti in base a criteri “politici” (sinonimo di anti economici). Slogan del tipo l’acqua è un diritto, l’acqua è di tutti, e via stupidando, con la loro semplificazione hanno avuto successo, hanno convinto i Cittadini di concetti che con la gestione idrica nulla hanno a che vedere.

In questo modo l’Italia, economia di mercato per modo di dire, ha una gestione idrica statalizzata. Che il gestore sia un ente locale, un consorzio, una società di forma privata, nulla cambia: sempre mano statale è. Ne consegue che la gestione idrica deve sottostare a criteri statali e politici. Cominciando dal costo per metro cubo. L’Italia è il paese europeo dove l’acqua costa meno, spesso molto meno.

La bolletta di 10 euro al mese anziche 50 è un vantaggio per i Cittadini? Solo molto apparentemente. Se l’acqua non ha un costo, onerosa è la costruzione e la gestione degli acquedotti, il controllo e la sistemazione delle perdite. Ma non solo; nel sistema idrico vi sono anche le acque reflue, con le bonifiche relative. Le perdite nel nostro territorio vengono giudicate in condizioni incivili dall’Europa, che ci sanziona con milioni l’anno.

Cosa partitica/statale e nessuno  ne parla. Tutti continuiamo felicemente a far uso dell’acqua quasi gratis, consumendo un patrimonio le cui conseguenza andranno sul capo di nostri nipoti. L’acqua non è infinita, i mutamenti climatici hanno tempi secolari, ma il secolo ormai è quasi una generazione e chi nasce oggi avrà buone possibilità di trovarsi in vita nel 2120.

Un calcolo degli interventi necessari per mettere tutto a norma indica cifre da 50 a 60 miliardi. Le manutenzioni tendono a degradare e la pecentuale di acqua dispersa: letteralmente buttata via, è in aumento: 35% nel 2012; 38% nel 2015! Un’analisi dei dati, della situazione, ce la fornisce oggi ilsole24ore (VEDI) da cui emerge la drammatica situazione.

Come al solito il Sud si distingue per le maggiori quantità di sprechi. Milano è fra i comuni risparmiosi, perdendo solo un 15%. In positivo negli ultimi trent’anni vi è stata una leggera crescita delle piogge rispetto ai trenta precedenti. Una maggiore quantità d’acqua è venuta anche dallo scioglimento dei ghiacciai alpini. Rispetto a inizi novecento le riserve di ghiaccio sono ridotte di un terzo (da 250 km cubi a 80).

Continuiamo a disperde fogne, a perdere acqua, a pagare multe all’Europa. Però l’acqua ci arriva quasi gratis e non ce ne accorgiamo, beatamente incoscienti del disastro che stiamo combinando, danneggiando il paese, trasferendo ai nostri  discendenti un problema enorme. Ma l’acqua è gratis, l’acqua è statale, l’acqua è di tutti, l’acqua è come l’aria… Il candidato sindaco PD lo ricordiamo festeggiare il referendum. Davvero ci meritiamo un paese così male gestito?

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