Evtushenko non c’è più: memoria mia (ma non solo)

Era il 1961… Guerra fredda che lasciava i primi segni di scongelamento (allora si usava il termine di disgelo). Un giovane Poeta russo di 28 anni, in Italia allora quasi sconosciuto, scriveva una poesia sorprendente per un mondo chiusissimo, nonostante Krusciov. “Babi Yar”, questo il titolo e il luogo.  In Ukraina, non distante da Kiev allora e nella seconda guerra mondiale parte dell’URSS. Eccone qualche stralcio:

Non c’è un monumento
A Babi Yar
Il burrone ripido
E’ come una lapide
Ho paura
Oggi mi sento vecchio come
Il popolo ebreo
Ora mi sento ebreo
Qui vago nell’antico Egitto
Eccomi, sono in croce e muoio
E porto ancora il segno dei chiodi.

……

Sono un ragazzo a Bielostok.
Il sangue è ovunque sul pavimento
I capobanda nella caverna
Diventano sempre più brutali.
Puzzano di vodka e di cipolle
Con un calcio mi buttano a terra
Non posso far nulla
E invano imploro i persecutori
Sghignazzano “Morte ai Giudei”
“Viva la Russia”

……..

A Babi Yar il fruscio dell’erba selvaggia
Gli alberi sembrano minacciosi
Come a voler giudicare
Qui tutto in silenzio urla
e scoprendomi la testa
Sento che i miei capelli ingrigiti
sono lentamente
E divento un lungo grido silenzioso qui
Sopra migliaia e migliaia di sepolti
Io sono ogni vecchio
Ucciso qui
Io sono ogni bambino
Ucciso qui
Nulla di me potrà mai dimenticarlo

………..

Non c’è sangue ebreo
Nel mio sangue
Ma sento l’odio disgustoso
Di tutti gli antisemiti
come se fossi stato un ebreo
Ed ecco perché sono un vero russo.

Un luogo sconosciuto Babi Yar, di cui  si preferiva non parlare, a Oriente come a Occidente:  in URSS come in Europa. Oltre 33mila ebrei di Kiev, uno a uno spogliati, bastonati, fino al burrone e qui, uno a uno uccisi con un colpo al cranio (VEDI). SS occupanti che così replicarono a un attentato ai tedeschi in città. Una cosa di cui non era consentito parlare in URSS. Che un russo lo facesse in questo modo era scandaloso; la shoah allora era negata nel territorio russo, o nascosta.

Ieri Evgenji Evtushenko ha terminato il suo percorso terreno. In America ove da anni in prevalenza si trovava. Un poeta di spessore: allora questa poesia ebbe un effetto dirompente nella società, per i temi che affrontava e per il come lo fece. Ci volle tempo perché la storia venisse fuori, perché alla fine una lapide fosse posta a ricordo dell’eccidio di Babi Yar.

Un giovane che da anni stava crescendo e scoprendo il mondo, fu folgorato come molti da questo ritmo asciutto, carico di disprezzo per gli assassini, vergognoso del silenzio del suo paese. Nello stesso modo un inno all’unità degli uomini, quel sentirsi parte delle vittime senza riserve. Una poesia che, letta una volta, non la dimentichi più.

Istantaneo il moto a ricordarla, quando fra le notizie del giorno, abbiamo appreso la fine della vita terrena di Evtushenko. Non conosco molto altro, tranne alcune altre poesie di cui ricordo la qualità ma non dalla forza associata a questa emozione. Non so d’altro ma questo basta e avanza.  Che la terra ti sia lieve Evgenji, Non sarai dimenticato dagli uomini.

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  1. #1 scritto da Adriano Carena il 3 aprile 2017 10:37

    Grazie Luigi della commovente poesia che non conoscevo
    Adriano

    RE Q

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