I giacimenti poco conosciuti di Buccinasco: la musica

Buccinasco è davvero una Città Ideale: una potenzialità ideale alla quale guardare. Su cui riflettere, per farne conoscere le peculiarità, le tante risorse che sono lì da mettere in ordine, farle conoscere, scoprirle. Cose che giacciono;  aspettano solo di essere scoperte. Dai laghi al tanto verde Cittadino, al parco Sud, ai quartieri residenziali di pregio. Anche alla solidarietà che esprime, alle competenze poco conosciute. Alla non trascurabile presenza di persone di vaglia.

Parliamo di una di queste, svelata Venerdì sera, patrocinata dal comune, una serata rievocativa e commemorativa di un Cittadino come tanti di noi, ma speciale, illustre. Ha vissuto a  Buccinasco per oltre vent’anni, avendone la residenza, con la  famiglia. Ma la sua vita ha avuto come scenario e luogo il mondo intero: l’Europa come il Sud e Nord America, come l’estremo oriente.

Ce ne siamo accorti di questo nostro concittadino illustre e silente, grazie a uno dei suoi più cari amici: Domenico Storti. Un cittadino che, un anno fa ci ha lasciato, in punta di piedi, come a Buccinasco è vissuto. Domenico ha coinvolto il municipio, l’Assessore alla cultura, le istituzioni e enti entro i quali si è svolta l’attività artistica di Edoardo Mùller. Ecco la splendida serata alla cascina Robbiolo. Eccolo il nostro concittadino,  Maestro  Edoardo:

Edoardo Müller è nato a Trieste. Iniziò la carriera come pianista, ma ben presto si dedicò al teatro lirico, diventando assistente dei più importanti direttori d’orchestra (Serafin, Gui, Votto, Boehm, Molinari-Pradelli, Abbado, Kleiber, Muti e tanti altri). Incominciò a dirigere sostituendo Pretre nel Mosé di Rossini all’inaugurazione del Maggio Musicale Fiorentino nel 1973. Da allora iniziò una carriera che lo portò nei più importanti teatri del mondo, dalla Scala di Milano, dove diresse ripetutamente per molti anni, a Parigi, Monaco, Barcellona, Tokio, Buenos Aires, Rio de Janeiro, Santiago del Cile, Montreal, Bologna, Venezia, e quasi tutte le città italiane. Negli Stati Uniti, oltre ad un lungo rapporto con il Metropolitan di New York, ha diretto a Chicago, Philadelphia, Houston, Seattle, Washington, Dallas, San Diego (dove è stato direttore principale), Detroit ed altri teatri.
Ha collaborato come pianista a concerti, oltre che con Renata Tebaldi, con Carreras, Obraszova, Bruson, Bergonzi, Caballé, etc.
Ha insegnato direzione d’orchestra al Conservatorio di Milano. E’ stato direttore del centro di perfezionamento per artisti lirici al Teatro alla Scala. Tiene frequentemente masterclasses ed è stato in giuria di molti concorsi di canto internazionali.

Anche al lettore che poco segue la musica classica, i nomi esposti hanno effetto; sono impressionanti, per caratura e continuità negli anni. La sala abbastanza piena, onestamente è da dire che i Cittadini di Buccinasco non erano molto rappresentati. Più folta e nutrita la testimonianza di allievi poi divenuti colleghi  e giovani artisti che calcheranno luoghi e scene del bel canto o da orchestrali.

Ciò che ci sembra non ricordato (lo spazio spesso è tiranno) nella presentazione della Fondazione Tebaldi (di cui è stato presidente), è l’attività formativa portata avanti per molti anni ad Alessandria, su cui molto è stato detto e riprodotto nella serata. Dalla sua funzione di direttore artistico e formatore, sono usciti personalità di spicco internazionale. Non staremo a citarli in dettaglio (anche se meriterebbe).

Ci basta ricordare Daniele Gatti, forse il più importante direttore italiano di caratura internazionale, fra i diversi in esercizio, secondo per fama solo a Riccardo Muti (non è il caso di graduatorie). Nella serata è stata letta la sua lettera ricordo del maestro Edoardo Mùller: un riconoscimento sincero che ricorda il se stesso pianista ventiduenne, posto da Edoardo alla prima direzione d’orchestra della sua vita. Seguito, e consigliato come un padre fa col figlio di cui coglie già allora le potenzialità straordinarie. Testimonianza commovente. Ricordiamo adesso una riflessione del Maestro Gatti (da insegnare nelle scuole):

“Vorrei tanto che chi viene in una sala da concerto si potesse… coccolare, per se stesso, e dire: ‘bene, adesso ho due ore, e ascolto un brano musicale, spengo il telefonino e cerco di entrare in una dimensione diversa’,  perché, alla fine, ascoltare musica classica penso che sia proprio questo: se io con la mia fantasia riesco ad abbandonare il frenetico ritmo della mia vita, forse ho la possibilità anche di ritrovare certe cose di me stesso, che magari mi fanno paura”.

Orgogliosi della sua scelta nello stabilirsi a Buccinasco, vogliamo esprimere il nostro partecipato affetto a nome di tutti i Cittadini, alla vedova Giovanna Manetti e ai figli, noi memori e riconoscenti. Con la promessa che non dimenticheremo, che ci impegneremo tutti perché rimanga nella memoria, perché venga ricordato nel tempo questo nostro concittadino. Grazie a tutti per quanto realizzato.

Per finire il ricordo, con la musica amabile e la grazia di una conduzione semplicemente brillante, ecco la Marcia di Radetzky diretta a Salisburgo nel 2012 (VEDI). Grazie sempre al nostro concittadino, al grande Maestro Muller.

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