PARCO SUD Milano: in silenzio il sindaco in uscita, non informa

Il mandato Maiorano è agli sgoccioli: sono indette le operazioni elettorali, previste il 28 Maggio. Dovrebbe limitarsi all’ordinaria amministrazione. Si vede che decidere il futuro del Parco Sud Milano rientra nel tran tran ordinario. Si è tenuta il 24 scorso un’Assemblea del Parco Sud Milano (che si compone di  61 sindaci di altrettanti comuni): qui il sindaco decide per noi Cittadini. Ordine del giorno: deliberare per l’avvio delle procedure che portano a integrare il Parco Sud e il Parco Nord Milano.

In silenzio, nostro sindaco: la questione lo interessa? Ha partecipato? E se ha partecipato, quale decisione ha preso? Ritiene di dovere informare i Cittadini che amministra? Evidentemente no! Che gli interessi o meno non sappiamo: di certo non si cura di informare i Cittadini  della questione.

Per questo sindaco, per questa maggioranza, i Cittadini sono considerati alla stregua di pecore. Così come il primo atto appena eletto, avvenuto sempre di nascosto, all’insaputa di nessuno, nel quale mise la firma di Buccinasco per cementificare 11 ettari di Vignate, si ripete nel medesimo modo adesso che se ne sta andando. Su una materia se possibile più complessa e di importanza grave.

Ne veniamo a conoscenza grazie a un comunicato dell’Associazione Parco Sud Milano ONLUS, al quale rinviamo per ogni considerazione: VEDI. Spieghiamo due cose, per chiarire. Il PASM (Parco Sud Milano) già coordinato dalla Provincia, è entrato a far parte della Città Metropolitana che lo guida. Un consesso nel quale devono prevalere gli imbecilli, si è trovato con due associazioni e, per semplificare, ha deciso di farla diventare una sola. Imbecilli? Ecco come  descrive il termine la Treccani:

Chi, per difetto naturale o per l’età o per malattia, è menomato nelle facoltà mentali e psichiche. Più spesso, nel linguaggio fam., titolo ingiurioso, rivolto a chi, nelle parole e negli atti, si mostra poco assennato o si comporta scioccamente, senza garbo, da ignorante, in modo da irritare

Escludiamo l’ingiuria ma la valutazione sulle limitazioni nelle facoltà mentali ci sta tutta. Farne una sola, significa creare un ente che agisce in condizioni monopolistiche, privo di confronti e parametri sul territorio, quindi autoreferenziale. Nel quale qualsiasi cosa venga decisa (spesa) è facile sostenere che è per il meglio (novello Pangloss).

La politica è soggetta a fastidiosa orticaria quando si trova con due enti che fanno la medesima cosa: può succedere che uno funzioni meglio dell’altro e la cosa diventa palese. Non sia mai! La prima cosa da fare è eliminare quello che viene considerato un inutile doppione. Poi si può spendere, assumere, fare e disfare non essendo disturbati da confronti oggettivi: il monopolio è proprio quello che ci vuole.

Non sono proprio eguali Parco Nord e Parco Sud, come ci spiega l’Associazione nell’allegato (che non a caso è fermamente contraria all’unificazione):  il parco Sud ha 61 comuni e 47mila ettari di parco. Il parco Nord 640 ettari. Sessanta volte più piccolo! In aree densamente abitate mentre il Parco Sud ha vocazione agricola estesa.

I partiti si sono schierati in questo modo: Lega Nord e PD a favore, i comuni condotti da sindaci non sinistri hanno votato contro. 39 presenti (c’era il nostro sindaco? ce lo farà sapere, forse, ma vista la sua assidua presenza in queste strutture sovra ordinate, è probabile). Se era presente ha votato a favore dell’unificazione. Ecco allora che noi ne informiamo i Cittadini.

Città Metropolitana: nata male, centralistica, sta diventando un mostro che tutto accentra con un insieme di interessi e valori in gioco da primaria area urbana europea. Uno spaventoso coacervo di interessi con un’unica testa. Una cosa illogica e statalista, che consentirà alla partitocrazia imperante di decidere su questioni dagli effetti e dai numeri molto maggiori rispetto a ieri. Un concentrato di potere di cui preoccuparsi, se questi sono gli indirizzi.

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