PGT pre elettorale in Consiglio: la differenza fra il dire e il fare

Sempre nel Consiglio del 6 Marzo uno dei punti all’odg riguardava qualche modifica ma è stata l’occasione per il sindaco, anziché entrare nel merito, di descrivere in senso lato il PGT, di difendere il nulla fatto, di spiegare: un’analisi conclusiva del PGT approvato. Quindi, autogiustificante, argomentando scuse a difesa del suo mandato.

Tutti coloro che in Consiglio sono in seguito intervenuti, da questa impostazione sono partiti. In sostanza è stato un dibattito sul PGT: le cause del suo fallimento (parola del sindaco), come motivarle (da parte della maggioranza), quale invece doveva essere l’approccio (Iocca per Forza Italia). Si tratta di una trentina di pagine,  trascritte con i piedi, se ci è permesso (ma questa amministrazione non se ne accorge e finora lascia andare), al punto che il senso delle parole dette si fa fatica a comprenderlo (VEDI, lettura comunque  interessante).

Ciò che emerge dalle lunghe esposizioni è l’inadeguata competenza dell’amministrazione uscente, rispetto al ruolo, ai compiti, agli obblighi che ne derivano. Non ne hanno colpa poiché sono stati posti in quel ruolo dai Cittadini, da coloro che sono andati a votare. L’esperienza di questo quinquennio è però utile come riflessione di ciò che si deve richiedere, pretendere da un candidato sindaco:

candidato sindaco cosa deve avere?

ESPERIENZA COMPETENZA NEL GESTIRE

È infatti evidente che la situazione dopo il 2008, richiede strategie diverse a chi amministra una Comunità. Per un secolo amministrare aveva un compito di arbitro: i giochi sul campo toccavano ai giocatori e bastava mettere ordine, dare indirizzi e regole. Non è più così: l’economia non cresce più da sola, l’impresa non sorge come fungo, non sceglie un territorio a caso, ma va dove trova migliore accoglienza e strutture, strade, collegamenti migliori.  Da arbitri, occorre trasformarsi, diventare amministratori operativi.

Significa promuovere lo sviluppo; rispondere alla Comunità ma anche in forma proattiva generare progetti che, partendo dalle criticità del momento, siano in grado di superarle, intercettare domanda di impresa, commercio, residenza. Nei segmenti che la richiedono. Mettere in soffitta i piani dirigistici del secolo scorso, di matrice sovietica, più o meno declinati e aggiornati.

Alla fine del mandato chi ha amministrato non deve elencare le ragioni del non fatto. Questo non giustifica, è una elencazione dei limiti che non si è stati in grado di superare. Il sindaco deve presentare i fatti: I FATTI! Delle parole, flatus vocis, la Comunità non se ne fa nulla. Resta com’è la situazione del territorio. Molto opportuno il richiamo di Iocca (Forza Italia), non a caso imprenditore.

….. non siete stati capaci nemmeno parzialmente di attuare quelle modifiche minime, parziali, complementari, residuali che permettessero magari a qualche piccola realtà di partire, soprattutto in riferimento alle numerose aree che ci sono a Buccinasco di capannoni e realtà industriali abbandonate, presenti in centro, rispetto alle quali si collega anche un problema di sicurezza e rispetto alle quali voi non siete stati capaci di dare risposta alcuna. Non è stato fatto nulla, non avete fatto nulla.

Allora tu che governo sei, che amministrazione sei? Siccome c’è la crisi allora basta, sei giustificato a non fare nulla, non dare nessun tipo di risposta? Se c’è la crisi ti attrezzi e fai qualcosa per innescare certi meccanismi virtuosi che tengano conto dell’esistenza della crisi.

… non avete dato la risposta fondamentale ai cittadini che era quella di vedere rinnovato ciò che già era costruito. Sarebbe stato sufficiente inventarsi non nulla di nuovo, non stiamo parlando di nuove volumetrie, di utilizzo delle aree verdi, ….. Semplicemente andare a costruire sul costruito, a rinnovare, a riqualificare l’esistente, questo sarebbe stato un approccio di basso profilo, normale, tentando in qualche modo di andare incontro ad una realtà che, ripeto, è caratterizzata da una grossa crisi economica che ormai ci portiamo dietro da più di sette anni, ma che ha visto altre amministrazioni dare delle risposte più efficaci rispetto a quelle che (non,ndr) siete stati capaci di dare voi.

Qui sta la questione: FARE, non disegnare, non scrivere, non decidere sulla carta, magari vantandosene. Chi amministra (candidandosi lui!) non può limitarsi alle giustificazioni, alle parole. Gestisce 135 milioni in cinque anni! come li ha spesi, dove li ha messi; dove sono le cose fatte? Questo è il problema: i Cittadini lo sanno, lo hanno imparato.

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