Regolamento di Polizia Urbana: qualcosa di nuovo (che si deve fare)

Non è ancora posto nel sito istituzionale del comune (ove si trova il testo precedente del 2001), tuttavia già pubblicato e approvato all’unanimità dal Consiglio del 6 Marzo, pubblicato il 15 in Albo Pretorio  Un documento da tenere sottomano e leggere con attenzione, perché ci può riguardare tutti, nei comportamenti usuali di Cittadini.

Un Regolamento di Polizia Urbana espone gli aspetti essenziali che riportano alle leggi, dal codice della strada a ogni altro aspetto che riguarda la vita della Comunità all’esterno di casa propria (VEDI: in particolare art. 16). Rispetto al precedente i cambiamenti  apportati che hanno colpito la Commissione  prima, il Consiglio poi, vengono da una elencazione minuta dei singoli comportamenti che non rispettano quanto è pubblico. Dal buttare a terra carte o altro, imbrattare muri o arredo urbano, un elenco minuzioso, quasi pedante.

Tanto che qualcuno dei Consiglieri su questa elencazione analitica si è dichiarato non convinto (pur votandola). Implicitamente sostiene che non servono le elencazioni perché non perseguibili concretamente; il civismo va insegnato dalla scuola. Sulla scuola soprattutto, sulla famiglia, si sono espressi un poco tutti, raccontando ciascuno esempi di vita ove la maleducazione dei giovani, i comportamenti non civici, è patente. Da leggere le pagine (dalla 23 alla 41: VEDI) della trascrizione. Riportiamo le considerazioni di Benedetti:

Cioè all’interno di questo regolamento c’è tutta una serie di norme che sono francamente inapplicabili, cioè danno, almeno questo è un mio parere, nel senso che rientrano in un civismo sociale, ma che diventano inapplicabili quando la gente decide comunque di comportarsi in termini non civili. Nel senso che non è pensabile che si possano assumere mille Vigili Urbani che controllino ogni pezzettino del nostro territorio, quindi reprimere sul nascere queste forme di inciviltà che sono magari contenute all’interno di questo regolamento…… Chiaramente rientrano in un civismo da parte delle persone che deve essere una cosa inculcata fin dalle più teneri età, anche se è un termine un po’ così, però è reale

Pensieri, come dire, di comune buon senso. Invece ci si potrebbe aspettare, sarebbe dovuta, una maggiore capacità di approfondimento. L’inutilità dell’elencazione di piccoli comportamenti quotidiani entro la Comunità: dal rispetto delle cose, la pulizia delle strade, è derivata da un comune sentire di scarso civismo; in primis, sociologicamente, da chi lo sostiene.  Soprattutto rivestendo un compito di indirizzo operativo.

L’ovvia attenzione sul versante del sistema formativo delle scuole, per come è  presentato dal Consiglio,  ha il sapore di cosa che non li riguardi: la ripetizione di un luogo comune. Il compito della nostra istituzione è, partendo dalla criticità da tutti segnalata, come e cosa fare perché cresca il senso del vivere civile, il rispetto delle cose pubbliche, l’ordinato vivere di Comunità.

L’elencazione dei comportamenti poco civili rendendoli sanzionabili è un passo che può andare in questa direzione. Da solo non basta, ovviamente. Come proseguire? Facciamo un elenco delle cose fattibili da parte della comunità:

  • Un piano serio e concreto che sistemi le aree pubbliche: ottima manutenzione dei marciapiedi , delle aree giochi, di panchine e quanto altro. Una città ordinata fa crescere il senso di pulizia, di rispetto; intervenire tempestivamente per sistemare danni o guasti. Tenere puliti dai ciuffi d’erba i marciapiedi…
  • Esporre l’elenco in questione in ogni luogo pubblico: municipio e in ogni ufficio,  nelle scuole, negli spazi pubblici dedicati a eventi;
  • Definire nel piano di lavoro della Polizia Locale un tempo minimo indispensabile dedicato alla vivibilità nelle strade e nei luoghi degli agenti; pedonale, non solo auto;
  • Sanzionare in modo palese chi sporca o non rispetta le norme (che serva da esempio)
  • Integrare con presenze scolastiche di funzionari che intrattengono sul tema, sul rispetto del civiso, sull’appartenza a tutti delle cose comuni

Non sembra che amministratori (e Consiglio) siano arrivati preparati nel merito. Invece di auto approvarsi… Si dovrebbero portare avere le idee chiare. Le poche cose, eseguite in modo ordinato e coordinato, perché le preoccupazioni di inutilità vengano meno. La Comunità civile cresce e si integra con un percorso ordinato e sistematico. Il civismo si afferma. Con la soddisfazione di tutti, con un senso di appartenenza che cresce.

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  1. #1 scritto da Franco Gatti il 27 marzo 2017 21:42

    Mi dispiace che il regolamento di Polizia Municipale sia stato approvato alla unanimità.
    Ci sono diversi punti che secondo me avrebbero dovuto essere scritti diversamente.

    Evidenzio per esempio l’Articolo 29 – Circolazione dei cani, che temo sia stato scritto senza consultarsi con un veterinario o con una associazione che si occupi di animali.

    Sto raccogliendo delle considerazioni da fonti ufficiali che spero possano portare ad un ripensamento e ad una riscrittura almeno di questo articolo

    Franco Gatti

    RE Q
  2. #2 scritto da Socrate Lusacca il 28 marzo 2017 00:25

    Non conosco la materia,

    sarebbe opportuno che un tuo contributo dal tuo blog, potesse essere girato anche qui…
    certamente utile per i lettori…

    saluti

    RE Q

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