Elezioni a Buccinasco: quali le variabili in campo? PD

Cominciamo con chi ha il peso maggiore entro la composizione dei pro tempore in uscita. Le questioni legate alla campagna elettorale prossima sono diverse. La principale è legata  ai tempi, la data influenza in modo diverso le diverse liste partecipanti, in positivo o negativo. Le elezioni locali sono determinate da una decisione del Ministero degli Interni; questa è inevitabilmente condizionata da valutazioni politiche nazionali.

Facciamo qualche ipotesi? Sarebbe logico che le elezioni locali e nazionali, quando prossime, fossero unificate in un’unica data. Diverse volte lo si è fatto, anche per una ragione di “trascinamento” della valenza nazionale del logo e di appartenenza. L’elettore che vota per i suoi rappresentanti a Roma e, nello stesso momento, sceglie il proprio sindaco, è portato a unificare la scelta.

L’effetto del voto congiunto, è da ritenere che non favorisca le liste civiche locali, schiacciate dalla propaganda nazionale e messe in secondo piano. Non sempre, non in tutti i casi, perché possono sussistere questioni locali di peso che incidono, emergono rispetto al voto, che addirittura arrivano a condizionare la scelta nazionale. Non in prevalenza però,… quindi in condizioni normali la scelta del Ministero andrebbe verso il voto locale e nazionale nella stessa data.

Ma siamo in condizioni normali, adesso? Con tutta evidenza no! L’evento principale che è tuttora in ebollizione riguarda lo stato del PD: tutti i giochi sono aperti. Soprattutto diventa un elemento primario di discussione i tempi da lasciare alla fase congressuale…Però…più lunghi sono i tempi, più si ritardano le elezioni nazionali.

Le elezioni locali, giunta la scadenza naturale del mandato, possono essere decise in un arco di tempo di 90 giorni; il Ministero non può procrastinare oltre; non ne ha il potere. Si andrebbe a Luglio, periodo nel quale elezioni in Italia non si sono mai tenute, per ovvie ragioni stagionali. Teoricamente il Presidente della Repubblica può spostare ulteriormente, cosa che però non è mai avvenuta e si può considerare  non probabile che Mattarella esca dal seminato.

Quindi: elezioni comunali in primavera, entro Giugno praticamente obbligate. Le elezioni politiche si faranno poi, nel secondo semestre o l’anno prossimo. Se così sarà, la situazione del PD locale non è agevole. Finora non vi sono contraccolpi locali dallo sgretolarsi entro gli esponenti nazionali, ma lo stato di incertezza che deriva sull’elettorato locale, certo non aiuta.

C’è poi da aggiungere una tendenziale presa di distanze del PD locale, dalle ali esterne che hanno fatto parte della maggioranza. Qui però siamo a recite elettorali, soprattutto in questa fase di primarie. Che sono curiose, come tali: nessuno ha presentato un programma elettorale degno di questo nome, così si da luogo a una scelta di natura personale, lasciando a chi vincerà le mani libere per decidere ciò che vuole….

Non è proprio un procedere partecipativo e democratico: il potere di gestire se lo tengono tutto lasciando fuori i Cittadini. Il ruolo nazionale che sarebbe di aiuto viene meno,… le questioni “ideali” di Roma (si fa per dire) trasmettono incertezza… Variabili a questo scenario sono ancora possibili, ma la situazione non si presenta serena. Neppure in grado di dare sicurezza sulle cose da fare. PD destrutturato che non si sa bene dove andrà.

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