Spese future: i pro tempore in uscita insistono

Il tema in questione riguarda il municipio. Più precisamente l’impianto di condizionamento e riscaldamento che, forse dall’origine ha avuto una realizzazione non completa per ragioni di budget, trasferita a esercizi futuri e mai portata a termine. Ciò a quanto ci è sembrato di cogliere  un annetto fa, da dichiarazioni tecniche in sede di commissione.

Un impianto incompleto, con un utilizzo probabilmente stressato, deve dar  luogo a sempre più frequenti interruzioni e interventi manutentivi, e spese conseguenti. Come sempre se si trascina negli anni un impiego non funzionale, con tamponamenti volti a dare continuità sufficiente. Succede poi che l’assenza sostanziale di una organica manutenzione ordinaria porta a interventi straordinari pesanti.

La presentazione dello studio preso, come dice Bersani: cotto e mangiato, sembra sia frutto di una scelta unica. In un settore che attraversa un’intensa fase di rinnovamento, sempre più coonvolto da forme di recupero energetico. Che tipo di analisi è stata fatta? Ad esempio: è stata valutata un’offerta che sfrutti il fotovoltaico? magari con batterie di accumulo dal livello avanzato?  ovvero altre metodiche? le gestioni in wifi di tutto l’impianto con il controllo da remoto? Nulla risulta: troviamo adesso  questa deliberazione (spese a nostro carico):

“LAVORI DI RIFACIMENTO DELL’IMPIANTO DI CLIMATIZZAZIONE E DI REVISIONE/INTEGRAZIONE DELL’IMPIANTO DI VENTILAZIONE DEL PALAZZO MUNICIPALE.

La cifra prevista dallo studio (pubblicato il 24 Febbraio, delibera di giunta n. 22 del 15 Febbraio) arriva a 650mila euro. Spese decise da pro tempore in uscita, che saranno da affrontare (ed eseguire, e pagare) dalla nuova amministrazione. Stanno scaricando costi rilevanti sul domani, dopo aver speso  in questi cinque anni, tutto quanto ricevuto delle nostre tasse.

Un modo d’agire che Città Ideale ritiene scorretto, improprio. La possibilità di decisioni e di spesa di un mandato a termine, non dovrebbe riguardare questioni  che dovranno essere affrontate da altri. Portatori di visioni fors’anche eguali, ma più probabilmente diverse.  Basi strategiche, politiche e di gestione delle risorse che devono essere dei subentranti. Spesa da 650mila euro, senza una disanima delle alternative? Quando si sta già uscendo, liberando le sedie?

Non interessa la legge: la quale può attribuire poteri anche rilevanti. Giusto che si possa deliberare per ragioni di urgenza immediata o per fermare danni non rimediabili diversamente. Entro queste fattispecie  non sono  (non dovrebbe) comprese le opere pianificabili. Questa è normale logica di gestione di qualsiasi struttura, pubblica o privata che sia.

Forse qui è una delle ragioni per cui la media dei costi di gestione pubblica e delle opere pubbliche in italia è doppia (DOPPIA!) rispetto all’Europa (dichiarazione di Piercamillo Davigo di questi giorni). Un metodo di gestire la cosa pubblica (cioè nostra!) che deve assolutamente cambiare. Per ottenere di più, spendendo meno.

650MILA EURO DECISIONE DI SPESA AL BUIO!

OCCORRE VOLTARE PAGINA
COINVOLGERE I CITTADINI NELLE DECISIONI
COMPIERE SEMPRE LE OPERE DI MANUTENZIONE ORDINARIA
RICOMINCIARE DA CAPO CON  UOMINI NUOVI
PER FAR RINASCERE BUCCINASCO

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