Elezioni e antimafia come mestiere acchiappa consenso. Sarà vero?

L’attività antimafia è strumento d’uso politico. Brandita come arma che santifica, qualcosa di simile alle immaginette (una volta si chiamavo santini) che celebrano san Giorgio che sconfigge il drago con la spada o la lancia, a seconda dell’interpretazione dell’artista (l’immagine ne illustra una quattrocentesca)Viene utilizzata, l’antimafia, allo scopo prevalente di farne un parallelo immaginario fra il Santo e il politico che l’antimafia brandisce.

Questo in prevalenza è l’utilizzo del tema a Buccinasco: manifestazioni a vario titolo e costo, purché asettiche, che non coinvolgono specifiche situazioni “intoccabili”. Quando succede sono iniziative che vengono da altri, da fuori (il bar ritual, su denuncia dei carabinieri, come descrive in una recente intervista il comandante dell’area Sud Ovest; il sindaco si è accodato dopo, nel segnalare al prefetto).

Tanto timorosi che è rimasto famoso il rifiuto della giunta di adeguarsi all’iniziativa dell’ANCI “cento comuni contro la mafia” rifiutandone il manifesto da affiggere entro agli ingressi di Buccinasco (a differenza del vicino Trezzano, ad esempio). Salvo, dopo quasi due mesi, trascorsi in un silenzio imbarazzato, adeguarsi con una modifica del testo. Storia recente di cui preferiscono non parlare.

I nostri amministratori in uscita si sono distinti anche per un’adozione fatta di  corsa dopo anni di ritardo per le procedure antiriciclaggio che contrasti concretamente l’attività odierna dell’antistato: lavaggio di danaro sporco impiegato in attività formalmente lecite. Il candidato sindaco PD ne sa qualcosa, come pure gli altri che fan parte della squadra in uscita.

L’antimafia viene poi utilizzata come arma politica verso maggioranze che si discostano dalle forze politiche oggi al governo, come è capitato a Corsico su un’iniziativa: “sagra dello stocco” (prontamente annullata) ma che è stata oggetto di una seduta della commissione parlamentare in trasferta a Milano, convocando il sindaco, con quel che segue. In questo caso il ridicolo non si è solo sfiorato…

Ma torniamo ai nostri pro tempore in uscita, che spendono ogni anno un gruzzolo non trascurabile in iniziative denominate “Buccinasco contro le mafie”, siamo alla quinta (e ultima per loro). Occasione di pubblicità (di spesa per noi), come dicevamo. Prendiamo la delibera di giunta comunale n. 100 del 22 Febbraio, che elenca una serie d’iniziative più o meno ludiche rivolte ai nostri bimbi, dagli asili alle medie.

Viene da chiedersi se entro il sistema formativo delle nostre scuole i temi della legalità, del civismo, del rispetto delle regole, non facciano parte del normale contenuto d’aula, in lezioni, filmati o quant’altro d’uso ordinario quale strumento di lezione e formativo. Questo dovrebbe già esserci;  riteniamo ci sia senz’altro, più o meno declinato o efficiente in ragione della scuola e dei singoli docenti.

Sembrerebbe che i nostri pro tempore in uscita non si fidino molto delle nostre scuole, dei nostri docenti, se mettono insieme una serie di cinque rappresentazioni che impegnano, solo per queste, un esborso di 16.728 euro. Iniziative forse efficaci (il dubbio è lecito), ma ulteriori rispetto al già nutrito impegno scolastico. Iniziative nelle quali, data l’età sarà prevalente la percezione ludica e l’aura extra scolastica (senza impegno d’apprendimento).

Fra queste iniziative  rifulge l’assenza (la mancata comunicazione) circa l’applicazione funzionale concreta delle norme antiriciclaggio, che oggi sono di peso prevalente, di gran lunga, nell’attività dell’antistato, che in questo modo si infiltra e fa affari, acquisisce proprietà lecite lavando denaro, occupa territorio e cresce nell’economia locale. Questo sarebbe oggi il primo dovere di un’amministrazione che in modo concreto ed efficace difenda la nostra Buccinasco, l’economia lecita che paga le tasse, il lavoro pulito.

Aspetto che però ha meno ricadute comunicative, in chiave pre elettorale. Non è altrettanto efficace e magari  anche può disturbare gli “intoccabili”. Allora i pro tempore  fanno “ammuina” con qualche scalcinata baracca da smantellare al Terradeo, con tanto di foto e articoli giornalistici.

Non meritano l’aureola di San Giorgio, questi pro tempore in uscita: non ne sono degni. Davvero si muovono come elefanti in una cristalleria, creando spreco (di nostri soldi) e disturbo, senza ritorni per la comunità. Sperano che, ancora adesso,  i cittadini ci caschino?

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