Il mondo corre. In Italia c’è chi vuole che resti fermo o arretri

Cominciamo col far riflettere la nostra classe politica che tutto controlla quale sostanziale monopolista,anche l’informazione, sui sistemi che adottano il real time diffuso (la conoscenza in tempo reale delle domande e delle offerte, superando distanze e strumenti vari). Sistemi che stanno cambiando il mondo. Il mondo ma non l’Italia, che al riguardo è chiusa peggio di una medievale cintura di castità.

Le origini possono vedersi già con il sistema di posta elettronica: tutti possono inviare contenuti scritti a tutti o a ciascuno che ha interesse, superando il monopolio postale. Uno sconvolgimento iniziale che ha richiesto adattamenti. Ha avuto assestamenti e ulteriori sviluppi con gli smart phone che veicolano immagini, film ecc. Abbiamo personalmente assistito nei giorni scorsi a una videotelefonata da Spagna in  Australia, mediante WhatsApp: a costo zero.

La rete globale che quota merci, derrate, azioni, obbligazioni e qualsiasi titolo che rappresenta valori. Partita per prima, mette tutti in comunicazione con tutti i mercati, generando quotazioni e conseguenti reciproche influenze in tempo reale, 24 ore su 24. Esiste ormai da 12 anni, non è in rete, forse, la borsa dell’Antartide, perché sembra che là non vi sia un mercato dei titoli.

La rete informatica che mette tutti i Cittadini di tutto il mondo che posseggono un posto letto, una camera, un appartamento o una villa con piscina, in contatto con potenziali offerenti o richiedenti per locazioni: di un giorno, una settimana, un mese.  Opera da cinque anni, offrendo possibilità prima inesistenti o difficili per ottenere un reddito integrativo dagli immobili posseduti.

La rete informatica che gestisce offerte e domande di cuochi a domicilio, per feste, serate, o un evento particolare.  Così come offerte e domande d’istruttori di lingue straniere, di formazione integrativa a livello superiore o universitario. Insomma c’è molto, che quasi ogni giorno aumenta ancora perché vi sono genietti che scoprono un nuovo impiego utile, che ha domanda reale, e si vedono crescite a razzo.

Fra queste opportunità una è la domanda e offerta in rete di auto o di spostamenti con conducente. Una delle numerose possibilità, delle semplificazioni che rendono la vita più semplice e più facile, più economica. Diciamo che è normale, che fa parte del mondo d’oggi. Non considerare il modo di procedere del globo è un errore, uno sbaglio. Un limite costoso che rende chi non partecipa arretrato e non competitivo.

Tutte queste nuove possibilità generate dalla globalizzazione dei dati, dal singolo utente alle grandi organizzazioni, devono affrontare e confrontarsi con le realtà esistenti che inevitabilmente vedono intaccate posizioni acquisiste e consolidate nei decenni se non nei secoli. Richiedono assestamenti così come le modalità di fruizione dei nuovi sistemi, devono essere soggetti a regole innovative per tutele di sicurezza, di linearità contrattuale, ecc. Chiudere le porte, pretendere di star fermi è assurdo e stupido, come mettere la testa sotto la sabbia.

Ne aggiungiamo un’altra di questi giorni: un sistema nato in Germania, Flixbus (VEDI). Un sistema che mette in contatto viaggiatori con singoli operatori di bus, generando in tempo reale l’incontro fra domanda e offerta. Sta avendo un successo notevole in Europa, ma anche in Italia. Nel decreto sul bilancio 2017 di questa faccenda è oggetto una modifica che cerca di impedirne lo sviluppo (VEDI l’editoriale di ieri di IBL).

Di situazioni arretrate e inefficienti l’Italia è piena, lo vediamo ogni giorno in ogni aspetto del nostro vivere, delle nostre leggi, della P.A.  Queste qui che abbiamo elencato, legate alla rivoluzione del real time globale e degli inevitabili sviluppi che ne derivano, sono la conferma madornale di un agire da struzzi.  Parlare delle multinazionali affamatrici o di altre baggianate non ha senso.

Così come è privo di senso lo switch immediato. I cambiamenti devono essere graduati e programmati, consentendo al singolo sistema di adeguarsi alle mutate condizioni del mercato e nel contempo di far crescere le migliorie funzionali ed economiche che ci fanno star meglio e rendono il paese moderno e competitivo.

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  1. #1 scritto da Miserabile di Montecristo il 23 febbraio 2017 15:09

    Strenue difesa della propria rendita, l’ennesimo tentativo di limitare, per mezzo di leggi o regolamenti,

    la libera concorrenza che consente agli utenti/clienti di aver prezzi più bassi e/o servizi migliori.

    E’ l’Italia delle corporazioni, degli ordini, delle caste.
    Tutti hanno, in un modo o nell’altro, qualche ragione per difendere il loro piccolo privilegio, la loro rendita di posizione.

    Occorrono meno regole, meno Stato, non nuove regole e più Stato.

    Le regole sono il problema che frena lo sviluppo della libera impresa, non la soluzione, ma in un Paese dove la politica deve avere il controllo su tutto e su tutti, garantendosi così l’acquisto di consenso e voti necessari al mantenimento del potere,

    questi discorsi non possono avere seguito

    a meno che i cittadini cambino la propria mentalità e spazzino via, col proprio voto, una classe dirigente inadeguata e dannosa.

    RE Q
  2. #2 scritto da citta ideale il 23 febbraio 2017 15:36

    Ben detto Miserabile di Montecristo,
    ben detto…

    Abbiamo perso molta della capacità di innovazione e inventiva
    quella che ha permesso lo sviluppo del miracolo economico,
    la trasformazione da paese agricolo/industriale
    fino a diventare la quarta o quinta nazione industriale del pianeta.

    Il sistema politico ha occupato tutto,
    anche per mancanza di coraggio (o insipienza?) della classe imprenditoriale
    soggetti alla tirannia delle singole categorie
    (contenitori di consenso che contrattano per lo statu quo)

    Si rimane sorpresi, anche se prevedibile,
    della piattezza confusionaria dei media su questi temi
    sembrano agiscano di proposito perché i cittadini non siano informati.

    sarà più lenta la maturazione, ma comunque le barriere delle varie caste
    saranno abbattute
    (sarà sempre con ritardo, perdendo opportunità, affari, lavoro, sviluppo)

    buona giornata

    RE Q
  3. #3 scritto da citta ideale il 23 febbraio 2017 17:55

    ecco l’aggiornamento, pertinente, che riguarda i trasporti low cost Flixbus, sempre da IBL:

    Si è parlato molto, negli ultimi giorni, della norma anti-Flixbus: un emendamento al decreto Milleproroghe, presentato al Senato, che impedirebbe alla piattaforma di autobus low cost di operare in Italia, limitando il trasporto interregionale con autobus alle società che esercitino come “attività principale” il trasporto di passeggeri. Tale norma escluderebbe Flixbus, che invece non possiede autobus e non ha autisti alle proprie dipendenze, ma mette in contatto partner locali e clienti con la sua piattaforma web.

    Nel nuovo Focus dell’Istituto Bruno Leoni, “Gli autobus low cost e la concorrenza “leale”", Giacomo Lev Mannheimer ricostruisce lo scenario giuridico ed economico in cui operano le società di autobus low cost, dalla liberalizzazione del trasporto interregionale su gomma a oggi, evidenziando i rischi e le criticità che la norma anti-Flixbus comporterebbe.
    Il governo – su richiesta di diversi gruppi parlamentari, tra cui anche lo stesso che aveva presentato l’emendamento al Senato – si è impegnato ad abrogare la norma prima che questa diventi efficace nei confronti di Flixbus e delle società omologhe.
    Tuttavia, a prescindere dal destino di questa specifica norma, quanto è accaduto mette in luce due problemi di fondo, che prima o poi andranno risolti.
    Il primo, scrive Mannheimer, è che “la politica, in tutta Europa, è complice dell’incertezza normativa, per non avere mai trovato il coraggio di prendere atto che le modalità di offerta dei beni e dei servizi, e i beni e i servizi stessi, cambiano nel tempo, e aver spesso giocato invece in difesa di uno status quo che non trova certo nella tutela dei consumatori la sua ragione d’essere”.
    Il secondo, conclude l’autore del Focus, è che la concorrenza, in Italia, viene quasi sempre accusata di essere “sleale”, a riprova della mancanza di comprensione degli effetti benefici sull’economia nel suo insieme generati dalla libertà economica e dall’innovazione.

    Il Focus “Gli autobus low cost e la concorrenza “leale”", di Giacomo Lev Mannheimer, è liberamente disponibile.

    RE Q

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