Spese fuori termine prive di motivazioni logiche: facciamo l’analisi?

Dobbiamo affrontare l’ennesima decisione di questi pro tempore in uscita che, a pochi mesi da fine mandato, stanno riempiendo di spese gli anni successivi al loro incarico. Circa la legittimità non ci pronunciamo e non ci interessa. Ammesso che sul piano normativo la fattispecie non sia contemplata, si tratta di azioni improprie: chi amministra non può decidere spese (e relativi contratti, appaltatori o esecutori). È cosa ingiusta e fa pensar male.

Quale motivazione può mai esserci che giustifica l’amministrazione uscente? L’urgenza, non c’è: si può prorogare, si può attendere, si può trovare una soluzione tampone. La volontà determinata di condizionare la gestione nuova che subentra, facendo trovare costi e procedure che è possibile non siano condivise? Un cattivo comportamento, costoso per la Comunità e il suo funzionamento.

Resta da considerare un possibile interesse dal dover stipulare contratti lunghi e pesanti. Sospetto disgustoso; una forzatura. Siamo nell’ipotesi peggiore possibile, ma di fronte a un ripetersi così massiccio di costi protratti, la domanda resta e rende perplessi. Gestie così male la nostra Comunità è davvero cosa da condannare. Qualcuno ci segnala il ricordo di un contratto di nove anni… stipulato a ridosso delle elezioni della giunta fotocopia (sindaco Carbonera). Riguardava la manutenzione del sistema fognario.

Passiamo poi alla procedura di questo ultimo agire, che ci motiva a ripeterci sul tema, anche clacando la mano.  Si tratta della manutenzione di condizionamento e riscaldamento degli immobili a gestione del comune, con un costo base di 248mila euro (VEDI). Contratto in precedenza inesistente, per quanto ne sappiamo: scuole, abitazioni e uffici vari hanno subito decine di interventi, ogni volta dovendo stipulare un’opera urgente.

Un gestore con un minimo di sale in zucca avrebbe preteso l’analisi sistemica e compiuta di tutti gli impianti interessati. Avrebbe poi arbitrato fra un lavoro generale di normalizzazione dei singoli impianti, per poi assegnare la manutenzione con cognizioni di causa, in base alle garanzie pretese e rilasciate da chi le messe a norma ha eseguito. Magari anche incorporando la manutenzione come effetto e conseguenza della messa a norma.

Così agendo si innesca una relazione virtuosa fra l’opera di messa a norma e la successiva manutenzione  da eseguire, realizzando  un’azione efficiente, economicamente motivata. L’appalto così fatto è inevitabile he incorpori sovraccosti prudenziali che derivano da incognite sullo stato generale degli impianti.  Decisione affrettata, costosa, illogica sul piano manageriale.

Infine è sorprendente che queste decisioni così fuori logica siano formalmente assunte da tecnici comunali, che è più che probabile seguono indirizzi sovrastanti, assumendosene tutta la responsabilità. Possibile che non se ne rendano conto? Hanno già visto in più occasioni questi pro tempore in uscita, addossare loro la resposnabilità delle cose non fatte.

Ove mai la nuova gestione, intendesse mettere in discussione queste decisioni di spesa in extremis e dalla durata prolungata, quale sarebbero le responsabilità che il sistema pubblico andrebbe a sanzionare? Non i politici, che sicuramente se ne lavano le mani. Toccherebbe a loro…  (o sperano ancora che poi ci sia sempre che fa pagare i cittadini queste decisioni squinternate?) ci facciano un pensierino, nel loro interesse e soprattutto nella salvaguardia di una corretta amministrazione del nostro municipio.

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