Bilancio. Il verde, nuovo appalto vecchi metodi

Il verde è un tasto delicato e doloroso per quest’amministrazione. Che ha visto il vicesindaco in prima fila, quale responsabile.  Ricorderemo solo l’inserimento di una clausola strana che si proponeva con tutta evidenza l’esclusione di candidature non gradite. Il cambiamento  in corso di gara entro la commissione con l’effetto di modificare radicalmente le valutazioni a favore di chi ha poi vinto.

Una gestione dell’appaltatore che, definirla approssimativa vuol dire andare col guanto di velluto. Alla richiesta di documentare i lavori da parte di Consiglieri, è venuta con decine di giorni di ritardo una ricostruzione palesemente ex post, improbabile. Non è il caso di descrivere il non fatto, i probabili danni, a strutture, alberi, impianti di irrigazione.

Appalto che giunge alla fine e che vede lavori appaltati messi a gara e assegnati ad altri, per 140mila euro di costi (di nostri soldi). Adesso deve rinnovare e deve giustificarsi, il vicesindaco. Quanto detto dal medesimo nella trascrizione dei verbali lo riteniamo degno di storicizzazione (VEDI), a futura memoria.

Dopo aver ripetutamente rifiutato la proposta di Città Ideale di dimezzare l’appalto in due lotti confrontabili,  mettendo in condizione le imprese di ben fare, anche con un premio finale in base ai giudizi espressi dai Cittadini, adesso fa propria l’idea (attribuendola a suggerimenti del sindaco, che nessuno ha letto da nessuna parte).  A modo suo, però.

Mette in opera due operatori con tre lotti, che fanno però cose diverse: i parchi, le scuole, le “forestazioni”, le rotonde. In questo modo coloro che lavorano non si confronteranno sul mercato, non avranno alcuno stimolo a far bene. Gli statalisti rifiutano la competizione, il confronto, il mercato. Fanno il possibile perché l’operatore agisca in condizioni di sostanziale monopolio. Una ripartizione priva di logica sostanziale: tutte le opere del verde fanno parte di un sistema organico, non esistono specializzazioni funzionali.

….. perché i lotti saranno divisi in tre, a seconda della specificità del territorio. Non so, le zone di forestazione, piuttosto che i parchi, piuttosto che le rotonde o i parchi delle scuole, che vanno in proprietà massima.

Puntuale l’osservazione del Consigliere Serena Cortinovi che chiede spiegazioni

è stato fatto uno studio rispetto al passato per vedere di non incorrere negli episodi incresciosi degli anni passati? Lei, un po’ tra le righe, ci ha accennato che il nuovo appalto è frutto di un ragionamento per cercare di ottimizzare quello che è l’intervento sul territorio

Se mi dà qualche spiegazioni in più, mi interesserebbe soprattutto rispetto alla parte che riguarda controlli e verifiche, perché non sia mai che capiti una situazione come quella passata dove effettivamente l’Amministrazione comunale ha arrancato per cercare di ottenere una qualità della manutenzione del verde migliore. Per cui volevo sapere se sono state apposte delle clausole in più nell’appalto per poter essere più tutelati, per tutelare i cittadini.

Il vicesindaco, nella replica, dichiara che sono state fatte sanzioni, senza rendersi conto della condizione di “grande sprezzo del ridicolo” nella quale si pone. L’ultima sanzione è di poco tempo fa… 150 euro (centocinquanta) per una rotonda che ha l’irrigazione che fuoriesce. Con tutto il non fatto, l’appaltatore in tre anni ha incassato 1,3 milioni o giù di lì, e avrà pagato sanzioni a vario titolo per neanche 10mila euro.

Non  replica ne richiama la faccenda di cui all’interpellanza di Domenico De Palo, lasciando al sindaco il compito di una risposta “indecente”, prima di tutto sul piano della democrazia, indicando come succubi e ignoranti i Consiglieri che l’hanno sottoscritta (VEDI).

Il vicesindaco (pro tempore, a scadenza) conclude velocemente: assegnando la responsabilità ai tecnici (quelli che sono stati sostanzialmente indotti a decisioni che hanno favorito l’appaltatore nel vincere la gara). Se ne lava le mani il vicesindaco (quello di verde vestito, una volta) e scarica tutto sul personale.

Gli uffici sanno che devono produrre un appalto che poi dovranno controllare e gestire. Il primo di aprile scade l’attuale appalto, sono state fatte ulteriori sanzioni alla ditta in essere, nonostante non ci sia la stagione vegetativa, ma sono stati inadempienti su una serie di cose. Gli uffici hanno fatto le sanzioni, non la Giunta Comunale perché non è compito né dell’Assessore, né del Sindaco, né della Giunta.

Un appalto che andremo a leggere ma, dalle premesse impostate, rimane invariato quello in essere. La separazione in lotti è sostanzialmente inefficace rispetto ai criteri di una gestione prudente e funzionale. Il buon operato è vincolato solo  dal sistema delle sanzioni emesse dagli uffici. Sistema che tutti abbiamo visto come ha funzionato. D’altra parte, come era d’uso dire (ma vale ancora adesso), non si può cavare sangue dalle rape.

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  1. #1 scritto da citta ideale il 16 febbraio 2017 18:07

    Poi viene il candidato sindaco del PD che di suo ci fa una figuraccia… un candidato sindaco che racconta balle
    (e non la prima volta, anche in Consiglio!)

    si esclude da solo ….

    Afferma il meglio fico del bigoncio PD Buccinasco su un suo social
    che la precedente gara del verde, venne fatta AL MASSIMO RIBASSO
    per volontà del tecnico dell’epoca e contro la ferma volontà di sindaco e giunta, compatti.

    Falso, documentalmente falso:

    La prima formulazione del capitolato è nella delibera 209/2013….
    modificata nella successiva delibera 256/2013
    candidato sindaco attuale presente….
    per introdurre il principio del max ribasso

    Non è dimenticanza, non è accettabile questa scusa.

    Faziosità che calpesta le più elementari regole cui deve attenersi un candidato….

    DA CANCELLARE…..

    RE Q
 
 

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