Percorso elettorale: le scelte che i Cittadini hanno di fronte

Il rito delle elezioni e le caratteristiche del voto. Il voto per il comune mantiene la condizione del ballottaggio (quella che la corte costituzionale ha bocciato per la proposta nazionale del governo Renzi). Quella nazionale è un’altra storia, focalizziamoci su casa nostra e le prossime elezioni. Vi sono due problemi che complicano la scelta, che è bene chiarire (le approfondiremo).

Una è il voto disgiunto: votare su una lista e esprimere il voto a candidato sindaco di altra lista. I voti sono entrambi validi. Negli enti locali ha poco senso, perché non si tratta di scegliere un partito ma la lista che esprime il sindaco. Pare illogico votare per un sindaco e quindi per una lista che sostiene un altro candidato. Tuttavia si può fare.

L’altra questione riguarda un arbitrio sostanziale che prende in giro gli elettori. La lista che presenta un sindaco, se non riesce fra i due candidati che vanno al ballottaggio tecnicamente è neutra e la decisione la prende il candidato sindaco.

Ma in cosa differisce, concretamente, l’apparentamento tecnico dall’accordo prettamente politico? Innanzitutto apparentamento è un termine impreciso: si tratta di un “collegamento” con uno dei due candidati alla poltrona di sindaco. In sostanza, la norma elettorale consente ai candidati sindaci al ballottaggio di dichiarare il collegamento con ulteriori liste rispetto a quelle del primo turno e queste – in caso di vittoria – ne giovano rientrando nella ripartizione del premio di maggioranza (ovvero, acquisendo più seggi rispetto al previsto)..

Buccinasco ha visto una cosa del genere, con effetti certo non esaltanti per la lista che, presi i voti del primo turno, ha poi spostato il suo peso verso un sindaco che, nella maggioranza degli elettori non era certo quello auspicato. Questa è una prima attenzione per i Cittadini elettori: pretendere che la lista verso cui si intende esprimere il consenso, non giochi i voti in modo diverso o contrario nel secondo turno.

Nelle elezioni locali poi assumono un peso sostanziale le questioni locali e la capacità di gestione, la credibilità personale, soprattutto nelle cittadine come la nostra. Le divisioni basate su orientamenti ideali o marcati da ideologie provocano un inevitabile perdita di qualità non essendo numerosi i potenzialmente validi. La divisione a livelo locale non è una qualità e andrebbe posta in second’ordine rispetto a una scelta basata sulle individualità meritevoli diconsiderzione.

Quanto alle persone e alle caratteristiche da preferirsi, che rendono credibile la capacità di condurre il mandato assume un peso rilevante, quasi assoluto, la figura del sindaco. Oggi il sindaco detiene un potere pressochè assoluto. È lui che sceglie gli assessori, li può nominare erimuovere quando volesse.

Nella pratica la condizione è condizionata dalla composizione della maggioranza che lo ha eletto, se questa contiene punte personalistiche o portatori d’interessi  (o loro portavoce). Il momento delicato nella gestione del sindaco è l’approvazione del bilancio. La votazione sul bilancio è determinante, se non passa, il sindaco deve dimettersi. La maggioranza ha un rapporto 10 su 16. Bastano 3 dela maggioranza che votano contro ed è fatta.

In sostanza hanno potere forte i Consiglieri, mentre gli Assessori , che pesano di più nella gestione ordinaria, non sono in grado di impensierire più di tanto il sindaco.  Se questa è la situazione  la qualità del sindaco ha spiccato carattere manageriale: deve condurre una squadra di assessori che non sono proprio tutti di sua scelta: la combinazione genera compromessi.

Qui sta il punto: i compromessi nella scelta non devono essere subiti. Neppure dominati; occorre capacità di gestire conducendo la squadra e rappresentandola tutta. Un insieme unito ma con la ruota del timone sicura, con mare tranquillo e soprattutto quando vi sono marosi e ondate traverse.

La squadra occorre sia scelta prima; concordata, non subita. Mentre il Consiglio richiede condotta aggregante, rispettosa, credibile per tutti. Le spinte centrifughe diventano difficili da portare a termine nella misura in cui la conduzione e nello stesso tempo ferma e aperta a tutti i contributi. Ripetiamoci: una gestione così richiede capacità d’impresa, manageriali e personalità solida.

L’esatto contrario del quasi nulla deciso, molto subito in chiave ostativa o di pretese estranee, che il mandato Maiorano ha dimostrato in tutto il suo corso. La responsabilità è di tutti, vista lapersonalità non eccelsa, anzi manchevole. Il costo lo abbiamo pagato noi Cittadini: 135 milioni di euro dovendo subire il deperimento della città. Ricordiamocelo.

  1. #1 scritto da Miserabile di Montecristo il 8 febbraio 2017 12:25

    Nella realtà a Buccinasco non vi fu alcun apparentamento.

    Uno degli schieramenti di “opposizione” dichiarò apertamente di sostenere Maiorano al ballottaggio, ma senza apparentarsi.

    I loro voti, perciò, furono calcolati nel computo della minoranza e fu attribuito loro un Consigliere di minoranza che poi si schierò con la maggioranza.

    RE Q
  2. #2 scritto da citta ideale il 8 febbraio 2017 15:36

    Forse non siamo chiari, ma è proprio questo aspetto turlupinante della volontà degli elettori che vogliamo sottolineare.

    Gli elettori siano messi in guardia sul voto del primo turno.
    Verdo che non decide il sindaco,
    Ma cosa fare del loro voto nel successivo ballottaggio lo decide chi conduce la lista…
    anche contro la volontà espressa dagli elettori nel primo turno

    buona giornata

    RE Q
 
 

sottoscrivi il feed dei commenti

SetPageWidth