Buccinasco la gestione fatta di spese a nostro danno: continua…

Bisogna che a chi amministra la nostra Comunità entri bene in testa che delle decisioni si deve prima di tutto rispondere agli azionisti, che sono i Cittadini. Tutti i Cittadini, di tutti i partiti. La lunga sequela di leggi e regolamenti richiamati, non salva dalla condanna civile chi, rispettando fino alla noia i commi e le normative pedantemente richiamate, agisce in modo incongruo riguardo all’utilità e al corretto impiego dei denari affidati.

Viene utile, per descrivere questo concetto, una recente delibera di spesa (determina 27 del 30 01 2017) relativa a smaltimento di materiale RAEE (rifiuti di apparecchiature elettriche e elettroniche). Nel caso in questione stampanti, PC e altro materiale elettronico non più utile. Affidato a una società parte di un gruppo specializzato (non è il caso di parlarne, anche se qualcosa da dire vi sarebbe), per 1.159 euro. Cifra non rilevante, ma perché spenderla se si può evitare?

Parliamo allora del particolare materiale in questione. Saranno tutti apparecchi obsoleti per un uso efficace in municipio, ma: sono proprio tutti guasti e inservibili? Forse no. Perché allora non metterli prima a disposizione dei Cittadini privati cui possono servire? Magari facendo versare un quid minimo da destinare al sociale.

Il materiale in questione, trasportato alla piattaforma ecologica, non genera nessun costo (neppure un ritorno economico). Perché non farlo, evitando la spesa? Inoltre se conferito alle attività che riciclano (come il gruppo cui è stato assegnato, ma pagandolo), si ha la possibilità di averne un ritorno. Non è stato fatto.

Oggi a Buccinasco il materiale RAEE può essere conferito alla piattaforma ecologica solo dai privati. Le imprese devono cavarsela da sole. non possono conferire,devono fare come il Municipio. Pagare perché venga ritirato un materiale riciclabile che al mercato ha un valore. Forse il sistema del ritiro dei riciclabili a Buccinasco deve essere ripensato, con l’obiettivo di ridurre costi e trarre benefici. Già ma noi spendiamo 3,2 milioni l’anno senza alcun ritorno dal conferimento differenziato.

Ricordiamo che sul materiale differenziato in passato non tanto lontano era pervenuta al comune un’offerta relativa alle frazioni differenziate contro un congruo corrispettivo. Lasciata cadere l’offerta, si fece un appalto con la clausola rovesciata: la frazione differenziata è un obbligo: il 53%, l’eventuale maggiore quota è a beneficio di chi gestisce l’appalto. Nulla viene per la Comunità.

Questa clausola assurda è stata riproposta nel bando vinto dall’AMSA. La frazione differenziata non da alcun ritorno ai Cittadini. Ecco perché,  conferire alla piattaforma ecologica elettrodomestici o prodotti elettronici non genera alcun reddito. Ma neppure un costo però! Come abbiamo detto.

Quindi: una spesa inutile e sbagliata. Poteva essere evitata senza alcun costo. Si potrebbe inoltre fare molto meglio, purtroppog questi sono i contratti in essere stipulati da questa amministrazione. Con tutte le regole, con tutti i crismi (se sarà vero nelle noiose e numerose premesse che vengono addotte alla spesa). Sarà tutto in regola, senza conseguenze per chi ha deciso la spesa? Sarà: ma resta una spesa sbagliata; rimangono nostri soldi utilizzati male.

La piccola spesa non è una giustificazione, naturalmente. L’esempio però viene a fagiolo per descrivere una modalità di impiego delle nostre risorse che deve essere fortemente soggetta a revisione. C’è necessità di un integrale ripensamento nella gestione pubblica, cominciando da Buccinasco (con benefici per tutta la Comunità: meno tasse e più servizi).

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