La politica che deve cambiare e le elezioni a Buccinasco

Il futuro ha un cuore antico… un titolo evocativo su un libro di Carlo Levi del dopoguerra (1956) che racconta di un viaggio nell’URSS di Stalin. La guerra era finita da poco e in Europa era forte il peso rilevante in termini di uomini e mezzi, assunto dalla Russia, così come il numero spaventoso delle vittime subite in corso di occupazione tedesca e nelle vicende belliche: 23 milioni di morti.

La guerra fredda era prevalente e la spaccatura fra gli ex alleati non poteva essere meno profonda. Altri tempi però il titolo è rimasto come efficace sintesi dell’utilità della storia per capire il mondo ma anche richiamo a considerare del passato le cose profonde che ci legano al presente e al domani… quel filo rosso senza il quale si rischiano scelte e direzioni approssimative, perfino sbagliate o addirittura passi indietro. Il legame fra futuro e il passato e l la sua necessità è difficile da cogliere nei momenti di frattura della storia, come è il presente.

Crisi delle ideologie, crescita del benessere nei paesi dell’Occidente che rallenta fino alla stasi; il lavoro stabile calante, la classe media e i giovani con futuro incerto. La conseguente crisi dei partiti come contenitori per gestire consenso e potere; l’indebitamento che cresce come sistema per mantenere entrambi. Insieme che sempre più viene percepito e diventa senso comune diffuso, che lascia incerti, interdetti.  Da qui il rifiuto del sistema tradizionale.

Mancano gli strumenti consolidati capaci di analizzare il fenomeno nel suo divenire, ma anche e soprattutto indicare le soluzioni possibili, il sentiero o le sue variabili da percorrere, perché la frattura trovi il superamento. Non la ricomposizione pura e semplice, ma la nuova struttura che superi, dia risposte in positivo alle criticità derivate dalla globalizzazione. Capace di raccogliere autorevolezza e consenso su politiche di riequilibrio e rilancio.

Carenza di analisi e studi che trova una delle sue ragioni, forse non secondaria, nella delicatezza politica che ne consegue. E’ davvero un programma di vastissima portata superare la forma partito e individuare un meccanismo largamente condiviso che consenta all’Occidente di gestire con efficacia e autorevolezza, nel consenso dei Cittadini, una fase di criticità prolungata.

In questo contesto da massimi sistemi, sta partendo il periodo elettorale a Buccinasco, da vedere non come l’ombelico del mondo ma quale esempio pratico, in corpore vili (non in vitro) delle forme e modalità con cui la realtà locale può reagire e trovare possibili soluzioni che il futuro lo leggano, tentino forme capaci di dare risposte credibili, nelle quali i Cittadini si riconoscano.

Lasciamo perdere il vecchio, i partiti locali: simulacri di mummie del partito dal pensiero unico in salsa casalinga. Rappresentano la malattia del sistema rispetto alle esigenze del presente, con finti e approssimativi apparati, riunioni e codifiche, nomine e elezioni primarie, ecc. Cose che sanno di simulato avendo ben presente che tutto è definito prima. la Democrazia locale sente una spinta forte al ritorno della democrazia diretta.

Ciò che interessa è il nuovo che cova, il tentativo di guardare avanti di BucciRInasco. Uno dei punti di fondo è il superamento del contenuto ideologico nel definire un programma, con la conseguenza di segmentare i Cittadini in tanti gruppi a seconda dei loro orientamenti. Nessuna utilità la divisione preordinata: dove i Cittadini hanno piena presenza e rappresentanza, del tutto indipendente da come la pensa il singolo, badando al programma e alle competenze nella gestione del Municipio.

La lezione che viene dal mandato Maiorano, con gli errori a ripetizione, progetti e spese finiti nel nulla;  territorio, verde, strade, scuole, locali pubblici in degrado. Nonostante la spesa integrale di 135 milioni in cinque anni; insufficienti tanto che è stato richiesto e ottenuto un mutuo di 1 milione. Per farne cosa, di preciso non sappiamo.  Una lezione che ai Cittadini ha lasciato il segno.

Diventa evidente l’urgenza e l’importanza di cambiare strada. Cambiamento che non significa solo lasciare a casa i responsabili di questo mediocre amministrare. Soprattutto è mataurata l’esigenza di cambiare metodo. Personalità capaci di garantire sicurezza  di gestione e competenza nelle scelte non sono di tutti e quelle presenti e disponibili sono limitate. Dividersi in base a come la si pensa sui massimi sistemi È AUTOLESIONISMO, DANNO PER LA COMUNITÀ.

TUTTI I CAPACI E DISPONIBILI INSIEME
PER UNA RINASCITA DI BUCCINASCO
PER UNO SVILUPPO REALE DEL LAVORO E BENESSERE
CITTADINI TUTTI INSIEME
CONTRO NESSUNO
BUCCIRINASCO APERTA A  TUTTI

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