Conflitto d’interessi in Italia (e Buccinasco). L’Europa ci tira le orecchie

Il tema del conflitto d’interessi a Buccinasco fa venire l’orticaria un po’ a tutti coloro che operano in Municipio. Argomento inserito nel Protocollo della Legalità, ne è stato bellamente espunto e non considerato (sostiene il segretario che non può essere introdotto quale normativa, che già la legge lo prevede.. ecc.) La legge certo prevede il conflitto d’interessi ma non le norme applicative all’interno di ciascuna organizzazione pubblica o privata.

Ogni organizzazione infatti ha proprie sensibilità e criticità potenziali ed in base a queste  deve prevedere un codice etico e di comportamento che faccia da sbarramento, che  le superi. In qualche modo, forse per attenuare il buco che sarebbe rimasto entro le normative rispetto al Protocollo della Legalità, è stato inventato un articolo da introdurre nello statuto:  una barzelletta di  lingua italiana e contenuti. Ne abbiamo già parlato in più di un’occasione qui in Città Ideale (VEDI).

Intanto è da rilevare la madornale incongruenza che quest’amministrazione, su un testo così pasticciato che riportiamo, abbia ritenuto ancora di non intervenire in senso correttivo. Spera forse che il processo di validazione cui è sottoposta ogni variazione di statuto,  provveda a rimandarla al mittente. Così che non la applicano; finché al municipio si trovi una nuova amministrazione.

L’occasione per riprendere questo importante tema, ci viene fornita da un intervento del Consiglio d’Europa (organismo diverso dall’Unione Europea, con sede a Strasburgo  che promuove regolarità di principi e procedimenti, cui per esempio, partecipa anche la Russia, in totale 47 stati)  il cui organo anticorruzione ha recentemente inviato un severo monito all’Italia (VEDI, il 19 Gennaio, passato sotto silenzio negli organi di stampa).

Gli aspetti che considera questa “Raccomandazione” riguarda l’agire dei parlamentari e meccanismi relativi al sistema giudiziario. I contenuti sono così descritti all’interno dell’articolo de ilfattoquotidiano:

“le regole esistenti sono difficili da applicare” e questo “va a scapito della complessiva trasparenza e efficienza del sistema”. Nel rapporto si sottolinea che “l’alto numero di leggi e disposizioni, i relativi emendamenti e una generale mancanza di consolidamento e razionalizzazione delle norme, conduce a un quadro confuso del conflitto d’interessi”. Questo “crea problemi per l’applicazione delle regole esistenti e anche della loro comprensione”.

La natura generale degli aspetti descritti rivolti ai parlamentari, è applicabile in fotocopia agli organismi elettivi sottostanti comprendendo anche gli enti locali; è evidente. Quindi la sollecitazione è pertinente e atto dovuto il considerarla, per quanto possibile renderla semplice, razionalizzare le norme, chiarire in forma analitica l’ambito del conflitto d’interessi. Rivediamo adesso cosa è stato approvato in Consiglio….

Art. 43 – bis – Divieto di nomina 1. Il Sindaco non può nominare componenti della Giunta comunale o rappresentanti del Comune presso Enti, Aziende ed Istituzioni i soggetti che abbiano rivestito la carica di amministratore del Comune e che nel periodo di svolgimento della carica o nel biennio successivo abbiano stipulato contratti di compravendita di beni immobili oppure contratti di lavoro, di servizio o di consulenza con soggetti privati destinatari dell’attività della pubblica amministrazione svolta attraverso i poteri da essi stessi esercitati. 2. Il suddetto divieto si applica anche nel caso in cui i contratti sopra citati siano stati stipulati, nel medesimo arco temporale di cui al comma 1, dal coniuge dei predetti soggetti o da loro parenti fino al primo grado. 3. Il divieto non si applica qualora l’Amministratore comunale si sia astenuto dal partecipare all’attività amministrativa di interesse dei destinatari indicati al comma 1.

L’irrazionalità della norma è evidente, come spiega l’articolo che Città Ideale ha già pubblicato il 23 Dicembre (VEDI). Adesso viene convocato un nuovo Consiglio ma di questo macroscopico svarione non si parla. Il sindaco nel presentarlo, ha detto (citato a memoria) mi limito a leggere il testo della delibera perché se entrassi nel merito potrei risultare insufficiente o ridondante; direi troppo o troppo poco. Se ne è reso conto del pasticcio scritto e quindi ha messo le mani avanti? il testo lo fa credere.

Bene: adesso il Consiglio è convocato per l’approvazione del bilancio preventivo. Nessun punto al riguardo: Buccinasco ha inviato in prefettura e in regione un testo incomprensibile. si lascia così?? Come è possibile? Si vuole che venga affossato in corso dell’iter di approvazione? È questa la volontà dei nostri pro tempore, giunti ormai al traguardo (per fortuna di noi Cittadini)?

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